«È inelegante che il Pd elegga segretario di Bologna un dipendente di Lepore»

«Enrico Di Stasi, già segretario cittadino, sarà il prossimo segretario metropolitano. Nulla di illegittimo, ma è strano che si scelga per il ruolo un uomo dello staff del sindaco, il numero uno della segreteria politica della Città Metropolitana. Annoto una certa mancanza di stile. Ricordo che nel Pci e nel Pds c’era una dialettica vivace e tuttavia positiva tra la Federazione e chi guidava Palazzo d’Accursio. Non mi piacciono i sistemi tolemaici che girano attorno al capo»

di Angelo Rambaldi, “Bologna al Centro – L’Officina delle Idee”


Personalmente sono stato consigliere comunale a Bologna nella prima Repubblica e in parte della seconda (Ndr: Angelo Rambaldi fu eletto nel 1980 nella lista della Democrazia Cristiana con 78.755 preferenze e poi nel 1990 nella lista Scudo crociato-Libertas, Democrazia Cristiana con 67.006 preferenze), dunque ero all’opposizione. Nonostante questo fatto, che politicamente ha un significato, ho una positiva memoria dei sindaci Renato Zangheri, Renzo Imbeni, Walter Vitali.

In particolare mi rammento bene che vi era – prima nel Pci, poi nel Pds – una dialettica vivace e, tuttavia, positiva, fra la Federazione del partito e i vari sindaci che si succedettero a Palazzo d’Accursio. C’era una proficua diversità dei ruoli.

Preciso, onde evitare giudizi equivoci, che seppur non vi sia nulla di illegittimo formalmente – né come già componente del Pd, di cui da un po’ di tempo non faccio più parte, ma neppure come avversario del Pd. Ma francamente – per essere lievi – mi pare piuttosto “inelegante” che il Partito democratico elegga, dopo che fu pure segretario cittadino, segretario metropolitano un componente dello “staff” del sindaco, ovvero un dipendente del Comune guidato da Matteo Lepore (Ndr: Rambaldi allude alla possibile nomina a segretario della federazione bolognese del Pd di Enrico Di Stasi, che da 2021 è a capo della Segreteria politica del sindaco della Città Metropolitana di Bologna, ruolo che si aggiunge al supporto dei sindaci nella relazione con i settori dell’ente, e delegato del sindaco in Atersir, Politiche per la legalità e Fondi europei).

Per carità, nulla di personale. Annoto che vi trovo, nella scelta, solo un po’ di mancanza di “stile”. Chiarisco: se da un lato mica pretendo conflitti con Palazzo d’Accursio da parte dei partiti del governo della città, dall’altro, come cittadino di Bologna, penso di poter dire che non mi piacciono i “sistemi di governo tolemaici ” che girano tutti intorno al Palazzo.


5 pensieri riguardo “«È inelegante che il Pd elegga segretario di Bologna un dipendente di Lepore»

  1. Il problema secondo me , ignorante uomo di sinistra ,non e’ lepore ma il PD che non capisce che si mette totalmente nelle mani di una persona / ARROGANTE e IGNORANTE ai massimi livelli che si contorna di persone succube della sua UNICA visione che non è riuscito a far amare dalla città e per vivere ha solo questa possibilità che lo porterà non tanto lui che non interessa a nessuno ma al PD a un possibile disastro futuro …. PESSIMA SCELTA

  2. Più che inelegante è una vergogna il podestà di Bologna continua nella sua visione di amministrazione della città a suo uso e consumo tante chiacchiere di facciata sul green e sul coinvolgimento dei cittadini a cui viene data la solita risposta ad ogni assemblea pubblica: ormai è così e non si può cambiare niente. Il pd un partito defunto che si proclama di sinistra ma che appoggia tutte le nefandezze possibili e poi ci si meraviglia se la destra vince sempre a mani basse e l’ astensione aumenta. L’ aria fritta al potere.

  3. La questione posta da Rambaldi è molto seria, fannoe perciò sorridere i commenti contro il Sindaco.
    La questione discende essenzialmente da due fatti che io ritengo sciagurati:
    l’abolizione del finanziamento pubblico e la elezione diretta dei Sindaci.
    L ‘incrocio di queste due leggi determina la povertà dei partiti di sinistra per cui la necesità di avere persone dedite alla loro organizzazione porta alla loro presenza negli apparati pubblici, come succede anche ai partiti di destra come FdI. Così come l’elezione diretta dei sindaci ha determinato un potere personale che lievita per la subordinazione dei partiti stessi al personalismo che ne deriva.
    Il problema è la crisi della democrazia costituzionale che rischia di esserne travolta e di cui il Premierato, proposto dalla Meloni, ne sarebbe la pietra tombale. Penso che per risolvere il problema molto serio posto da Rambaldi
    bisognerebbe partire dal superamento di quelle leggi partendo dalla lotta decisa e netta contro il Premierato.

  4. Come sempre si pone la questione di metodo e quindi le regole di Dalemiana memoria, davanti al merito delle questioni politiche. Una volta fatti propri la logica del mercato e il dogma neoliberista, nella neolingua chiamato liberalismo, non resta che affidarsi al pilota automatico di Draghi per mettere la lapide alla lotta di classe e tutto ciò che ne consegue
    Tutto il resto è noia, PD, Fi, lega…

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