Ma cosa ha fatto il povero bagolaro al segretario del Pd di Bologna?

Ci regala ossigeno per 500 anni eppure Enrico Di Stasi se la cava con una battuta («Consideriamo l’abbattimento di un albero una tragedia umanitaria, rischiamo di non vedere i tagli ai Comuni, il massacro dei civili a Gaza e in Ucraina») rivelando un inconscio che non si ha il coraggio di esprimere, quando Bologna è messa molto male per inquinamento. Una frase che spiega bene perché gli ecologisti sono utili per vincere le elezioni ma devono essere esclusi dal governo delle città e della Regione

di Paolo Galletti, Verdi Emilia-Romagna


L’insofferenza verso il bagolaro rivela una non accettazione della nuova necessaria visione del mondo. Ma cosa avrà fatto il povero bagolaro che ci regala ossigeno per 500 anni al segretario del Pd di Bologna? (qui si legga “Il Resto del Carlino” con le dichiarazioni di Enrico Di Stasi sull’albero di Piazza dell’Unità abbattuto per far spazio ai lavori della tramvia).

In realtà la sua facile battuta («Mentre discutiamo di un bagolaro e consideriamo l’abbattimento di un albero una tragedia umanitaria, rischiamo di non vedere i tagli ai Comuni, il massacro dei civili a Gaza e in Ucraina e quanto i diritti stiano diventando fragili», così si legge sul “Carlino”) per sminuire il bagolaro di fronte ai tagli alla spesa pubblica e alle tragedie delle guerre, mentre gratifica una platea complice, rivela un inconscio che in modo esplicito non si ha il coraggio di esprimere. Freud nei suoi studi sul motto di spirito lo ha ben spiegato.

La nuova visione ecologista che rende evidenti le dipendenze della specie umana dalle piante, dai batteri, dall’humus, dal clima… mette in discussione la visione del mondo fossile dove l’homo faber è onnipotente e con la sua scienza e tecnologia può piegare tutto il vivente ai suoi scopi di avidità e profitto.

Un pizzico di ambientalismo non si nega a nessuno. E si troverà sempre qualche sedicente ambientista di sua maestà. Purché non metta in discussione i fondamentali del modo di vivere e consumare, le magnifiche sorti e progressive dello sviluppo, armi nucleari comprese.

Solo la destra reazionaria oggi vincente nega la questione ambientale. Ma né il liberalismo né il socialismo – in tutte le loro varianti – hanno preso atto della propria radicale inadeguatezza anche solo a leggere la drammatica situazione attuale, per non parlare delle possibili soluzioni e le necessarie modifiche al sistema produttivo e alle abitudini consumistiche.

Bologna, dodicesima città più inquinata in Europa. Da non dormirci la notte. Altro che ridicolizzare il buon bagolaro.

E qui, oltre al benvenuto tram, in ritardo di trent’anni, e a un sistema ferroviario a dir poco inadeguato e residuale, si ampliano corsie autostradali e si fa la battaglia per un Passante che aumenterà ancora il mefitico traffico su strada. Se a questo aggiungiamo l’espansione urbanistica e la crescita infinita dell’aeroporto, quel dodicesimo posto potrà solo peggiorare.

Contrapporre poi la difesa degli alberi alla lotta contro i tagli del governo e per la pace e la difesa della popolazione di Gaza risulta assai scorretto. Personalmente ho lottato contro i tagli alla sanità pubblica anche quando li facevano i governi con il Pd. Su Gaza ambientalisti importanti in Emilia-Romagna, tra cui Silvia Zamboni, e per tutti Greta Thunberg, da tempo sono impegnati.

Torniamo alla battuta del segretario Pd fatta all’inaugurazione della Festa dell’Unità. Spiega bene perché gli ecologisti sono utili per vincere le elezioni ma devono essere esclusi dal governo delle città e della Regione. Non sia mai che la loro scomoda verità disturbi i manovratori. Quelli che: «Fin che la barca va, lasciala andare».

Oppure, ahimè, si prepareranno ambientalisti domestici, geneticamente modificati.


9 pensieri riguardo “Ma cosa ha fatto il povero bagolaro al segretario del Pd di Bologna?

  1. Questo qui non ha mosso un dito per impedire il taglio di un bosco intero sul Reno quand’era assessore a Pianoro cosa vuoi che gli interessi un bagolaro singolo. Il livello è questo, giacchetta panzetta e pelata, una fotocopia di Bonaccini, e via andare.

  2. Finalmente una riflessione seria che mette in luce l’ arroganza e la prosopopea con cui questi personaggio ed amministratori trattano gli abitanti di una città inquinata caotica e sempre più povera di verde pubblico. La loro spudoratezza non ha limiti anche perché si autoproclamano i più green d’Italia ma chi lotta per un ambiente migliore viene subito bollato come estremista od addirittura connivente con la destra. Avanti così e la destra governera’ i prossimi 50 anni. Lenzi Loris

  3. Chiarisco: un bagolaro può vivere fino a 500 anni.
    Non so quanti anni avesse quel singolo bagolaro ,ahimè tagliato,di cui si parla.
    Qui il bagolaro viene utilizzato come simbolo,al di là del caso concreto.

  4. Mi chiedo se servono ancora politici per un territorio che ormai non considero più una città, ma solo un non luogo attraversato e consumato. Quando poi si parla con spot in manifestazioni culinarie che hanno perso qualsiasi riferimento storico politico relativo alla loro nascita e sono diventate passerelle per eletti decisi dai board di varie correnti…attenzione ai colpi d’aria che sono più facili dopo l’abbattimento degli alberi.

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