Bologna è la rossa, la dotta e la grassa, tutti e tre aggettivi simbolo di lotta, lode e ricchezza. Ma io non sono né rivoluzionaria, né colta né ricca, sono solo grassa! Riempi il vuoto che hai dentro colmando il tuo corpo di cibo. Lo svuoti pochi minuti dopo, sei piena, ma non di cibo, di vita “brutta”. Ma brutta per chi? Per te che mangi per non sentire il vuoto o per la persona vuota che su Tinder vomita parole perché ha perso la sua ombra come Peter Pan?
di Veronica Marangoni, lavoratrice dello spettacolo
Grassa. Tinder, una app di incontri online per trovare partner, soprattutto sessuali. Una giornata qualunque. Spieghi alla persona che è dietro allo schermo che non stai cercando sesso, ma una relazione stabile. La risposta proviene dal 1996, dai miei ricordi di bambina, come un colpo di cannone: «Ciccionaaaaaa, perché non vai da un dietologo» e poi puff, sparisce.
Tu rimani lì con la voglia di strozzarlo, di fargli il male che lui ha fatto a te scrivendo quelle parole. Eiaculatore da tastiera. Trovare soddisfazione “sessuale” nell’offendere il tuo corpo grasso. Sono consapevole della mia grassezza, ma non siamo a Venezia nel 1594 dove un usuraio chiede come garanzia un libbra di carne umana, la mia carne non è oggetto di ricatto. Per non dimenticare la goccia di sangue che non deve cadere nel tagliare quel lembo di epidermide. Lo stesso sangue che confluisce nel suo organo riproduttivo (spero mal funzionante) che offusca la mente calva e repressa.
Le piante grasse sono belle perchè grasse. Succulente o spinose. Mi sento sia una che l’altra. Ma io non sono bella, sono solo grassa!
Bologna è la rossa, la dotta e la grassa, tutti e tre aggettivi simbolo di lotta, lode e ricchezza. Ma io non sono né rivoluzionaria, né colta né ricca, sono solo grassa! Riempi il vuoto che hai dentro colmando il tuo corpo di cibo. Lo svuoti pochi minuti dopo, sei piena, ma non di cibo, di vita “brutta” ma brutta per chi? Per te che mangi per non sentire il vuoto o per la persona vuota che vomita parole perché ha perso la sua ombra come Peter Pan?
La miglior difesa è l’attacco, un attaccante difende la palla per fare gol. Il difensore corre contro l’attaccante per non farlo andare in rete. La difesa è l’attacco. T’attacco al muro la prossima volta che mi dici una cosa del genere, non si può, vado in galera. Ti denuncio, non si può perché mi ha ghostata. Eppure potrei incontrarlo per strada mentre vado in ufficio, dentro un bar o la domenica in piazza. Bologna è metropolitana ma non è metropoli. Come reagirebbe? Come reagirei?
Sono arrabbiata, mangio e vomito, vomito sulla tua faccia, ti cospargo il viso di bolo, che l’acido delle mie membra ti spersonifichi perché chi dice queste cose non è una persona, è un animale, la ragione l’ha lasciata nel grembo della madre. Ma chi si deve curare? Lui o io? Tutti e due! Per colpa di chi? Della società! La palla è mossa dai giocatori, gli attaccanti e i difensori. Noi. Siamo palle! Attenzione, le palle sono tonde, rimbalzano… a ogni botta, una risposta. E allora io scrivo, mi sfogo… racconto la mia storia e mi arrabbio.
Questa società che rende umani insicuri. Il famoso battito d’ali di farfalla, peccato che io il terremoto ce l’abbia dentro, un vulcano attivo di succhi gastrici e rancore che borbottano come il ragù della domenica. Il ragù della domenica è grasso, ma è buono. Buono come mio padre che per salvarmi dalla cattiveria dei miei compagni di scuola aveva inventato una filastrocca solo per me: «Cicciottella è una bambina, fatta a forma di bignè, ma è la bimba più simpatica che c’è». Per fortuna gli credetti e diventai molto simpatica. Troppo! Una maschera ulteriore alla maschera di grasso.
Quindi per non essere brutta devo essere simpatica? Devo far ridere e intrattenere? Un’obesa fenomeno da baraccone esiliata come le scimmie e le tigri allo zoo.
Sì, sono un fenomeno! Dribblo tra insulti e pregiudizi da sempre: sapevate che le persone grasse puzzano? Che devono essere simpatiche perchè gli manca la bellezza? Che se si inducono il vomito è una fortuna perché così dimagriscono? Che sono meno intelligenti di quelle magre? C’è chi mangia e c’è chi offende, chi vomita cibo e chi vomita odio. Io sono meglio di te.
Ma tu…chi sei?
