«Dopo le ferite dell’alluvione in Romagna e nonostante Emilia-Romagna e i Comuni principali risultino in cima alle classifiche per il consumo di suolo, il governo della Regione tira diritto sui programmi infrastrutturali messi in cantiere: la bretella Campogalliano-Sassuolo, l’autostrada Cispadana e l’allargamento dell’autodromo di Imola. Non c’è nessuna intenzione di ridurre i volumi di traffico, facilitando forme di mobilità alternative»
di Pier Giorgio Ardeni, economista dello sviluppo
Il lupo, come dice il proverbio, perde il pelo ma non il vizio. Mentre è ancora vivissimo il ricordo dell’alluvione in Romagna e nonostante l’Emilia-Romagna – e molti dei comuni principali – risultino in cima alle classifiche nazionali per il consumo di suolo, il governo regionale tira diritto sui programmi infrastrutturali già messi in cantiere: la bretella Campogalliano-Sassuolo, l’autostrada Cispadana e l’allargamento dell’autodromo di Imola.
La “bretella” è un raccordo autostradale con origine all’intersezione tra la A22 e la A1, nei pressi di Campogalliano, e il collegamento a sud alla SS 467 “Pedemontana” nei pressi di Sassuolo. Il progetto definitivo – approvato dal CdA di Anas Spa a dicembre 2005 – prevede due assi secondari, uno di collegamento con la tangenziale di Modena e uno di collegamento con la tangenziale di Rubiera. Lo sviluppo complessivo del tracciato è di circa 20 Km, un’opera chiaramente sovradimensionata per gli attuali volumi di traffico.
L’Autostrada Regionale Cispadana è una nuova infrastruttura che dovrebbe collegare il casello Reggiolo-Rolo dell’A22 alla barriera di Ferrara Sud sull’A13. L’obiettivo è la «riduzione di 20 minuti rispetto al percorso autostradale A22-A1-A13 e di 1 ora e 15 min rispetto alla viabilità secondaria esistente». Un’opera complessa per una riduzione dei tempi di percorrenza minima con gli attuali volumi di traffico. L’allargamento dell’autodromo di Imola è in funzione della Formula 1, per poter ospitare il Gran Premio, senza alcun riguardo per l’impatto di urbanizzazione e cementificazione che comporta.
Come si può vedere, non c’è nessuna intenzione di ridurre i volumi di traffico, facilitando forme di mobilità alternative, né alcun riguardo per le ulteriori cementificazioni e impermeabilizzazioni del suolo che ne deriveranno.
Dopo l’incontro a Roma, il 29 dicembre, tra il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e l’assessore regionale Andrea Corsini, il 17 gennaio è prevista una nuova riunione tra Regione e Governo per avviare la fase operativa. Si vuole finalmente far partire la “bretella” che, però, sarà avviata solo quando, come afferma Salvini, «saranno sbloccati gli ultimi ostacoli al rinnovo della concessione con Autobrennero». Uno scambio: un’opera inutile contro un’altra che è già poderosa fonte di emissioni di gas serra.
C’è chi ha parlato di «patto del cemento» tra Bonaccini e Salvini e questo sembra proprio essere. Senza fare “dietrologie”, ciò che stupisce è la pervicacia nel perseguire obiettivi e promuovere programmi che sono chiaramente in antitesi rispetto a tre esigenze che dovrebbero essere inderogabili: ridurre le emissioni di gas serra; ridurre la cementificazione del territorio e il consumo di suolo; ridurre il trasporto e la mobilità su gomma a favore di altre forme di mobilità.
E dire che persino il Consiglio comunale di Modena aveva votato un ordine del giorno in cui si chiedeva di rivedere il progetto. Niente. Il Pd regionale, e il suo frontman, perseguono la linea seguita negli ultimi decenni, incuranti dei danni arrecati e delle tendenze in atto, senza capire che tutti, dal Comune più piccolo all’Amministrazione più grande, dovremmo agire per cambiare rotta.
La Rete Emergenza Climatica e Ambientale – che riunisce associazioni e comitati in tutta la regione – si è già espressa: «La logica predatoria è trasversale e asfalta la nostra regione con il falso mito della crescita infinita. Queste opere sono colate di cemento devastanti, buchi neri per i soldi pubblici, in un territorio già abbondantemente impermeabilizzato e fragile, soggetto a frane e alluvioni. È chiaro che nuove strade e autostrade non diluiranno il traffico ma lo attrarranno in un circuito vizioso che porta con sé inquinamento, consumo di suolo e maggiore incidentalità». Così è, ma in Regione non hanno orecchie per queste argomentazioni, l’unica cosa che conta è lo “sviluppo” per favorire le categorie. Se poi tutti pagheremo i danni di queste politiche cieche non sembra essere cosa che li riguardi.

Condivido le considerazioni generali e penso che alla luce di quella che “loro” chiamano “adattamento e resilienza” qui progetti andrebbero tutti rivisti in tale logica globale per la riduzione delle emissioni di CO2 e della tutela del suolo, essenziale per l’assorbimento di CO2 nell’attica della “neutralità climatica” al 2030 per il Comune di Bologna e al 2050 per l’intera Regione: obiettivi UE. Questo vuol dire essere europeisti
È così, non c è differenza tra la destra e questa cosiddetta sinistra nella devastazione dell ambiente. Solo i Verdi votano, la dove sono presenti, contro questi demenziali progetti.
Se in Emilia Romagna il consumo del suolo è in costante e tragico aumento, forse anche i Verdi dovrebbero fare qualche riflessione sul loro ruolo accanto a chi decide questa devastazione. Votare contro è solo un modo per tentare di salvare la faccia.
inutile non ce la fanno a cambiare paradigma, modo di ragionare, Salvini (che ne 2016 per pura convenienza elettorale, sperticava , blaterava e spergiurava anatemi, sull’initilita’ del ponte di messina; in nemmeno 7 anni ha fatto una inverisone di 180° nel suo ragionamento e adesso e’ un portaotre sano degli interessi dei costrutotri e cementieri PRO PONTE DI MESSINA, PRO RADDOPPIO TANGENZIALE DI BOLOGNA .PRO PEDEMONTANE E BRETELLE VARIE ,manco gli cadessero i pantaloni !!!!)
BONACCINI ,apparentemente su posiizoni politiche diametralmente opposte aquelle di Salvini in realta’ anche lui portatore sano del virus della cementificazione e del consumo di suolo come se non ci fosse un domani……(nella sua mente pesera’:se non lo asfaltiamo noi il ns terrirotio al prossimo gioro lo asfaleranno quelli della lega e di FDI..e allora percheì farci adesso degli scrupoli??) .
E allora vai col liscio, anzi col cemento solido che piu’ solido non si puo’… se ne deduce che Salvini e Bonaccini sono loro malgrado 2 faccie della stess amedaglia, porttaori degli stessi interessi fino alla prossima alluvione (spero vivamente sia SOLO ELETTORALE che li possa “riportare nel loro alveo NATURALE” …..
condivido in pieno, e non dimentico il passante di Bologna, grazie