Max Collini e le “Storie di antifascismo senza retorica”

Prosegue sabato 13 aprile alle 18 a Calderara di Reno, nella “Casa della Cultura Italo Calvino”, la rassegna “Resistenze – L’indifferenza è complice” con uno spettacolo che si articola lungo una serie di aneddoti, episodi di vita di persone normalissime attraversate dal corso della Storia che, con la loro semplicità, sono state capaci di cose rivelate involontariamente straordinarie, nonostante siano state costrette ad affrontare la ferocia e l’arroganza del regime fascista

di Vincenzo De Girolamo, giornalista


Strano fenomeno il tempo nella nostra percezione. Si riduce o si dilata secondo i momenti o degli stati d’animo con cui lo affrontiamo. Speravamo che quella barbara, crudele e criminale pagina della Storia umana recente non trovasse più posto tra di noi e invece…

Sono passati settantanove anni dal quel mercoledì del 25 aprile 1945, data simbolica della fine della guerra, giorno in cui cominciò la ritirata dei soldati tedeschi e della repubblica di Salò da Milano e Torino. Per gran parte di chi visse quel frangente e per chi sarebbe nato in futuro, una cosa fu ed è certa, quel giorno rappresenta uno spartiacque, dove c’è un prima fatto di memoria che richiama alla mente il disastro umano, civile, morale e sociale dello stato fascista abbattutosi per un ventennio non solo sull’Italia. C’è un dopo che apre alla memoria il desiderio di ricominciare in fretta per chi usciva vivo da quella sciagura.

Fu così che la popolazione si affrettò, diretta dai partiti politici usciti vincitori dalla guerra di Liberzione, a trasformare in Repubblica la struttura dello Stato, e dotarsi nella sua emanazione di uno straordinario faro, riconosciuto nelle regole di civiltà scritte nella Costituzione, una sferzata questa che dette forza, fiducia, voglia di vivere e speranza di spazzare via, definitivamente, la madre di tutte le paure: la guerra. Ma, ahinoi, sempre più bruta, ancor oggi, come ci racconta la cronaca da troppe parti del mondo, è ancora presente.

La Storia, intesa come processo in continuo movimento fatto di donne e uomini, gente comune che si muove, agisce e attivamente produce azioni, ci vive dentro, ne è partecipe e quotidianamente la costruisce, trova sfondo nello spettacolo “Storie di antifascismo senza retorica” di Max Collini. Una raccolta di vicende rese vive sul palco dallo scontro tra fascismo e antifascismo. «Non sono uno di quelli che racconta le battaglie dei partigiani, ma magari ne racconto le conseguenze che hanno vissuto persone normali, normalissime. Sono piccole storie individuali, in un’epoca molto difficile. Ma poi declino l’argomento anche in termini contemporanei: sono racconti che spaziano dalla guerra di Liberazione, ’43-‘45, fin quasi ai giorni nostri, e sono sempre racconti con un punto di vista che non mira all’eroismo, alle storie dei capi militari o capi partigiani, ma raccontano episodi anche intimi, personali, coinvolgenti in modo emotivo», è quanto afferma Max Collini del suo lavoro.

Lo spettacolo si articola lungo una serie di aneddoti, episodi di vita di persone normalissime attraversate dal corso della Storia. Persone che con la loro semplicità sono state capaci di dire o di fare delle cose rivelate involontariamente straordinarie, nonostante siano state costrette ad affrontare la ferocia, la brutalità, la violenza e l’arroganza del regime fascista. Storie semplici e intime, che sbucano fuori sia dal passato sia dalla contemporaneità, intrise di grande umanità, senza retorica appunto, anche senza eroi e senza ufficialità. I protagonisti, partigiani, militanti o ragazzi qualsiasi, nei testi raccontano, testimoniano l’atmosfera non solo del dopoguerra o dei giorni vicini a noi vissuti in quel milieu, parlano anche di quello che per molti è stato un percorso dentro una comunità.

Le vicende, narrate nel reading e nel libro tratto dallo spettacolo, edito da People nel 2024 con lo tesso titolo, scritto da Max Collini con Arturo Bertoldi, si susseguono in ordine cronologico, si parte dal fascismo vero e proprio e si arriva dal dopoguerra fino alle trame dei giorni nostri. Il tutto è raccontato utilizzando un linguaggio che ha tono colloquiale comprensibile a tutti, con l’obiettivo di proporre storie non attraversate da un linguaggio istituzionale, non da manuale di Storia, per l’appunto, ma normale. In breve, uno spettacolo «senza retorica», con parole semplici e forti, che racconta di gesti concreti e solidali contro la barbarie, che cerca di trovare dove risieda ancora il senso dell’antifascismo. Tenendo sempre come guida un “noi”, che seppur fatto di tante piccole onde insieme formi il mare, proprio come canta De Gregori.

rassegna “RESISTENZE – L’INDIFFERENZA È COMPLICE” Max Collini in | Storie di antifascismo senza retorica

sabato 13 aprile ore 18:00 
Casa della Cultura Italo Calvino
Via Roma, 29, 40012 Calderara di Reno BO
                                                                   
in collaborazione con Anpi – Sez. Calderara di Reno, realizzata con il sostegno di Anpi provinciale di Bologna e COOP Alleanza 3.0


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