Zamboni (Verdi): da soli alle Comunali

Non è stato fatto un granché sulla sostenibilità ambientale mentre l’emergenza climatica dev’essere al primo posto di ogni programma di ogni politica

di Barbara Beghelli, giornalista


I Verdi andranno da soli alle Comunali. Sono poco interessati alla girandola di nomi Pd e anche un po’ critici verso l’amministrazione. “Non è stato fatto un granché sulla sostenibilità ambientale”, fa notare Silvia Zamboni, vicepresidente dell’assemblea regionale e capogruppo regionale di Europa Verde. Questa gentil signora che fa politica da una vita e che fu anche assessora all’ambiente, appassionata lettrice di Georges Simenon e amante degli sport all’aria aperta, alza di un tono la voce quando torna sul punto: “E non è uno spettacolo bello, quello a cui stiamo assistendo”. Perché la politica vivrà anche di ambizioni personali, di scontri, di desiderio di emergere, ma “ciò che stiamo vedendo in città non ci piace: abbiamo costruito insieme con Bonaccini il programma elettorale alle Regionali, ma ora? Non posso pensare che sia diverso per ogni candidato del Pd, e solo la sfera magica sa cosa potrà succedere”. Che poi, sottolinea, “tolto Matteo Lepore che ogni tanto lancia qualche spunto programmatico, non ho ancora sentito nessun altro proporre”.

Insomma, no al toto-candidati e sì ai programmi: molto più che uno slogan per Europa Verde, che cercherà di costruire fin d’ora un progetto che porti a una/un candidato sindaco autonomo alla stregua degli esempi d’Oltralpe: Lione, Marsiglia, Colonia, Bonn. “Vorremo che anche Bologna iniziasse a mettere in pratica la sostenibilità ambientale dal prossimo mandato e non solo a parole”. Tradotto: basta col Passante, col progettare supermercati nelle aree verdi dismesse e nelle ex caserme, stop alle stazioni di benzina invece che alle colonnine per le auto elettriche, basta porre in secondo piano l’emergenza climatica e pensare che ambiente significhi solo piantumare alberelli e “basta raccontare che siamo una città a favore delle bici perché le ciclabili non sono una priorità visibile”.

La costruzione del progetto per la città di cui parla Silvia Zamboni sarà “un’operazione collettiva e non si svolgerà a porte chiuse, per questo abbiamo iniziato a confrontarci con altri soggetti con cui condividiamo sensibilità e obiettivi”

Il cahier de doléances è lunghino.

“Ah, ma tanto l’ho già anticipato a Merola, il nostro pensiero”.

E come ha reagito?

“C’è stata una certa sorpresa, ma noi pensiamo che la città debba avere un altro peso”.

Beh ma andrà mica tutto male, a Bologna?

“No, mi riferisco ai temi ambientali: per esempio speriamo che il sindaco a febbraio possa firmare il contratto per l’avvio della realizzazione del tram, che siamo indietro di vent’anni rispetto alle altre città metropolitane. Per il resto l’amministrazione è stata troppo tiepida sulle questioni green. E poi noi vorremmo uscire da questo schema dove è sempre il Pd che dà le carte”.

La sento agguerrita.

“È che non ho visto in questi anni prendere il toro per le corna. L’emergenza climatica dev’essere al primo posto di ogni programma di ogni politica. Faccio un esempio pratico: cosa è accaduto dopo lo sciopero della fame del movimento Extinction Rebellion e il loro incontro con le istituzioni cittadine? Niente”.

Insomma, siamo sempre fermi al palo?

“All’incirca. Ma adesso abbiamo un’occasione, si chiama Next Generation Eu, che al 37% deve essere investito in opere green. Le Regioni fanno proposte poi il governo valuta e propone, così si vede dove va a operare. E anche il Mes, mi chiedo cosa stiamo aspettando ad accettarlo: quella dei 5 stelle è un’impuntatura ideologica. Ci farebbe tanto ma tanto comodo, e non solo all’ambiente”.

E le Sardine? Le avete coinvolte in questo vostro progetto per le Comunali?

“Spedimmo loro una lettera, quando hanno avuto la capacità grande di catalizzare il popolo e colto il momento giusto per fare l’iniziativa in piazza, ma non ci hanno mai risposto. Però, posso dire? Mi ha molto sorpresa l’uscita a gamba tesa su Andrea De Maria”.

Arroganti?

“Diciamo che sarebbe stato meglio dire: “Noi chiediamo al Pd di fare le primarie”, perché la loro uscita ti fa domandare: in nome di chi hanno fatto questo attacco?”.


5 pensieri su “Zamboni (Verdi): da soli alle Comunali

  1. Occorre uscire dall’equivoco di una Bologna attenta al cambiamento climatico ed all’inquinamento ambientale.
    Molta vetrina e nessun passo in avanti.
    Anzi: passante con incremento traffico.
    Sistema ferroviario fermo.
    Aree verdi da cementificare.
    Aria tossica.
    Rumore.
    Tumori
    Facciamone invece una citta europea e la capitale dell’economia verde e delle energie rinnovabili.
    Serve un sindaco verde nel dna.
    Non chi si traveste di verde
    Ma non ha come vera priorita’ un vero cambiamento ecologico e sociale

  2. Obiettivo ambizioso ma assolutamente alla portata. Serve una bella inizione di ecologisti competenti nelle istituzioni della regione a partire dai Comuni. Il cambiamento passa dalle città che devono avere relazioni strette e feconde col resto del territorio.

  3. Mi piace il Verde senza sfumature !!! I problemi ambientali anche a Bologna devono essere affrontati tutti e subito !, l’agroecologia deve basarsi su principi ecologici sostenibili e deve avere “l’occhio lungo” dal punto di vista generazionale perché il diritto alla salute non si patteggia!

  4. Il sogno di una città davvero Verde, e non “spennellata” di verde, non è un lontano miraggio. Con una vera svolta si possono finalmente concretizzare le varie dichiarazioni di emergenza climatica che sono rimaste, ad oggi, lettera morta!

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