Oltre a mettersi i pins, ovvero le spillette sul bavero della giacca per dimostrare di essere i primi, facciamole anche seriamente le cose, perché le bugie hanno le gambe corte e noi invece abbiamo bisogno di gambe lunghe e passi ben distesi verso la conversione ecologica di Bologna NetZero
di Gabriele Bollini, urbanista e valutatore ambientale
Non solo a Bologna le piante in città. In tutta Europa – e non solo – si moltiplicano i progetti realizzati o da realizzare per “rinverdire” le aree urbane. Ma allora serve più coraggio e un’idea giusta va giocata con maggiore convinzione e serietà.
Si veda per esempio Parigi, che sta trasformando alcune delle sue piazze in “foreste urbane” per creare isole di frescura, combattere il caldo e favorire la biodiversità. Un esempio recente è la foresta urbana inaugurata a giugno 2025 in Place de l’Hôtel de Ville, che ospita centinaia di alberi e arbusti. Altri esempi includono la foresta urbana di Place de Catalogne e il progetto della Foresta lineare lungo il raccordo autostradale.
Le Foreste urbane parigine esistenti e in corso sono:
• Place de l’Hôtel de Ville: inaugurata a giugno 2025, ha visto la piantumazione di circa 50 alberi adulti, centinaia di piccoli alberi e oltre 20.000 arbusti, trasformando la spianata di pietra in un’oasi verde.
• Place de Catalogne: questa piazza è stata trasformata in una foresta urbana nel 14° arrondissement, rimuovendo asfalti e lastricati per creare una micro-foresta con circa 500 alberi.
• Bois de Charonne: è un’altra foresta urbana esistente nella capitale francese, che rientra nelle iniziative per creare spazi verdi più estesi.
• Foresta lineare: un progetto del 2014 che ha creato una foresta che costeggia il grande anello autostradale che circonda la metropoli, offrendo un ambiente più verde agli abitanti del vicino eco-quartiere.
Gli obiettivi del progetto sono:
• Isolamento di frescura: creare zone d’ombra per combattere le isole di calore urbane e abbassare le temperature nella città.
• Biodiversità: favorire la biodiversità sia vegetale che animale all’interno dell’ambiente urbano.
• Miglioramento della qualità dell’aria: gli alberi contribuiscono a ridurre l’inquinamento atmosferico e a migliorare la qualità dell’aria respirata dai residenti.
• Nuovo paradigma urbano: promuovere un modello di città più ecologica, che metta al centro la qualità della vita dei residenti e la sostenibilità.
Forza Bologna, oltre a mettersi i pins, ovvero le spillette sul bavero della giacca per dimostrare di essere i primi, facciamole anche seriamente le cose, perché le bugie hanno le gambe corte e noi invece abbiamo bisogno di gambe lunghe e passi ben distesi verso la conversione ecologica di Bologna NetZero!
Photo credits: Comune di Bologna

Giusto, sintetico – senza gli esercizi vuoto/burocratici- argomentazione per esempi. Molto bene.
Totalmente d’accordo con lo scritto di Gabriele Bollini. Il problema vero, a mio parere, è che “a Palazzo” non c’è più la “cultura” del verde urbano di 40 anni fa. Perciò per ora tutti questi “buoni propositi” hanno più l’aria di propaganda pre – elettorale e verso i verdi che di vere intenzioni. Il patrimonio boschivo cittadinoda anni non viene curato, è ritenuto un costo, un problema, non una una ricchezza collettiva. Pertanto, prima di procedere a qualsiasi incremento delle aree alberate, come sarebbe giusto fare, ed in fretta, occorre cambiare la testa di chi dirige quel settore. Finora mai una manutenzione programmata, mai potature di sostegno e mantenimento, mai cure adatte ad eliminare attacchi fungini o di altri parassiti al loro formarsi. Spesso alle mie segnalazioni (faccio il volontario) mi sono sentito rispondere: “non possiamo farci niente; se la pianta muore (parlavamo di alberi di circa 35 anni) “”semmai”” la sostituiremo (semmai…. la dice lunga). Prova a fare capire qa questa gente che parchi, giardini, alberi nei viali, sono un vero patrimonio cittadino di valore inestimabile!
Oltretutto basta andare a vedere in che condizioni sono quei poveri alberelli piantati per compensare quelli abbattuti. I pochi rimasti vivi sono in condizioni pietose e basta fare un giro per la città per rendersene conto.
Molto giusto, a proposito: e la mitica fascia boscata lungo autostrada/tangenziale?
Comunque per chi volesse vedere di che cosa stiamo parlando ovvero di quello che stanno facendo a Parigi https://www.paris.fr/pages/foret-urbaine-place-de-catalogne-la-concertation-est-lancee-19389
https://www.facebook.com/watch/?v=1117184839862367
E la fascia boscata? A Parigi l’hanno fatta in due anni https://www.undertrenta.it/approfondimenti/lalternativa/parigi-una-foresta-lineare-per-combattere-linquinamento-atmosferico/
D’altra parte avrebbero potuto prendere ispirazione dalla sistemazione a verde del cortile di Palazzo d’Accursio.
Con tutto il rispetto non manca il coraggio quello ce ne’ anche troppo manca un progetto che non può essere portato avanti da persone come il sindaco e la sua cricca o come consulenti tipo colombo …. Bologna merita un grande URBANISTA che abbia una reale visione del FUTURO della città .
BASTA INCOMPETENTI ARROGANTI
piu’ che la fascia boscata attorno alla tangenziale , qui da noi si e’ preparata ED ATTUATA una vera e propria IM-BOSCATA AGLI IGNARI E “FIDUCIOSI” CITTADINI
E se poi vogliamo “esagerare” mettiamoci un po’ di sano Depaving ovvero la rimozione di superfici impermeabili come asfalto e cemento nelle aree urbane troppo sigillate e roventi.
Perché è rinaturalizzazione anche questa pratica. Inventata Portland, città tra l’altro gemellata con Bologna da decennni e dove agisce un collettivo che si chiama https://www.depave.org/
Ci si potrebbe ispirare o provare a inventare altro sempre nello stesso solco. Ad esempio provando a connettere abbandono dell’auto privata a processi di rinaturalizzazione con un piano a lungo termine che ho chiamato carfree4tree. Ma questa è un’altra storia che si vi va di leggerla la trovate qui https://bit.ly/carfree4tree
Andrebbe aggiornato l’attuale Piano del Verde. Andare oltre l’ornamentale (18 sono le cosidette funzioni ecosistemiche). Dare delle priorità. ‘Quale verde, dove, e per quali funzioni ecosistemiche?’
Vorrei solo aggiungere una cosa ai commenti interessanti che mi hanno preceduto: quando inizierà il Comune a controllare che i l vari lavori di manutenzione che interessano la città ma soprattutto quelli riguardano il verde pubblico siano fatti a regola d’arte?? Mesi fa non ricordo però chi un funzionario del Comune disse che non erano i grado di controllare se i lavori venivano fatti bene!!! Già una dichiarazione così è demenziale farla ma io dico state scherzando o ci prendete in giro?? Mi è capitato spesso di assistere a lavori di potatura, non sono un esperto del settore ma ho un amico che lavora in questo campo e mi ha spiegato parecchie cose, ho notato che arrivano accendono subito le loro rumorose motoseghe e cominciano a tagliare in qua ed in là il più velocemente possibile come se facessero una rapina facendo degli scempi a questi poveri alberi che fanno ribrezzo solo a vederli. Ma il personale di queste ditte è preparato o vanno bene tutti e l’ importante è fare legna?? Saluti a tutti. Lenzi Loris
Facciamo anche un po’ di storia boognese?
2012 cortile del Pozzo di Palazzo d’Accursio: tolto il parcheggio vengono messe panchine e piante in vaso. La Sovrintendenza lamenta la perdita di identità dei luoghi, la cittadinanza teme il degrado. L’intervento viene realizzato come temporaneo. È ancora lì, non risultano problemi, non se ne parla più.
2020 piazza Rossini: idem come sopra, stesso parcheggio rimosso, stesso tipo di intervento, stesse lamentele, stessa ‘temporaneità’, stessa dimenticanza dopo l’iniziale polemica.
Progetto per un parcheggio interrato con giardino in superficie per piazza Roosevelt: stesse obiezioni, stessa dimenticanza.
Servirebbe una discussione collettiva sull’argomento, sia a livello tecnico sia a livello collettivo.