Una banca del Dna dei cani contro la negligenza dei proprietari

Dal primo gennaio in Alto Adige è in fase attuativa la profilazione genetica dei cani, con l’obbligo di registrazione per i proprietari. Barbara Negroni, assessora all’ambiente del Comune di Casalecchio – che conta più di 8mila cani iscritti all’anagrafe canina locale – si dice favorevole a replicare l’iniziativa anche qui da noi

di Barbara Beghelli, giornalista


Davvero un’insolita notizia. In Alto Adige è in fase attuativa la banca dati del Dna dei cani, l’obbligo è scattato il primo gennaio. Con questo provvedimento si mira a convincere i proprietari maleducati a raccogliere le deiezioni dei loro 4 zampe, ma anche a risalire agli autori di aggressioni e sbranamenti di selvaggina.

L’iniziativa normativa richiesta dai comuni e approvata dal Consiglio provinciale vede così la Provincia, i comuni e i veterinari collaborare per rendere più agevole ai proprietari dei cani la profilazione genetica.

In queste settimane diverse regioni italiane hanno mostrato particolare interesse per questa iniziativa. Anche il Ministero competente sta portando avanti il dispositivo di legge, il primo passo? Registrare i cani e inserire le informazioni nella banca dati in modo da poter avviare i controlli.

E da noi, nell’area metropolitana e in Emilia-Romagna? L’abbiamo chiesto a Barbara Negroni, assessora all’ambiente di Casalecchio, il Comune più grande della cintura metropolitana.

Innanzitutto ci dica, a che punto è la situazione della tutela degli animali?

Da noi la presenza di cani è molto elevata, abbiamo una popolazione iscritta all’anagrafe canina di 8mila cani su 18mila famiglie. Come in ogni altro comune, l’iscrizione all’anagrafe canina è obbligatoria per legge ed è anche una tutela per lo stesso animale: il tatuaggio o il microchip sono non solo una prevenzione contro l’abbandono, ma un mezzo di rapida e felice soluzione nei casi di smarrimento, rapimento o incidente.

Casalecchio ha istituito l’Ufficio Diritti degli Animali, a cosa serve?

Si occupa di tutto ciò che ha a che fare con la galassia degli animali domestici, con particolare riguardo alla loro salute e all’educazione dei loro padroni, poi offre una consulenza specializzata per eventuali controversie. Sottolineo che nel territorio comunale sono presenti ben sette aree di sgambamento.

In Alto Adige è in fase attuativa la banca dati del Dna dei cani, anche per risalire agli autori di aggressioni e sbranamenti di selvaggina. Trova sensata la profilazione genetica in modo da avviare i controlli?

Ho letto e sto seguendo con attenzione: l’iniziativa è meritevole e interessante, quando si prende un cane lo si deve fare responsabilmente, non è un gioco, ma parte della famiglia e come tale ci deve essere un impegno serio e quotidiano. La profilazione genetica è un piccolo pezzetto che si aggiunge a questa consapevolezza, e se fatta al momento della nascita del cane entra nella sua “scheda personale”. L’anello debole di questa iniziativa tuttavia sono i controlli.

Perché?

Spesso i comuni, e Casalecchio non è l’eccezione, non hanno sufficiente personale per il controllo. Casalecchio si avvale di una collaborazione a tutto tondo in campo ambientale, e quindi anche del controllo dei rifiuti abbandonati e segnalazioni di deiezioni in città, delle Guardie Ecologiche Volontarie, che però non sono tante e seguono anche innumerevoli iniziative di educazione ambientale legate alle piante e altro. La Polizia Locale è ugualmente impegnata nella sicurezza della città, e il personale da dedicare al controllo dell’igiene pubblica della città non è sufficiente per il numero di cani presenti sul territorio.

A Casalecchio e nei comuni dell’area metropolitana potrebbe attecchire questo metodo?

Sarebbe senz’altro molto utile. Rappresenta una occasione di confronto con i proprietari di cani attraverso una campagna di sensibilizzazione pubblica, ma anche personale: quando si viene in Comune per l’iscrizione all’anagrafe canina si ha la possibilità di informare capillarmente il cittadino. Se c’è la norma di legge con la possibilità di riconoscimento di chi non raccoglie le deiezioni del proprio animale con la conseguente sanzione, l’attenzione dei proprietari diviene maggiore. Il Comune di Casalecchio ogni anno organizza eventi ed incontri sulla buona conduzione dei cani, e questo argomento rientra perfettamente nelle linee di indirizzo che ci siamo dati come amministrazione.


2 pensieri riguardo “Una banca del Dna dei cani contro la negligenza dei proprietari

  1. Come Guardia Ecologica trovo questa iniziativa della regione Trentino Alto Adige altamente LODEVOLE E MERITORIA DI ESSERE REPLICATA ANCHE IN EMILIA ROMAGNA . ATTUALMENTE è in fase attuativa la banca dati del Dna dei cani, anche per risalire agli autori di aggressioni e sbranamenti di selvaggina, ma non solo in questi casi, si segnalano anche incidenti fra cani stessi, credo sia un problema ben presente anche da noi.
    Quindi avanti cosi’ sono completamente favorevole.
    Voglio fare solo un commento personale:
    Mi meraviglia, in modo favorevole, che questa iniziativa sia partita del Trentino Alto Adige, sono Regioni e provincie attualmente un po’ sotto i riflettori in senso negativo ,per alcune prese di posIzione MOLTO DISCUTIBILI ( ORSO-LUPO FOBICHE) rivolte ad animali E FAUNA SELVATICA ,che sono parte integrante e oserei dire fiore all’occhiello di queste regioni, peccato non vengano tutelate a dovere,anzi bistrattate se non peggio!!!!, Quindi quest’ ultima iniziativa ,spero sia la prima di altre che vadano incontro alle esigenze sia dei proprietari, dei cittadini residenti ,ma AMCHE E SOPRATTUTTO A TUTELA DEGLI ANIMALI STESSI, SIANO ESSI DOMESTITI O SELVATICI.
    grazie x l’attenzione
    Andrea carloni

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