Partecipare a un bando Pnrr fa tremare le vene. Nel 2023 presentammo un progetto che era una scommessa: rendere digitali le nostre opere teatrali. Un viaggio nelle profondità della nostra storia che ha attraversato i laboratori teatrali rivolti a persone con esiti di coma. Da allora abbiamo creato un’equipe di cui anche Cantiere fa parte. A breve sulla nostra pagina ci sarà “Diverdigital”, il nostro archivio web, una sorta di confine tra “essere o essere”, come dice Alessandro Bergonzoni
di Fulvio De Nigris, presidente fondazione “Gli amici di Luca Casa dei Risvegli Luca De Nigris”
Partecipare a un bando Pnrr ci sembrava e ancora ci sembra qualcosa da far tremare le vene. Siamo partiti nel 2023 presentando un progetto che era una scommessa ma che aveva in sé un tema molto importante: digitalizzare tutte le nostre opere teatrali, fatte e ancora da fare.
Un’impresa che per noi –associazione Gli amici di Luca odv (organizzazione di volontariato) diventata fondazione Gli amici di Luca Casa dei Risvegli Luca De Nigris ets (ente terzo settore) sfidava i confini del possibile, un viaggio nelle profondità della nostra stessa storia, scavando nelle memorie, nelle parole, nelle voci che hanno attraversato in questi anni i nostri laboratori teatrali rivolti a persone con esiti di coma. Un atto di resistenza e di bellezza, un atto di memoria e di visione.
Un’impresa che diventò possibile quando il progetto fu approvato e divenne una nuova sfida da compiere. Da allora (ottobre 2023) a oggi abbiamo creato un’equipe di lavoro di cui anche Cantiere fa parte (insieme ad Assa, Ideazione, Mazzanti media, Videoartcom, Radio Sata, MelthingPro e altre preziose collaborazioni) e a testa bassa ci siamo immersi nel progetto.
Abbiamo “ravanato” nei cassetti della nostra esperienza, ferma lì da anni ma ancora piena di vita. Abbiamo recuperato riprese video, ascoltato registrazioni di voci incerte, rivisto volti che il tempo non ha cancellato, trascrivendo tutti i materiali in digitale. Ogni frammento ci riportava lì, in quegli spazi di teatro e di cura, dentro e fuori la Casa dei Risvegli Luca De Nigris dove la scena non era solo rappresentazione, ma rivelazione. Dove il teatro era, ed è ancora, un ponte tra la coscienza e l’incoscienza, tra la presenza e l’assenza, tra la vita sospesa e quella che cerca di rifiorire.
Digitalizzare le nostre opere teatrali è stato come scendere in miniera, illuminati solo dalla luce della memoria, per estrarre ciò che più brilla: storie, creatività nate da improvvisazioni nei laboratori, emozioni che spezzano il cuore e al tempo stesso lo ricompongono. Il teatro ha sempre avuto il potere di raccogliere l’invisibile e di renderlo tangibile, di dare voce a chi è rimasto troppo a lungo in silenzio.
E ora tutto questo materiale ha trovato una nuova casa, una piattaforma, dal nome “Diverdigital” (a breve su http://www.amicidiluca.it), una sorta di archivio che non è solo un deposito, ma un organismo vivo, un luogo di condivisione per chi cerca un filo da riallacciare con la vita, per chi aspetta un risveglio, per chi si muove su quel fragile confine, come dice il nostro testimonial Alessandro Bergonzoni, tra “essere o essere”.
Ci emoziona pensare che queste storie possano diventare nuovo ossigeno per chi vive l’attesa, una scintilla che può accendere un dialogo, una relazione, un’eco di presenza.
Questo archivio è un modo per dire che nessuna voce va perduta, che nessuna storia è dimenticata. È un invito alla partecipazione, perché il teatro, anche se digitalizzato, resta sempre un rito collettivo, un incontro di anime, un viaggio che continua.
Ora esiste questa piattaforma, nata per essere vissuta, per essere abitata. E noi restiamo qui, pronti ad accoglierne ogni sussurro, ogni passo, a condividerla con i nostri fruitori attraverso il web e i corsi non solo di teatro (dalla musica, allo yoga, agli atelier di partecipazione).
Abbiamo ripercorso, anche nella scorsa Giornata dei risvegli che celebrava i venti anni della Casa dei Risvegli Luca De Nigris, le nostre storie di vite sospese e ne abbiamo fatto un racconto pieno di emozioni. Ogni spettacolo, ogni laboratorio è stato un soffio di vita restituito alla collettività, un tentativo di ricucire strappi invisibili, di dare forma a ciò che sembrava irrimediabilmente spezzato.
Questa piattaforma diventa un ponte per chi cerca, per chi vuole ritrovare il proprio respiro nella parola di un altro, nello sguardo di una scena, nel silenzio carico di significato. Qui, il teatro non è solo rappresentazione, ma memoria viva, presenza che risuona oltre il tempo.
Abbiamo raccolto e cercato di ordinare, perché tutto questo potesse avere un futuro, perché chiunque possa attingere a questa riserva di umanità e trovare un segnale, una traccia di sé. E mentre affidiamo questo patrimonio alla rete, sappiamo che non stiamo chiudendo un capitolo, ma aprendo nuovi percorsi e nuove possibilità.
Ma la sfida non è finita e non è scontata. L’anticipo economico è stato grande e ci attende, dopo la rendicontazione del progetto, la chiusura dell’investimento in attesa di ricevere la meritata ricompensa.
E così, questa piattaforma continuerà a parlare di noi. Perché il teatro, anche digitalizzato, è sempre vita che si rinnova, emozione che si trasmette, incontro che non smette di accadere.
Photo credits: Marco Caselli Nirmal
