Sessant’anni dopo il magico ’64 proviamo a sognare come allora

Non fa male immaginare, da alcuni segnali di questo 2023 che finisce, buoni auspici per l’anno che viene. Non solo a partire dal Bologna che, dopo lo scudetto di quella stagione memorabile per la città – e non solamente per meriti calcistici – sta ottenendo risultati cui nessun sessantenne era abituato. Il tram che avanza, la Fiera che si quota in borsa, il Tecnopolo che decolla, il turismo che vola, il ritorno di Basket City sono fatti che possono far dimenticare i problemi. Almeno come augurio

di Giampiero Moscato, direttore cB


Per una volta punto sull’ottimismo. Almeno nel momento in cui è regola scambiarsi gli auguri, è doveroso sottolineare i buoni auspici che l’anno che si chiude suggerisce per il 2024 e dimenticare, anche se solo per un attimo, i problemi che incombono sulla nostra città. Sessant’anni fa era normale sognare. Il mondo viveva un’epoca molto più felice di adesso: si ballava il Rock’n’Roll, la guerra vera era “fredda”, quella per gioco era tra Beatles e Rolling Stones, i film erano quasi tutti a lieto fine e gioiosi. L’Italia era in pieno boom economico. La Lira volava ed era la miglior moneta al mondo. Sergio Leone girava “Per un pugno di dollari”, dando vita al glorioso genere “Spaghetti western”. Ferrero produceva il primo vasetto della Nutella: serve spiegare? Veniva aperto il Traforo del Gran San Bernardo. Aldo Moro tagliava il nastro dell’Autostrada del Sole Milano-Napoli, rendendo Bologna snodo cruciale dei trasporti italiani, non solo ferroviari.

Nella nostra città non ci fu solo il trionfo dello squadrone rossoblù di Fulvio Bernardini sull’Inter fresco campione d’Europa, nello spareggio del 7 giugno 1964. Gianni Morandi vinse il Cantagiro con “In ginocchio da te”. Fu fondata la Società Finanziaria Fiere di Bologna. Ci fu l’insediamento solenne dei Consigli di quartiere, inventati sotto le Due Torri da Dossetti e Ardigò. Furono tre le medaglie d’oro conquistate alle Olimpiadi di Tokio dai concittadini Mauro Checcoli, nel Completo di equitazione (individuale e a squadre) e Ennio Mattarelli, nel Tiro a volo, fossa individuale. Alle elezioni di novembre si registrò il trionfo della sinistra che portò alla rielezione, nel febbraio successivo, del sindaco Giuseppe Dozza. Sono abbastanza vecchio per ricordare, mentre ascoltavamo in famiglia alla radio le cronache sportive, i festeggiamenti del mio rione all’Arcoveggio per l’impresa del Bologna Fc. Provo ancora i brividi a riascoltare nella mente e nel cuore le urla dei vicini di casa, dei miei compagni di giochi e dei loro genitori. Ed è una cosa che auguro di provare anche a quelli che sono più giovani di me, un giorno nel quale spero di esserci ancora. Intanto mi godo le emozioni che il Bologna di Thiago Motta ci sta regalando: il quarto posto in campionato, i trionfi in Coppa Italia, i sogni di un posto al sole in Europa.

Quando la nostra squadra finì in serie B (quattro volte) e poi addirittura in C per due (1983 e 1993) per la città fu un duro colpo anche morale ed economico: i contraccolpi si sentirono così come si avvertì l’impulso positivo ogni volta che riuscì a tornare nel massimo campionato. Non si retrocede, o non si risale, solo come squadra di calcio ma proprio come collettività.

Per questo sento e comunque auguro a tutti noi che continui il momento magico dei rossoblù, perché è un bellissimo presagio per tutta la comunità. Cantiere sottolinea quasi tutti i giorni, insieme alle virtù, le magagne, le inefficienze e i problemi del nostro sistema comune. Siamo nati come stimolo. Gli impulsi a far meglio arrivano però anche dagli attestati di fiducia e di stima.

Non ci sono solo i nipotini di quelli che giocavano «come solo in Paradiso»: ci sono le eccellenze bolognesi, le grandi imprese meccaniche, biomedicali, motoristiche. Il tram che sta arrivando e che migliorerà drasticamente il trasporto pubblico, alleggerendo le strade dai bus e incoraggiando a non usare le auto. C’è poi la Fiera che il 20 dicembre si è quotata in borsa, passo che contribuirà a rafforzare il suo prestigio economico industriale e l’immagine del capoluogo emiliano. Al suo fianco decolla il Tecnopolo, uno dei distretti più potenti del pianeta nelle tecnologie digitali. E poi il turismo che vola, che porta frotte di visitatori da ogni parte del mondo come una volta si vedeva a Venezia, Roma, Firenze. C’è pure il ritorno di Basket City, le affermazioni potenti della Virtus in campionato e in Europa, lo slancio della Fortitudo al suo sogno di rientrare al livello che le spetta.

A Bologna, a dispetto dei tanti critici, si vive bene e si lavora meglio che altrove. Tutti questi sono fatti che possono far dimenticare i guai. Almeno come augurio. Se tutto andrà bene si potrà mettere con più agevolezza mano ai problemi che purtroppo ci assillano e che io per primo non nego. Ma intanto il Bologna vola.


Un pensiero riguardo “Sessant’anni dopo il magico ’64 proviamo a sognare come allora

  1. Che piacere il tuo riassunto del’64!
    Unica tua mancanza: non hai segnalato la mia iscrizione all’Università di Bologna. In fuga dalla Lombardia, la laboriosissima, montiniana, sportivissima e divertente ma solo per i bresciani (tutti nella seconda casa, sugli sci, a scalare, a vela sui laghi, a caccia) Perciò là amica solo di fanciulle outsider. Torno allegra in Emilia. E contenta ci rimango

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