Dal 26 gennaio al 4 febbraio, negli spazi di Vaam Architettura in via Libia 20/2, Guy Lydster espone le opere del suo progetto-riflessione artistica a proposito dell’influenza nefasta dell’attività umana sulla vita del nostro pianeta
di Sara Papini, operatrice della comunicazione
In occasione di Art City 2024 molte mostre e attività artistiche fioccheranno in città, animandola per tutto il weekend dall’1 al 4 febbraio 2024.
Oggi voglio segnalarvi un’altra mostra che non potete assolutamente perdere, parlo del progetto Hỳbris, nato dalla riflessione dell’artista Guy Lydster sull’Antropocene, come è ormai comunemente conosciuta l’attuale epoca geologica in cui, per la prima volta nella storia della Terra, l’attività umana ha inciso in maniera così radicale da provocare cambiamenti profondi e irreversibili su larga scala.

Come sottolinea il curatore della mostra, Giuseppe Virelli: «Guy Lydster affronta tale tema proponendo una monumentale tetralogia sviluppata lungo un percorso segnato da quattro ‘stazioni’, strettamente legate fra di loro da un costrutto narratologico in cui il conflitto fra Uomo e Natura si reifica in uno scontro culturale fra passato, presente e futuro. Nella prima stazione, infatti, un’ombra scura (il pittogramma dell’Uomo) saluta fiero il sopraggiungere di una minacciosa onda magmatica (la Natura), la quale avanza sui resti di una civiltà classica simbolo di una sorta di aurea aetas, un tempo mitico di prosperità e abbondanza in cui non esistevano né leggi, né proprietà privata, non c’era odio tra gli individui e in cui non esisteva la guerra. Nella seconda, invece, un enorme volto induce al silenzio, a un atto di ipocrita omertà nei confronti dell’odierna opera di sfruttamento e devastazione compiuta dal novello Prometeo in preda a una sempre più avida volontà di potenza. Nella terza stazione l’ombra scura tiene in mano il Mondo in segno di sfida nei confronti del magma divoratore sempre più incipiente. È questa la rappresentazione più drammatica della “tracotanza” dell’essere umano, l’hỳbris appunto, alla quale, però, non può che seguire una inevitabile sconfitta. Nell’ultima stazione, infatti, l’uomo, vittima della sua stessa arroganza e della cieca fiducia nelle proprie forze, è sopraffatto dalla Natura la quale, dopo avere eliminato il suo ‘male’ fagocitandolo e buttandolo alla deriva di un deserto sterile, si riprende il suo posto pronta (forse) a ripartire».
La mostra sarà interamente allestita all’interno dello studio Vaam Architettura di via Libia 20/2, location studiata ad hoc per le opere dell’artista, scelte dall’associazione il Campone. Il vernissage è segnato per il 26 gennaio 2024, ore 18, mentre dal 29 gennaio all’1 febbraio lo studio sarà aperto dalle 15 alle 18. Sabato 3, in occasione della “Notte bianca”, la mostra sarà visitabile fino alle 20.

Un pensiero riguardo “Hybris. Riflettere sull’Antropocene ad ArtCity 2024”