Bologna a (2,)30: l’ingorgo comunicazionale di Lepore

Annunci così gravi devono essere preparati per tempo. Certe cifre andrebbero commisurate all’effetto che produrranno sulla gente. Alla fine si parla solo di quella cifra, del costo di un biglietto. Eppure sul Comune pesano 31 milioni annui come contributo a Tper, non più sostenibile a tariffe ferme dal 2019. Da due anni le Finanziarie, decise a Roma, falcidiano le casse degli enti locali e Palazzo d’Accursio deve fare i conti anche col salasso del Covid, delle alluvioni, dell’inflazione

di Giampiero Moscato, direttore cB


Caro-bus. È una tempesta perfetta quella che il costo di 2,30 euro della corsa singola Tper ha scatenato sulla Bologna di Matteo Lepore. Il fatto strano è che a innescare tuoni e fulmini, ma soprattutto la spaventosa shitstorm (mi riparo nell’inglese per una volta: fa più fine del vernacolo) che ne è seguita su ogni mezzo di informazione – ovviamente soprattutto sui social media – è stato lo stesso sindaco. Con l’annuncio – sbrigativo e non preparato per tempo – della manovra tariffaria sui trasporti pubblici e sulle strisce blu si è creato un ingorgo comunicazionale, che fa diventare un boomerang un intervento doveroso di aggiustamento dei conti, dopo tagli pesanti decisi a Roma nelle ultime due Finanziarie e i costi di Covid, alluvioni e inflazione.

Insomma, è stato un passo falso che trasforma una misura obbligata nelle ragioni di fondo (gestibile meglio nei contenuti, si consenta il rilievo) in una valanga di insulti e di accuse che, al modesto avviso di chi scrive, si sarebbero potuti evitare. Strali immeritati. Lo dico sullo stesso giornale che ha pubblicato tre articoli piuttosto critici e condivisibili contro l’annuncio: Aldo Balzanelli  (qui), Pier Giorgio Ardeni (qui), Angelo Rambaldi (qui). Cantiere negli anni a Lepore non ha risparmiato nulla. Basta rileggerci. O chiedere al suo ufficio stampa.

Insulti immeritati. Sì. Anche se hanno origine in quel difetto di comunicazione, il cui effetto è così devastante che sembra che Lepore abbia deciso da solo uno harakiri. L’amministrazione di centro-sinistra infatti rischierebbe molto alle urne se si votasse oggi, dopo l’annuncio della manovra tariffaria sui trasporti pubblici e sulle strisce blu. Che segue quella sui dehor e i cantieri del tram, le due alluvioni, la riapertura del canale in Riva di Reno, il caro-affitti, il “mangificio” criticato persino dal NYT, e tutto quello che poi ha fatto la Giunta, contro la quale si gioca al tiro al piccione qualunque cosa decida. Credo che, se non si dovesse raschiare il fondo del barile finanziario, Lepore avrebbe evitato di esporsi a questo gioco al massacro. Se lo ha fatto ha qualche milione di ragioni. E di euro in meno. 

Promettere è più facile che mantenere. Quando non si riesce a fare ciò che si era promesso per conquistare gli elettori, si può dare la colpa alla sorte avversa, a chi aveva le redini del governo prima di noi, ai complotti dei “poteri forti”, all’Euro, alle cavallette. Governare, quando l’economia non gira, è più difficile che quando i mercati volano. Meloni insegna: ha promesso il Bengodi in campagna elettorale. Ma le sue Finanziarie (necessariamente: quando si gestisce bisogna fare con quello che si ha) sono fatte anche e soprattutto di tagli. Come quelli che stanno inguaiando Lepore. Ma lei è abile a comunicare. E il suo elettorato è molto più solidale e compatto, pronto a dare le colpe al Pd e ai comunisti anche quando governa lei. Un po’ come buona parte del centrosinistra, per altro.

Ecco, nella foto del bilancio Tper del 2023 che riproduciamo, le cifre che costringono Lepore a una mossa “suicida”: all’azienda dei trasporti oltre 16 milioni all’anno vengono versate dal Comune, 741mila euro dalla Città Metropolitana, quasi 15 milioni da Srm, Società Reti e Mobilità posseduta al 62% e al 38% dai due enti locali presieduti dal sindaco Lepore. Le ultime due Finanziarie, ha detto l’assessore ai Trasporti, Michele Campaniello, sottraggono trenta milioni a Bologna in un triennio. Era evitabile una manovra di adeguamento del biglietto e degli abbonamenti? Per me no. Magari quelli che inveiscono sui social saprebbero tamponare la falla di una diga con il dito indice. Posso dubitarne, però.

Certo, sarebbe stato meglio non arrivare ai 2,3 euro del biglietto e magari non diminuire il costo degli abbonamenti annui per gli Isee sotto i 35mila euro (che comunque ha un fondamento di sinistra). E sarebbe stato vantaggioso prima di convocare la stampa per dare il grave annuncio sparare contro il Governo Meloni, darle la colpa anticipatamente dei nuovi aggravi, come la destra avrebbe fatto contro un Esecutivo di sinistra. Sarebbe stato più digeribile. Con la furbizia, si sa, si vince la guerra della comunicazione. Magari si perde in credibilità. E si sfasciano i conti pubblici.


14 pensieri riguardo “Bologna a (2,)30: l’ingorgo comunicazionale di Lepore

  1. Gentile Direttore
    Da diversi anni leggo il suo giornale con interesse pur non condividendo alcuni punti di vista. Ho sempre apprezzato la sua onestà intellettuale e l’oggettivita` delle informazioni che riporta nei suoi articoli. Tuttavia vorrei sottolineare che questo aumento del costo dei biglietti rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso di una serie di scelte di questa amministrazione. Noto spesso grande entusiasmo per progetti faraonici come gli studentati privati, il people mover la campagna sul “linguaggio inclusivo” l’aumento del numero di turisti e degli eventi culturali etc… vedo sempre più una città sconnessa con la sua base: i cittadini residenti, i lavoratori e gli studenti. Il PD sta perdendo la sua base perché si è chiuso in una torre d’avorio con la sicumera tipica di chi non sa fare autocritica. Tornando ai trasporti occorrono più controllori ma soprattutto più educazione civica sul corretto uso dei mezzi! Bologna è diventata una città che sa solo guardarsi allo specchio e non sa più guardarsi dentro.

  2. Qui lei mette l’accento sull’errore di comunicazione così come nell’articolo di Aldo Balzanelli si metteva in luce che l’errore non è tanto nell’aumento della cifra in sé. Permettetemi di dissentire nella maniera più forte. L’errore è nella scelta politica di fare una cosa del genere. Un’amministrazione che spreca migliaia di euro in comunicazione, consulenze d’immagine, inaugurazioni per raccontarci che viviamo nella città più smart, sexy e cool dell’intera penisola e contemporaneamente aumenta i costi del trasporto pubblico, specula a livello edilizio, adotta una politica poliziesca nei confronti di tutti i centri sociali presenti in città, voi la considerate di destra o di sinistra?
    Se fossero davvero gli amministratori della città più progressista d’Italia anche di fronte ai tagli governativi, non si sarebbero piegati alle volontà di una SPA, Tper, che in teoria controllano. La sinistra che Matteo Lepore ha in mente è molto ben inserita nei consigli di amministrazione ma non ha più in mente alcuna visione di futuro da un punto di vista sociale.
    Bologna è peggiorata da questo punto di vista. Certamente anche perché il popolo (bolognese e non) è stato annientato individualmente ed è sempre più spinto a esprimere un pallido dissenso sui social. Ma è peggiorata soprattutto perché la forza politica che lo amministra dal 2005 (scusatemi ma segnare continuità storica tra PCI e PD, anche di fronte alle mancanze del primo, mi sembra una cattiveria) è prona alle leggi del neoliberismo più estremo, specialmente nelle politiche legate al trasporto pubblico (si pensi al buco nell’acqua del Civis, o all’enorme voragine di spreco di denaro pubblico rappresentata dal People Mover).
    La critica è quindi da fare al progetto complessivo di città che ha in mente questa giunta. Anche di fronte alle difficoltà di mantenere in piedi un servizio di trasporti pubblici efficiente perché non si può chiedere a Tper di usare gli utili di una annata che l’ha vista in attivo per scongiurare un’operazione del genere? Perché bisogna piegarsi alla logica della ridistribuzione degli utili agli azionisti? Perché si lascia spendere milioni di euro nell’acquisto di bus ad idrogeno che sfortunatamente non è nemmeno detto riducano l’inquinamento?
    La risposta a me pare chiara: il benessere della collettività viene dopo l’interesse affaristico della politica e del capitalismo di area amica.
    Lepore e il suo gruppo sono ingiustificabili se non accettando che rappresentano una classe politica che, a parte la retorica da quattro soldi, di sinistra non ha niente.
    Sarebbe bello che la discussione vertesse su questo e non si sprecasse tempo a cercare sempre di giustificare. Ma forse è chiedere troppo.

  3. Caro Moscato condivido il tuo intervento. Manca però un aspetto fondamentale, difficilmente superabile. Quando osservi negativamente il modo in cui il Sindaco ha informato la città, uno stringato comunicato povero di una reale forma di giustificazione degli aumenti di un simile rilievo e portata, non afferri a parer mio il vero motivo di questa “forma”, di questa prassi del Primo Cittadino che l’accompagna da sempre.

    Mi riferisco innanzitutto alla sua personalità, alla sua gestione del potere che i cittadini gli hanno assegnato. Alla sua, e non mi riferisco solo ai suoi avversari politici, insofferenza patologica a sopportare le critiche al suo operato, comprese quelle provenienti dal suo stesso partito. Matteo Lepore ha pure validità politiche, però è fatto così. O sei con lui oppure “non ci sei”.

    Un mio consiglio al Sindaco. Prima di prendere delle decisioni importanti, si confronti non solo con i suoi “fedelissimi “ ma anche con chi, pur non essendo un avversario politico, quando è il caso gli dica: “sbagli”.

  4. Che coraggio!!! sanno solo addossare la colpa agli altri per i loro errori. Bologna, sia per le alluvioni che per i lavori del tram , è diventata invivibile per i cittadini. Un mea culpa, ogni tanto, vi farebbe solo bene.
    I cittadini non dimenticano e le prossime amministrative si avvicinano!!!

  5. Penso che gli aumenti vadano fatti gradualmente, 20 30 centesimi alla volta e non 40/50% e soprattutto non si considera lo stipendio medio che ‘purtroppo è fermo da anni. È vero e’ aumentato tutto ma il trasporto è fondamentale per andare a scuola, al lavoro. Per me il Sindaco ha preso decisioni inutili e costose. Era il caso di scoprire un canale? Mettere le rotaie per il tram? Una città così piccola viveva bene anche senza, purtroppo ha creato e sta creando solo disagi, lui gira con le auto del Comune e non vive con uno stipendio di 1400/1500 euro al mese. Un buon governatore deve immedesimarsi nella gente comune. Io spero che si dimetta

  6. Se veramente con l’aumento del biglietto autobus si risolvono i problemi, ben venga questo aumento ma sono sempre i meno abbienti che pagano. Vedremo l’anno prossimo cosa coprite con questo balzello, perché di questo si tratta. È da altre parti che bisogna “prendere i soldi”.!!!!!!

  7. Gentilissimo Moscato,
    Con il suo articolo lei ha messo il dito nella piaga: il metodo di comunicazione del sindaco e i suoi atteggiamenti. Pretende che le persone accettino passivamente ogni sua parola senza mai chiedersi se il suo modo di comunicare e agire è corretto o contro producente. Se guardiamo indietro ha inanellato una serie di errori di comunicazione impressionante, dando sempre l’idea di non considerare i cittadini, decide lui; punto. Gli altri tacciano. Così non va e anche nella base del partito c’è molto malumore e sconcerto.
    Se continua così alle prossime elezioni la vedo molto dura.
    Questo mi preoccupa molto.
    Cordialmente

  8. Un altro spreco è l’aggiunta di nuovi dirigenti e funzionari e in più l’aumento del loro stipendio in Polizia Municipale!

  9. Gentile Direttore, come sempre bravo, schietto ed efficace.
    Sono circa dieci anni che i governi, di ogni colore, operano tagli finanziari verso i comuni (analogo discorso vale per la sanita’). Sulla capacita’ di saper comunicare e spiegare ai cittadini credo che essa non si possa imparare. E’ connaturata al carattere delle persone.
    Sono doti l’umilta’, il saper ascoltare, il documentarsi puntigliosamente prima di prendere le decisioni, il saper ammettere i propri errori perche’ tutti ne commettiamo, il cercare di essere empatico sempre e non solo nelle settimane che precedono il voto, il saper stare insomma tra la gente comune.
    Il Sindaco di Bologna possiede tutte o almeno una di queste caratteristiche?
    Lascio a Lei la risposta.
    Con stima sincera.
    Valter Giovannini

  10. Questo aumento pone Bologna come la città più cara d’Italia per muoversi con il servizio (per modo di dire) pubblico. Più cara anche di Parigi. Le stesse criticità le hanno le altre città. Lepore sa che qui qualunque decisione verrà digerita perché il sentire comune è che se perde il PD tornerebbero i rallestramenti e Hitler. Peraltro l’opposizione è altrettanto impresentabile.
    Ma spostare l’attenzione sulla comunicazione è cone guardare al dito e non alla luna.
    Cordialmente.
    G.Luca

  11. Sostiene che il rincaro era inevitabile e posso essere d’accordo anche con lei, ma latita completamente nella sua riflessione l’ombra di un pensiero critico che motivi le ragioni di tale misura. Le ricordo, senza precedenti in Europa. La situazione che la rende necessaria è una mala gestione più improntata al bene del sistema consociativo che agli interesse della cittadinanza. E quel “qualche milioncino” che non le torna è dovuto a scelte precise e sbagliate sia dell’amministrazione che delle partecipate che oggi si scaricano sui cittadini.

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