Ex Ospedale Militare, altri diecimila mq abbandonati in centro

«Possibile che il Comune non abbia voce in capitolo? Ecco, vorrei che i candidati sindaco mi/ci informassero su questo e su tutti gli spazi sbandonati (sic) presenti a Bologna: cosa ne è, cosa è stato fatto, se ci sono idee e progetti per il futuro, cosa ne sarà. Perché altrimenti sorge un dubbio: ma per smuovere un po’ le acque bisogna per forza occupare i luoghi dimenticati? E la risposta che mi viene in mente è: forse sì»

di Giancarlo Dalle Donne, un po’ archivista, un po’ cittadino attivo


All’esterno dell’ex Abbazia dei santi Naborre e Felice, che è pure ex Ospedale Militare, dietro via San Felice (in via dell’Abbadia), si trova questa targa che ricorda Graziano da Chiusi, oscuro glossatore del XII secolo, sul quale si hanno notizie non proprio precise. Comunque un maestro di Irnerio, autore di un’opera decisiva di diritto canonico, che qui insegnò.

La targa dedicata a Graziano da Chiusi

Tra l’altro ricordato da Dante (Paradiso, canto X): «Quell’altro fiammeggiare esce del riso di Grazïan, che l’uno e l’altro foro aiutò sì che piace in paradiso». Ci sarebbe da dire chi era Graziano e cos’era l’Abbazia di Naborre e Felice. Se no, quel 50% di archivista che ci sta a fare? Un’altra volta.

Qualche settimana fa, quando Cantiere (grazie per l’ospitalità!) ha pubblicato un mio pezzo nel quale lamentavo lo stato di abbandono della vicina chiesa di San Nicolò di San Felice, Mario mi ha rimproverato: «Parlare di un singolo problema è sì importante ma molto riduttivo rispetto al problema reale della città».

E allora al singolo problema ne aggiungo un altro, sperando di placare, almeno in parte, le (giuste) reprimende di Mario.

Perché l’ex Ospedale militare di Bologna (dove ho passato un po’ di tempo alcuni anni fa, causa pleurite) è un altro dei luoghi abbandonati di Bologna, di oltre diecimila metri quadrati di superficie, nel pieno centro di Bologna. Che ne è ora? Boh.

Piantina del Complesso di via dell’Abbadia risalente al XVIII sec. (Archivio di Stato di Bologna)

Da un articolo di Repubblica del 2017 apprendo che tutta l’area appartiene al Demanio, e che la Curia ha ricevuto in comodato la chiesa, la cripta di San Zama (primo vescovo di Bologna), il campanile e il cortile.

Lo so che intervenire in simile contesto non è così semplice, perché ci sono di mezzo privati, Demanio, Curia, Cdp, Soprintendenza, e chissà chi altro, ma almeno informare… Possibile che il Comune non abbia voce in capitolo, non possa fare pressione sui soggetti in causa?

E comunque, non si può fare un censimento di realtà analoghe (boh, magari esiste già)?

Ecco, allora, la mia richiesta è semplice. Vorrei che i candidati sindaco mi/ci informassero su questo e su tutti gli spazi sbandonati (sic) presenti a Bologna: cosa ne è, cosa è stato fatto, se ci sono idee e progetti per il futuro, cosa ne sarà.

Perché altrimenti sorge un dubbio: ma per smuovere un po’ le acque bisogna per forza occupare i luoghi dimenticati? E la risposta che mi viene in mente è: forse sì.

Grazie per l’attenzione Matteo, Alberto, Marco, Andrea e chissà chi altro (in ogni caso, tutte braghe).


6 pensieri riguardo “Ex Ospedale Militare, altri diecimila mq abbandonati in centro

  1. Maurizio Morini – Dal 2002 è imprenditore nel settore dei servizi avanzati per le imprese, realizzando progetti di consulenza per decine di imprese a livello nazionale ed internazionale ed occupando, in alcuni casi, ruoli di Temporary Manager. Le sue aree di specializzazione sono Strategia, Marketing e Innovazione di Prodotto e Processo. Ha realizzato Piano Strategici e di Marketing, Piani di Sviluppo all’Innovazione e Piani di Lancio di nuovi prodotti e servizi, per aziende leader e per PMI nei settori Alimentare, Grande Distribuzione, delle Costruzioni e dei Servizi alle Imprese, tra gli altri. Ha lavorato per 20 anni come manager in grandi e medie aziende operanti in diversi settori, dalla distribuzione alla produzione, dal settore alimentare a quello delle costruzioni, passando per i servizi. Dal 2003 al 2012 è stato Professore a Contratto di Cultura d’Impresa e di Gestione della Qualità presso la Seconda Facoltà di Ingegneria di Cesena, Università di Bologna. Presso la Facoltà di Scienze Politiche svolge docenze sul management ecosostenibile in corsi di Alta Formazione. Ha inoltre svolto attività di docente formatore per diversi istituti di formazione manageriale. Dal 2014 al 2017 ha Insegnato Marketing Innovativo presso Università LUNA a Bologna. Dal 2015 al 2019 è stato Direttore dell'Istituto di Ricerca Carlo Cattaneo. E’ scrittore e speaker sui temi della cultura dell’innovazione e del marketing, con particolare enfasi sul marketing sostenibile e sulle organizzazioni innovative ed esponenziali, e studioso di futuro del lavoro; svolge il ruolo di moderatore ed intervistatore di celebrità ed imprenditori di successo. E’ inoltre autore di diverse pubblicazioni e libri su temi di gestione aziendale, tra le quali ricorda: – Lezioni di cultura d’Impresa (CLUEB Editore, 2004); – Tecniche per un marketing sostenibile (Editori Riuniti Univ. Press, 2010); - Il Lavoro del futuro a Bologna e in Emilia Romagna (a cura di, con P.G. Ardeni), Pendragon Editore, 2019; – NIO - Nuova Intelligenza Organizzativa, Pendragon Editore, 2024. E' jazzofilo e musicofilo incallito!
    MAURIZIO MORINI ha detto:

    Questo tema può ben rientrare nelle opzioni di rigenerazione urbana discusse ieri live com CANTIERE BOLOGNA con il sindaco Merola; si potrebbe affittare dall’Esercito e farne un centro per il coworking di start up innovative che operano in ambito di SALUTE PUBBLICA e servizi ad essa connessi (è uno dei pillar del nostro Next Generation Fund).

  2. Finalmente una sottolineatura importante!! Bologna merita una ristrutturazione/riconversione/riqualificazione di tutte le aree (centrali o meno) già ad uso militare e che occupano importanti aree che potrebbero rappresentare una revisione architettonica e sociale della città .

RispondiAnnulla risposta