«Gli scarichi del centro non finiranno più nel Canale delle Moline»

In quel tratto di acqua, prosecuzione del canale di Reno oltre via Indipendenza, è partito uno dei lavori di risanamento più importanti mai affrontati e in tre anni risolverà un problema enorme che riguarda la qualità delle nostre acque. Oltre alla manutenzione straordinaria e alla pulizia, il progetto prevede, in accordo con Hera, il collegamento in fognatura di diversi scarichi che ancora si riversano in acqua e poi giungono al Navile. La finestra di via Piella avrà un affaccio ancor più bello

di Daniele Ara, assessore alla scuola e all’adolescenza con delega all’agricoltura e alle risorse idriche per il Comune di Bologna


Spesso ci si imbatte per caso nella scoperta dei Canali di Bologna: vie d’acqua della città piene di storia. Vale anche per chi a Bologna è nato o risiede da tanto tempo. Ma una volta conosciuto questo ingegnoso sistema idrico, si rimane attratti da tanta storia. Si pensi, per esempio, al Canale Navile, con un percorso che ci fa scoprire manufatti che sanno di antico ma non di antichissimo, un percorso ciclo-pedonale che si incunea dalla (o verso la…) nostra laboriosa pianura rimanendo un po’ distante dal tessuto urbano della nostra quotidianità.

La rete dei canali rappresenta un manufatto artificiale, frutto dell’ingegno dell’uomo che per secoli ha determinato uno dei principali fattori di ricchezza di una città nata su un piccolo torrente, l’Aposa, lontano da un fiume torrentizio ritenuto pericoloso in certi momenti dell’anno, il Reno. Un sistema di acque che forniva energia, deflusso delle piene e degli scarichi, comunicazione e commerci verso il mare. Perché è proprio la natura della città che ha spinto a questo sviluppo, che vede nei canali di Reno e di Savena due opere fondamentali per portare l’acqua alla città.

La maggior parte dei bolognesi aveva dimenticato questa grande storia. Dobbiamo molto ad alcuni cittadini, associazioni, amministratori lungimiranti e intellettuali che hanno tenuta alta l’attenzione in anni in cui un modello di “ipersviluppo” sembrava volesse cancellare luoghi, storie e memorie. Oggi tutti gli Enti interessati sono consapevoli, a cominciare dalla Regione Emilia-Romagna che governa il Navile e tutti i torrenti di origine naturale (come per esempio il Ravone), quanto occorra curare e investire sulla qualità delle acque e sulla fruizione dei luoghi con finalità turistiche, sociali e culturali. Per la prima volta nella Giunta che amministra la città, per volontà del sindaco Lepore e come per il tema Agricoltura, un assessore ha una delega sulle acque allo scopo di mettere ordine e contribuire a governare un sistema complesso che coinvolge il Consorzio dei Canali di Bologna per i canali sotterranei, la Regione, Hera, la Bonifica Renana e, in maniera minore, gli uffici dell’Amministrazione comunale.

Ma al di là di compiti specifici, serve una regia politica per questo enorme bene comune della città. Importante anche il ruolo che gioca Nomisma nel lavorare per costruire una visione di insieme, partendo dalla ricerca e dalla costruzione di documentazione.

A titolo di esempio del lavoro di concerto tra i vari enti preposti, occorre mettere in evidenza il lavoro al canale delle Moline appena avviato dal Consorzio dei Canali di Bologna. Il canale delle Moline è quel tratto di acqua che è visibile dalla finestrella di via Piella, essendo la prosecuzione del canale di Reno dopo la derivazione del Cavaticcio e oltre via Indipendenza. Questo è uno dei lavori più importanti mai affrontati e in tre anni potrà risolvere un problema enorme che riguarda la qualità delle nostre acque. Infatti, oltre alla manutenzione straordinaria e alla pulizia, il progetto prevede, in accordo con Hera Acque, il collegamento in fognatura di diversi scarichi fognari che ancora si riversano nel canale e poi giungono al canale Navile e oltre.

Altresì importante ricordare come, grazie all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile e alcuni interventi del Comune sotto le arcate stradali, sarà di nuovo visitabile il tratto sotterraneo dell’Aposa. Ma di questo potremo parlare una prossima volta.

Sono anni decisivi per la valorizzazione delle acque di Bologna. I cittadini sono consapevoli, anche a causa della crisi climatica non più negabile da nessuno, quanto il sistema dei canali non solo faccia parte della nostra storia ma continui ad avere una funzione centrale per la qualità della nostra vita, oltre che per la fruizione storica, turistica e culturale. L’ingegnosa regolazione delle acque per consentirne la navigazione, i sostegni, il rapporto fra natura e manufatti costruiti nei secoli, consegnano a chi amministra il dovere di trovare soluzioni per portare nel futuro questo patrimonio unico nel panorama nazionale. Una valorizzazione che necessita anche di un grande investimento in cultura, formazione e per la partecipazione di cittadini singoli e associati.

Photo credits: Daniel Seßler


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