Teatro Pratiko prende residenza a Bologna (anche se per poco)

Dopo aver attraversato l’Europa, la compagnia di Merano diretta da Nazario Zambaldi sbarca a Bologna per una residenza artistica presso AtelierSì. Esordio questa sera, alle 19.30, portando in scena il quarto capitolo del progetto pluriennale Polis

di Sara Papini, operatrice della comunicazione


Che AtelierSì sia uno spazio aperto alla contaminazione di altre esperienze ho avuto modo di verificarlo la scorsa domenica, quando con alcunx amiche e amici ci siamo ritrovatx per una giornata all’insegna dell’arte e della bellezza (qui). In quell’occasione ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere e “sbirciare” il lavoro del Teatro Pratiko, realtà con base a Merano e con direzione artistica di Nazario Zambaldi, che questa settimana si trova in residenza artistica in via San Vitale 69.

La cosa magica è che potrò, o meglio potremmo, vederli dal vivo e all’opera oggi stesso, alle 19.30 presso AtelierSì. Quello che vedremo sarà il processo creativo relativo alla nascita del quarto e ultimo episodio del progetto Polis che, dopo aver attraversato dal 2016 contesti diversi come scuole, centri per richiedenti asilo, spazi aperti e musei tra Bolzano, Milano, Berlino e Roma, arriva a Bologna insieme all’installazione video e sonora dei primi tre episodi.

Polis si basa sul testo originale Plot Your City del drammaturgo belga Paul Pourveur, ha come soggetto la fine della città ovvero dello spazio pubblico, e consiste in quattro episodi: Babel City: il fantasma della velocità; Panoptic City: il paradosso del consumoGeneric City: lo spettacolo di un effetto e Junk City: la crisi della percezione. L’obiettivo principale della residenza al Sì – aperta come laboratorio a tutte le persone interessate – è stato la creazione del quarto e ultimo episodio Junk City, che mette in scena “la crisi della percezione”. Un momento come sempre unico e collettivo, che vede la messa in scena di un vero e proprio lavoro collettivo e intersezionale.

Anche il cast riflette la voglia di sperimentare e indagare tecniche e identità differenti: a Nazario Zambaldi (regista e curatore del progetto) si uniscono infatti Mamadou Dioume (attore coinvolto nella produzione, già collaboratore di Peter Brook), Barbara Weigel (drammaturga che si è occupata della parte video). Parteciperanno inoltre Santija Bieza e Maria Vittoria Barella (attrici e performer), Alessio Kogoj (attore e regista), Mauro Milone, Federica Garavaglia e Gabriele Scarpino, (attori attivatori del collettivo teatrale Donoma), e Ide Maman (documentazione video).

La serata, prevede un biglietto unico di 5 euro, acquistabile su vivaticket oppure nella biglietteria in sede (AtelierSì, via San Vitale 69) che, insieme alla Caffetteria del Sì, apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Per informazioni: info@ateliersi.it

Noi ci saremo, e voi? Vi aspettiamo!


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