A Graz, prima città slow d’Europa, le sanzioni sono molto meno punitive di quelle in vigore da noi. Viaggiare a 47 km/h sulle grandi arterie cittadine, magari in assenza totale di traffico, può costare un botto di soldi e a lungo termine portare alla perdita totale dei punti. Vogliamo pensare ai corrieri, ai rider, ai taxisti, a chiunque si guadagni da vivere con un mezzo a motore? Non a caso, tra i più arrabbiati ci sono gli autisti di Tper. Proviamo a farli rallentare senza rovinarli?
di Giampiero Moscato, direttore cB
«Se Bologna ha introdotto la velocità massima a 30 km/h è perché il modello di Città 30 funziona. Moltissime città in Europa e nel mondo hanno già registrato ottimi risultati mettendo in atto due misure: ridurre la velocità delle auto in ambito urbano e restituire spazio pubblico alle persone a piedi e in bicicletta». Lo scrive, giustamente, bolognacitta30.it, nel paragrafo titolato “Nessuna città europea che è passata ai 30 km/h tornerebbe indietro” (qui). Ma certo che no. Le città 30 sono belle e più sicure, con una significativa riduzione di incidenti, dunque di morti e feriti. Non c’è dubbio.
Ma c’è un però grande come una città. Sul sito (e nemmeno nelle comunicazioni del sindaco e della giunta comunale, a meno che mi sia sfuggito) non trovo traccia di un dettaglio cruciale, che spiega molta dell’incazzatura che a Bologna – e non a Bruxelles, Parigi, Amsterdam, Bilbao – si registra da quando i 30 all’ora sono diventati la norma del 70 per cento delle strade urbane. Mancano le informazioni su come i Codici della strada di Belgio, Francia, Olanda, Spagna e degli altri Paesi in cui si è introdotto il traffico lento sanzionano chi sfora i limiti, ridotti da 50 a 30 km/h. Se vogliamo fare come l’Europa migliore facciamolo davvero, anche sul diritto comparato. In questo caso non lo facciamo, se non per l’utilizzo della retorica stile «noi sì che siamo europei».
Il 17 gennaio su InCronaca Unibo, l’altra testata che dirigo e che è il quotidiano del Master in Giornalismo dell’Alma Mater, abbiamo fatto un confronto con Graz (qui), capoluogo della Stiria, in Austria, prima città 30 in Europa e, per dimensioni, abbastanza simile a Bologna. Anche se la città, rasa al suolo nella seconda guerra mondiale, non ha un centro medievale come il nostro ed è di concezione moderna, ha una rete tramviaria di prim’ordine, é più facile da gestire. Cliccare sul link per leggere l’articolo dell’allievo Tommaso Corleoni aiuta a capire come si sia giunti a risultati graditi dalla gran parte della gente di quella bella città austriaca. Ebbene, tra le tante cose che là fanno meglio che da noi c’è un atteggiamento blandamente punitivo, e molto più educativo rispetto al nostro, del sistema sanzionatorio per chi viola le regole alla guida.
Corleoni racconta come il codice della strada austriaco emetta multe meno salate di quello italiano: «35€ per il superamento del limite entro i 20 km/h, 100€ entro i 30, 160€ entro i 40 km/h. Oltre i 40 km/h le multe partono da 160€. Diventa molto duro il trattamento per chi supera di 60 km/h il limite urbano e di 70 l’extraurbano: prevista la confisca dell’auto per due settimane. Confisca e messa all’asta della vettura immediata quando si viaggia oltre i 110 in città e oltre i 200 su autostrade e superstrade.
Vogliamo confrontare questi dati (proveremo a farlo con le altre città 30, ma sarebbe utile che ce lo dicesse chi amministra) con la tabella stilata, sulla base del Codice della strada, dalla nostra Amministrazione comunale per le sanzioni agli automobilisti colpevoli di eccesso di velocità? La tabella tiene conto dei cinque km/h di tolleranza previsto dal CdS per cui le sanzioni scattano dai 36 km/h in poi nelle strade in cui il limite è di 30, dai 56 km/h in poi nelle strade in cui il limite è fissato a 50. Ecco cosa costa sgarrare sotto le Due Torri:
minimo 29,40 euro per chi supera il limite fino a 10 km/h (quindi tra i 36 e i 45 km/h nelle strade con limite dei 30); se non si paga entro i cinque giorni la sanzione passa a 42 euro (oltre i 60 giorni a 86,5); minimo 121,10 euro e tre punti della patente per chi va tra 11 e 40 km/h oltre il limite; se non si paga entro i cinque giorni la sanzione passa a 173 euro (oltre i 60 giorni a 347); 543 euro, sei punti e sospensione della patente da uno a tre mesi per chi circola tra 41 e 60 km/h oltre il limite; 845 euro, dieci punti e sospensione della patente da sei a dodici mesi per chi circola oltre 60 km/h in più del limite.
Viaggiare a 47 km/h in via Murri o in altre grandi arterie che portano alla periferia che ora hanno il limite dei 30, magari la sera in assenza totale di traffico, può dunque costare un botto di soldi e a lungo termine portare alla perdita totale dei punti. Non penso a me, che da mesi cerco di rispettare tutti i limiti nuovi e non ho la fretta di quando lavoravo per l’Ansa. Penso ai corrieri, ai rider, ai taxisti, alle auto blu, ai conducenti dei bus, a chiunque si guadagni da vivere con un mezzo a motore a due o quattro ruote. Non a caso, tra i più arrabbiati ci sono gli autisti di Tper. Proviamo a farli rallentare senza rovinarli?
Insomma, siamo in Europa per la velocità, per le sanzioni siamo in altre aree del mondo.
Photo credits: DiRE.it

“Le città 30 sono belle e più sicure, con una significativa riduzione di incidenti, dunque di morti e feriti. Non c’è dubbio.” A me basta questa citazione del suo articolo per rendere futile tutto il piagnisteo sulle sanzioni. Dobbiamo abituarci a rallentare, punto. Sulla scelta delle strade si può e si deve discutere, certamente è migliorabile. Ma le sanzioni non mi sembrano esagerate, soprattutto se raffrontate con la certezza di salvare vite umane.
Articolo molto ben strutturato e utile sperando che gli amministratori cittadini riflettano sulle sanzioni esagerate che penalizzano alcune categorie di lavoratori.
non vedo una grande disparità negli importi delle contravvenzioni, o mmi sfugge qualcosa?
Parole giuste, se il limitie citta’ ai 30 fosse stato pensato e realizzato per educare gli automobilisti (e tutte le altre categorie di utenti della stada) ad usare il proprio mezzo con raziocino ,e vi assicuro che in molti casi ce ne sarebbe un gran bisogno!!!. putroppo come si suol dire “le strade dell’inferno sono lastricate dalle migliori intenzioni” e qui le migliori intenzioni sono IN REALTA’ IL BISOGNO SFRENATO DI FARE CASSA, RIMPINGUARE LE CASSE COMUNALLI, USANDO LE SANZIONI DELLE MULTE. e’ RISAPUTO INFATTI CHE I SOLDI NECESSARI PER COMPLETARE TUTTE LE OPERE che il comune sta realizzando, scarseggaino, ANCHE PERCHE’ PARE CHE ALCUNI FINANZIAMENTI DEL PNRR non arriveranno o saranno meno delle attese, in quanto ben diffiiclmente verranno rispettati i tempi dettati da queste norme, e questa e’ una brutta spada di Damocle che pende sulla testa dei cittadini.
Ottimo!
Buongiorno,
E’ vero che le sanzioni CdS sono tutt’altro che graduali, ma qui va chiamata in causa la continua sovrapposizione di normative, tipica del nostro Paese e in questo caso di fonte nazionale,su cui evidentemente Comune e CM non hanno voce in capitolo.
Va poi sottolineato che come evidenziato tra l’altro da https://www.laleggepertutti.it/583228_quanto-e-preciso-il-tachimetro-dellauto il superamento da tachimetro del limite di 11 km oltre il quale la sanzione si impenna avviene
in effetti a 30+11=41×1,10=45,1+4+5=54,1
Una velocità del genere è discutibile che sia mantenibile in una strada come Via Murri dove c’è comunque traffico a quasi tutte le ore del giorno e della notte e che è a tutti gli effetti una strada ad alta densità residenziale.
Detto tra noi, chi pensa che i vigili controllino alle tre di notte ?
Ricordo inoltre che le (per ora) scarsissime multe di questi giorni erano prevedibili in quanto ad oggi solo il 4% dei mezzi che passano dagli autovelox vengono multati: https://benzinazero.wordpress.com/2019/01/30/autovelox-la-leggenda-che-servono-per-fare-cassa/ e questo è ancor più vero per le pattuglie con telelaser che vengono segnalate con un anticipo di 80 metri, che è all’incirca lo spazio di frenata (ottimale…) ai 120 orari che spererei di non vedere mai più su una strada urbana !
Cordiali saluti
??? Certamente saranno conteggi giusti, ma … come saltano fuori? Cosa sono i coefficienti 1,10 e 4,5? E se così è perché sono state fatte multe a chi andava a 39kmh?
IO PRORPIO NON HO CAPITO DA DOVE ESCE QUESTO CONTEGGIO!!!
Va poi sottolineato che come evidenziato tra l’altro da https://www.laleggepertutti.it/583228_quanto-e-preciso-il-tachimetro-dellauto il superamento da tachimetro del limite di 11 km oltre il quale la sanzione si impenna avviene
in effetti a 30+11=41×1,10=45,1+4+5=54,1
IL LIMTE OLTRE IL QUALE SCATTA LA MULTA SONO 30+5kM/h ANDATE A CIEDERE ALA PERSONA MULTATA ALL ORE 10 PERCHE’ VIGGIAVA AI 39KM/H piu’ che una sonzione dieri un soppruso !!!
GLI ALTRI HANNO CAPITO TUTTO ,SOLO IO SONO OUT??
Il nocciolo del problema viene artatamente spostato : da una legge pensata per proteggere i cittadini, si passa a calcoli noiosissimi sui costi per chi non la rispetta. O addirittura alla destinazione pubblica delle somme ricavate dalle multe. Argomenti secondari:
Ciò che conta è il beneficio che i cittadini ricavano da una legge : io, pedone, vedo altri pedoni camminare più serenamente nelle strade della città, anche sotto la pioggia. Le automobili non sollevano più scie di acqua sporca che infradiciano i passanti.