Il teatro non va in vacanza

I lanci delle stagioni teatrali 2024-2025 sono già partiti e il cartellone autunno-inverno di Ert e delle sue tre sale promette davvero bene

di Cristian Tracà, docente


Il teatro non va in vacanza. Negli ultimi anni assistiamo a un anticipo sempre più forte dei lanci delle stagioni autunnali e invernali, che rivelano al pubblico nomi e spettacoli dell’anno che verrà, con la conseguente corsa all’abbonamento e alla promozione.

Oggi ci concentriamo su Ert, sugli spettacoli che vedremo sull’asse via Indipendenza- via delle Moline e nelle tre sale che vi si trovano.

Tantissimi nomi di peso della scena contemporanea, molte riletture dei grandi classici: a un primo sguardo sarà un’annata molto promettente e con ancora più sperimentazione.

Ad sensazione sono già almeno trenta spettacoli quelli che vorrei vedere. Vi risparmio l’elenco, tranquilli. Mi limito a qualche sortita, per temi e personaggi. Ci provo. Ricordate che la regola uno di questa rubrica è: mai due volte nello stesso modo, appunti sparsi per orientarsi nell’offerta culturale.

I classici in modo poco classico

Checov a mani piene. Tre atti unici diretti da Peter Stein in un unico spettacolo (10-13 aprile), trilogia in tre tappe (9-12 gennaio), risultato originale del lavoro di ricerca di Leonardo Lidi.

Shakespeare, immancabile, viene affidato ancora una volta al direttore Malosti: “Venere e Adone”“Lo stupro di Lucrezia” saranno dentro “Poemetti” (8 e 9 novembre).

“La montagna incantata” sbarca all’Arena con una maratona di Archiviozeta dopo l’esperimento outdoor estivo. Tre parti, cinque ore e mezza. (22 e 23 marzo).

La “Fedra” di Racine nella regia di Federico Tiezzi (27-30 marzo).

“Finale di partita” (4-9 marzo) secondo Teatrino Giullare.

“Edipo re”, Roberto Latini (30 gennaio- 2 febbraio).

Classico a chi?

Tondelli e Pasolini anche quest’anno conquistano uno spazio nella messinscena dei registi. “Altri libertini” per la regia di Lucia Lanera (14 e 15 dicembre). Il PPP delle lucciole quest’anno lo troviamo nel disegno coreografico di Aristide Rontini (13-15 dicembre).

Regaz, ma non troppo

Poteva mancare Kepler dopo l’ennesimo successo dell’anno scorso? Ovviamente no. Lasciata la fabbrica, il tandem d’attacco bolognese è salito a bordo della Sea Watch. Non fatevi soffiare i biglietti, sempre molto richiesti! (27 febbaio- 2 marzo). “A place of safety”.

Nicola Borghesi, stavolta in compagnia di Niccolò Fettarappa: immaginano per gioco di essere artisti di destra ed esplorano il concetto di destra (18-30 marzo). “Uno spettacolo italiano”.

“Gramsci gay”: la profanazione di un murales diventa pretesto per parlare di una distanza che sembra a tratti incolmabile tra politica e giovani. Il monologo pungente è di Iacopo Gardelli (12-16 febbraio).

Garanzia

Silvio Orlando e Daria Deflorian. Lui alle prese con Pablo Remón (28 novembre- 1 dicembre). Lei invece con la scrittrice sudcoreana Han Kang, su cui costruisce una riflessione molto provocatoria sul cibo e sul vegetarianismo (25-27 ottobre). Fossi in voi prenoterei già anche per l’omaggio di Paolo Fresu a Miles Davis ( dal 21 al 24 novembre). Eugenio Barba, e ho detto tutto, ragiona su Amleto (14-18 maggio).

Teatro sociale

Immancabili anche i progetti di comunità con la compagnia di Nanni Garella, alle prese col “Don Giovanni” (13-25 maggio) e la compagnia dell’istituto penale minorile del Pratello, che stavolta si misurano con il rituale di purificazione dell’ “Ebò”.

Avanguardie (?)

L’esperienza fuori dal palco di Cuocolo e Bosetti, per una visione altra del teatro, con radioguide e accessi inediti ai meandri della scena, in un ribaltamento della prospettiva (prime due esperienze: 9 e 10 novembre).

Danio Manfredini per uno spettacolo che promette benissimo. “Cinema cielo” mette insieme Genet e la storia del cinema a luci rosso omonimo (17-18 gennaio).

Sotterraneo, prendendo ispirazione dal rogo dei libri e Fahreneit, arriva in scena con un provocatorio “Il fuoco era la cura” (6-8 dicembre).

Antonio Rezza con “Fratto X” (24-26 gennaio), Fanny & Alexander con un teatro interattivo molto d’impatto (15-19 gennaio).

Senza tralasciare Pietro Babina, in scena con “Sole e Baleno” (28 gennaio-2 febbraio).

Grandi narratori

Oscar De Summa, uno tra i principali interpreti del teatro di narrazione, sarà a lungo al Teatro delle Moline con “Rette parallele sono l’amore e la morte” (dal 19 novembre al 1 dicembre).

Marco Paolini racconta Charles Darwin e lo collega al problema del cambiamento climatico (11 e 12 marzo).

Mario Perrotta racconta la sua idea di felicità partendo da Domenico Modugno. “Nel blu” (4-9 marzo).

Saverio Laruina, premio Ubu 2023 per il miglior nuovo testo italiano, parla di Sud Italia e di esistenza con “Via del popolo” (18-23 febbraio).

P.s.: Non so se sono riuscito a fare sintesi e a metterne meno di tre. Giuro che ci ho provato.


2 pensieri riguardo “Il teatro non va in vacanza

  1. Molto seria questa rassegna di offerte teatrali. Che sia ben fatta lo dimostra la curiosità che risveglia per autori, compagnie, richiami a precedenti realizzazioni… bene, un teatro vitale è sempre effetto di una società in fermento.

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