Uno dei tanti modi in cui Bologna ha partecipato alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, quest’anno alla sua venticinquesima edizione, è la mostra “Immagini del No. Il reenactment. Le fotografie di Anna Candiani e Paola Mattioli”, visitabile gratuitamente nel foyer del Mambo fino al 12 gennaio 2025
di Lara De Lena, storica dell’Arte
Il progetto espositivo nasce dalle ricerche condotte nell’ambito del Prin “La fotografia femminista italiana. Politiche identitarie e strategie di genere”, uno studio realizzato dal nostro ateneo insieme all’Università di Parma e alla Sapienza di Roma che, nell’arco di due anni, ha raccolto materiale prezioso sul femminismo italiano dagli inizi del Novecento agli anni Ottanta.
A cura di Valentina Rossi, “Immagini del No. Il reenactment. Le fotografie di Anna Candiani e Paola Mattioli” è una riproposizione del progetto fotografico “Immagini del No” realizzato durante la campagna referendaria del 1974, che aveva l’obiettivo di abrogare la legge istitutiva del divorzio di quattro anni prima.
L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra le fotografe Anna Candiani e Paola Mattioli, fu organizzata da Lanfranco Colombo con la collaborazione grafica di Giovanni Anceschi, che portò nello stesso anno a esporre a Milano presso la Galleria Il Diaframma e si estese poi oltre la documentazione legata al referendum con il fine di esplorare il concetto del “No” in un più ampio contesto di militanza femminista. L’allestimento circolare della mostra – riproposto in questo reenacting – ne consentì una fruizione su quattro livelli tematici. Manifestazioni femministe, occupazioni di case, eventi legati al referendum e campagne sociali promosse da gruppi spontanei furono al centro delle 134 fotografie perlopiù in bianco e nero disposte su strisce sovrapposte all’interno di dieci pannelli.

Le immagini di Candiani e Mattioli esposte alla Galleria Il Diaframma furono raccolte nello stesso anno nel volume “Immagini del No” pubblicato da Libri Scheiwiller, con un testo introduttivo di Arturo Carlo Quintavalle. Nel 2011 il celebre fotografo britannico Martin Parr incluse il libro nel cofanetto “The Protest Box”, riconoscendo la pubblicazione come una delle più interessanti degli anni Settanta. La raccolta, edita da Steidl, conteneva i cinque libri di protesta che Parr ritenne essere tra i più significativi di quel periodo. Dopo l’esposizione presso la Galleria Il Diaframma di Milano del 1974, l’anno seguente la mostra venne riallestita a Porto Marghera, al Capannone del Petrolchimico, e a Preganziol, all’interno della Facoltà di Urbanistica dello Iuav – Istituto Universitario di Architettura di Venezia.

L’anno 2024 segna il cinquantesimo anniversario del progetto “Immagini del No”. Molti degli ideali e delle lotte delle donne nati all’interno del movimento femminista negli anni Settanta perdurano oggi nelle nuove sfide al centro del dibattito pubblico. Ciò rende il progetto di Candiani e Mattioli straordinariamente attuale alla luce del percorso di libertà che le donne avviarono in passato e che continua oggigiorno.
E per non perdere il focus sul tema, mercoledì 11 dicembre 2024 presso la Sala conferenze del museo si terrà una giornata di studio dedicata alla mostra e alle tematiche femministe a essa associate, curata da Cristina Casero, docente dell’Università di Parma e direttrice dello Csac Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, ente che conserva le stampe originali dell’intero progetto fotografico, che dialogherà con la curatrice dell’esposizione Valentina Rossi e con altri studiosi di fotografia.
L’articolo è stato realizzato per Cubo-Rivista del circolo Università di Bologna diretta da Massimiliano Cordeddu. In copertina: Paola Mattioli, Immagini del No/19r, 1974. Credits: Frittelli arte contemporanea
