Le trappole, la gioia, la liberazione, Vito Mancuso traccia un itinerario

Il teologo nell’ultimo libro invita a guardarsi dentro per riconoscersi e vivere in equilibrio, nonostante la presenza lungo il percorso di tagliole. A riconsiderare forme abbandonate di vivere, a esaminare la dimensione del silenzio come momento fondamentale del dialogo con sé stessi. È questa tensione che muove il secondo appuntamento della rassegna “Resistenze. L’Indifferenza è colpevole”, venerdì 22 marzo ore 21, all’Auditorium della Casa della Cultura Italo Calvino di Calderara di Reno

di Vincenzo De Girolamo, giornalista


Che tempo strano stiamo vivendo. La vita odierna dà la sensazione di come se fossimo intrappolati in un brutto incubo. Al suo interno si agitano mostri, personaggi che suscitano diffidenza, non inclini a esiliare ogni forma di sopraffazione, odio e massacro di un popolo su un altro. A dirigere il traffico, un’orchestra che suona uno spartito non concepito per dar soddisfazione alla richiesta di fermare la proliferazione delle armi non solo nucleari. Una torma non interessata alla tesi sul cambiamento climatico o ai diritti delle donne e delle minoranze, che resta indifferente se la democrazia si sgretola o il lavoro diventa una gabbia sempre più infernale.

Diventa sempre più difficile, così, trovare tracce d’ideali che diano spazio alla persona liberamente e che permettano di trovare la bussola di un equilibrio esistenziale. Una sensazione che in passato sfociava verso vie di fuga diverse. Oggi, invece, si riconosce quasi totalmente in una nuova fede che celebra il culto dell’Io in qualsiasi ambito, che appartenga alla sfera della cultura, patrimoniale o sentimentale della persona, ossessivamente intrappolato nella bramosia del possedere.

Il teologo Vito Mancuso nel suo ultimo libro ci accompagna alla scoperta di due temi che, contrapposti, possono costituire una chiave per ri-trovare noi stessi: le trappole e la gioia. Il discorso è finalizzato a proporre una filosofia della liberazione che permetta di riconoscere e smantellare le trappole che tormentano le nostre vite, provando a spianare un’esistenza più autentica adatta a sperimentare la gioia profonda di vivere. Con “Non ti manchi mai la gioia. Breve itinerario di liberazione”, Mancuso porta il discorso verso la comprensione del significato di una gioiache è virtù, forza interiore, capacità di guardarsi dentro con fermezza e vigore, di riconoscersi e vivere in equilibrio, nonostante la presenza lungo il percorso di tagliole. Un pensiero che porta a riconsiderare forme abbandonate di vivere, sopraffatti come siamo dalla frenesia, dai rumori non solo di fondo e dai bagliori della città, una riflessione che ci spinge a esaminare anche la dimensione del silenzio come momento fondamentale necessario al dialogo con sé stessi.

È questa tensione che muove il secondo appuntamento della rassegna “Resistenze. L’Indifferenza è colpevole”. Nasce dall’esigenza di allargare ad altre forme la speranza di realizzare una più estesa liberazione della persona, non solo da forme tiranniche dello Stato. Partire ed estendere anche a quelle più vicine e intime, che nascono dal bisogno di autenticità della persona e trovano il loro banco di prova nel laboratorio dell’esistenza. Ci fermeremo a parlare di questi temi e altri, durante la serata di venerdì 22 marzo ore 21.00, all’Auditorium della Casa della Cultura Italo Calvino di Calderara di Reno.

Vito Mancuso, “Non ti manchi mai la gioia. Breve itinerario di liberazione”.

Dialoga con l’autore Vincenzo De Girolamo

In collaborazione con Anpi Calderara di Reno

Realizzata con il sostegno di Anpi Provinciale Bologna e Coop Alleanza 3.0


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