Città 30, le nuove norme rischiano di ridursi a “grida manzoniane”

«Mi sono chiesto in questi mesi perché non si è deciso di far rispettare seriamente il vecchio limite cittadino e, solo poi, in presenza di massicce violazioni, introdurre la stretta sulla velocità. Forse ciò non avrebbe fatto notizia mentre rivoluzionare tutto ha comportato la massima visibilità mediatica. Vedremo tra un anno se le nuove misure avranno sortito gli effetti auspicati»

di Valter Giovannini, già Procuratore della Repubblica Aggiunto di Bologna


Mi sono occupato di sicurezza stradale per decenni e ho fornito il mio contributo al dibattito cui ha fatto seguito l’introduzione del reato di omicidio stradale. L’esperienza insegna che l’incidentalità è determinata dalla distrazione e dal mettersi alla guida in condizioni psicofisiche alterate dall’uso di droghe ed alcol.

Non vedo ragioni per le quali chi assume queste condotte e non rispettava abitualmente il limite dei 50 chilometri orari dovrebbe modificare le sue abitudini anche dopo l’abbassamento del limite.

Mi sono chiesto in questi mesi perché non si è deciso di far rispettare seriamente il vecchio limite cittadino e, solo poi, in presenza di massicce violazioni, introdurre la stretta sulla velocità. Forse ciò non avrebbe fatto notizia mentre rivoluzionare tutto ha comportato la massima visibilità mediatica.

Ben vengano i nuovi autovelox sulle strade di grande scorrimento. Mi chiedo però come saranno accertate le violazioni sulle altre strade. Ho letto che il compito spetterà ai vigili e mesi fa lessi anche che «con loro si potrà parlare». Non capisco tale affermazione, il superamento del limite di velocità non può essere rimesso alla valutazione soggettiva dell’operatore ma deve essere accertato con totale precisione dalla tecnologia. Per fare ciò immagino che il Comune abbia già acquistato un significativo numero di autovelox mobili. In caso contrario, saremmo in presenza di norme paragonabili alle “grida manzoniane” cioè a regole approvate e non fatte rispettare.

Vedremo tra un anno, sperando di non trovarci a fare i conti con insignificanti modifiche dell’incidentalità a fronte di una strage di punti, patenti e sanzioni pecuniarie.


3 pensieri riguardo “Città 30, le nuove norme rischiano di ridursi a “grida manzoniane”

  1. a proposito di grida manzoniane mi viene in mente l’aggettivo “azzecca garbugli” in questo contesto di assurdo modus legiferandi mi pare appropriato

  2. Ciao a tutti,

    la maggior parte degli scontri ed incidenti stradali gravi sono in realtà dovuti alla velocità eccessiva, vergognosamente mitizzata da media e cattivi maestri di varia estrazione, che aggrava comportamenti già a rischio come abuso di alcol/droghe e distrazione.

    La velocità media in città non supera i 15-20 km/h in media e lanciare un messaggio ad elevata valenza mediatica che spinga a riflettere sui propri comportamenti (brusche frenate ed accelerazioni,uso esagerato dell’auto per tragitti sotto i 5 km – https://benzinazero.wordpress.com/2023/12/14/spostamenti-degli-italiani-295-sotto-i-2-km-449-fra-2-e-10-km-ovvero-il-744-si-muove-entro-i-10-km-isfort/?fbclid=IwAR2YSfe16DlMNWYUDckujuBWC2D6bFwLfbACJxdEVBRyxt0lTOL8_qR1Avs
    ,ecc.) serve a costruire una cultura della responsabilità che è l’alternativa a controlli teoricamente onnipervasivi che nessuna amministrazione può realizzare

    Le Città 30 italiane (Olbia) ed estere (io ho sperimentato lo scorso anno quelle spagnole) hanno ottenuto risultati eccezionali proprio con un autocontrollo delle persone, intuitivo se si pensa ad un contesto di traffico normale nel quale ad esempio la metà delle persone rispetta il limite dei 30 (il sondaggio del Comune che ha interessato 20.000 persone circa dava un consenso al 70% – http://www.fondazioneinnovazioneurbana.it/images/CITTA30/Citt_30___Report_questionario.pdf) e l’altra metà dovrà adeguarsi, prima malvolentieri e poi ben contenta di sperimentare i vantaggi in termini di minore stress, minori costi (carburante,freni, pneumatici – https://www.altroconsumo.it/mile21/consigli-green/stile-guida-regolare) ed aumento delle alternative (https://www.ecodallecitta.it/bicicletta-ipsos-solo-il-10-degli-italiani-la-usa-per-andare-al-lavoro/). Dal link citato si ricava che ben il 62% delle persone ritiene pericoloso l’uso della bici da cui deriva un probabile forte aumento dell’uso di quest’ultima in un contesto percepito come più sicuro.

    Gli urbanisti e gli ingegneri del traffico che hanno elaborato i piani analoghi delle altre città parlano in tal senso di veri e propri benefici della sperimentazione. Eclatante l’esempio di Graz in Austria dove nel 1992 prima dell’implementazione di Città 30 l’80% della popolazione era contraria e dopo due anni lo stesso 80% era diventato favorevole https://de.30kmh.eu/fakten-aus-europaeischen-staedten/graz/

    Un utile riassunto delle argomentazioni di cui sopra è ricavabile da https://www.fiab.info/download/VademecumCITTA30.pdf

    Corretta invece l’argomentazione sugli autovelox specialmente sulle strade extraurbane, dove dai dati di quest’anno è evidente la differenza tra strade “con” (Porrettana tra Casalecchio e Sasso Marconi, Futa, Calderara di Reno ecc.) e strade “senza” (Bazzanese vecchia e nuova,San Giovanni in Persiceto,ecc.).

    In attesa del nuovo PIMES (Piano Integrato Metropolitano Sicurezza Stradale) ricordo solo che la metà degli spostamenti di tutta la Città Metropolitana (dove sono presenti alcuni dei tratti autostradali più trafficati d’Italia) avviene ad una media inferiore ai 30 km/h e che comunque il minor consumo di un’auto a velocità costante avviene a velocità comprese tra i 60 ed i 70 km/h

    Cordiali saluti

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