Bologna eccellente e contraddittoria

L’avvicinarsi del Natale, con il suo svavillìo consumistico di luci, induce a riflettere sulle tante fragilità che, uscendo dall’ombra, si palesano sempre più nel tessuto sociale della nostra città

di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico


A Bologna svavillano le luminarie. Dappertutto e in specie in Galleria Cavour. Ormai il Natale profano domina incontrastato con largo anticipo. Questa è Bologna?

Nel contempo, sabato e domenica compresi, in progressione geometrica, aumentano gli utenti delle mense per i poveri. C’è anche chi dorme sui cartoni, al freddo. Per la sanità le liste d’attesa si allungano anche per gli utenti del ceto medio. La droga non manca e la micro criminalità non va in vacanza.

Nonostante i malanni della Garisenda – che sono a tempo indeterminato – Bologna resta una ricca eccellenza, anche se per i più ricchi il Vangelo è l’Avaro di Molière! Tanti lavori sono in corso: la mobilità diventa immobilità. Certo le eccellenze ci sono: dal Tecnopolo fino ad alcune prestigiose industrie, a partire dalla Lamborghini per finire alla Cineteca. Ma le differenze sociali a volte toccano punte di crudeltà.

È una realtà contradditoria la nostra Bologna, nonostante il cardinale e l’attività di attenta analisi e dibattito portata avanti da prestigiosi think tank come il Centro San Domenico. Per non dire della piaga del femminicidio. La guerra, le guerre sono lo sfondo dei dolori e delle gioie per richiamare la Gaudium et Spes. Val la pena riflettere? Non lo so.


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