Intervista a Roberta Toschi, consigliera comunale Pd e presidente della V Commissione (sanità, welfare, politiche per le famiglie), prima firmataria dell’Odg che, in vista dei tagli al fondo nazionale dedicato varati dal governo, chiede all’amministrazione di provvedere all’integrazione finanziaria per supportare gli affetti da Dca nel nostro territorio
di Barbara Beghelli, giornalista
Dopo un lungo dibattito consiliare sul tema dei Dca – i disturbi del Comportamento Alimentare intesi come anoressia nervosa, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata – le forze di minoranza presenti in Consiglio comunale hanno deciso di non sostenere l’Odg proposto dalla maggioranza a prima firma della consigliera Roberta Toschi, che chiedeva di sostenere i percorsi di accompagnamento e cura delle persone affette da Dca. E che promuove, tra le altre cose, la costituzione di un tavolo di lavoro e coordinamento a livello comunale.
I Dca, per chi non lo sapesse, colpiscono il 5% della popolazione e causano la morte di 4.000 giovani all’anno, collocandosi come seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. L’esordio è sceso all’età di 8 anni e si concentra principalmente sulla fascia tra i 12 e i 25 anni. Ne soffre soprattutto la popolazione femminile (98,6%), anche se ultimamente i dati riportano un aumento di questi disturbi anche nei maschi; dopo il Covid si è registrato un aumento del 48% dei casi. Tremila le vittime in Italia ogni anno, ma il Governo ha deciso di abolirne nel Mef il fondo di finanziamento di 25 milioni in 2 anni istituito dal governo Draghi, come a dire che ogni Regione, se vuole continuare ad assistere i suoi giovani, lo deve fare con le sue risorse.
La Regione Emilia-Romagna, che ha quantificato in 1,8 milioni la ricaduta per il mancato finanziamento, si è dimostrata sensibile al tema con varie azioni e anche il Consiglio comunale, con specifico riferimento al territorio metropolitano, attraverso la realizzazione di due udienze conoscitive in Commissione nel 2022, e con la votazione all’unanimità di un Odg collegato al Bilancio teso ad impegnare la Giunta a valutare lo stanziamento di risorse per azioni di cura e prevenzione. Ne parliamo con Roberta Toschi, Pd, presidente della V Commissione: sanità, welfare, politiche per le famiglie, che su questo tema ha lavorato a stretto gomito col collega civico Giacomo Tarsitano.
Avete presentato un Odg affinché il Comune provveda all’integrazione finanziaria per supportare i Dca, laddove ce ne fosse bisogno. Ma le opposizioni non hanno votato.
L’Odg proposto dalla maggioranza, a mia prima firma, chiedeva di sostenere i percorsi di accompagnamento e di cura delle persone affette da Dca, promuovendo, tra le altre cose, la costituzione di un tavolo di lavoro e coordinamento a livello comunale in materia e coinvolgendo professionisti, associazioni, l’assessorato alla salute e al welfare, l’assessorato alla scuola e l’assessorato allo sport, oltre che garantire la continuità delle cure anche in caso di mancato o ridotto finanziamento. Dopo un lungo dibattito consiliare sul tema, la minoranza ha deciso di non sostenere la richiesta non votandola.
C’è stata polemica, in precedenza, in commissione sanità, anche su Animenta, realtà associativa cittadina.
Sì. Le opposizioni in varie sedute di commissione hanno criticato duramente le attività del Laboratorio di Salute Popolare, in particolare quelle svolte da Animenta, da poco inaugurate. In realtà Animenta Aps nasce nel 2021 da un’idea di Aurora Caporossi, tratta i Disturbi Alimentari nella loro complessità attraverso informazione, supporto e riabilitazione. L’offerta che viene portata avanti verte sulla gestione di un punto di ascolto per maggiorenni negli spazi di vicolo Bolognetti 2, che, in linea con l’organizzazione del sistema di cura territoriale dell’Ausl, è parte integrante del percorso di cura multidisciplinare.
Quanto dovrebbe integrare il Comune, approssimativamente?
Al momento non è stata effettuata una quantificazione esatta, salvo quella regionale, poichè si dovrà verificare l’effettiva copertura garantita dal fondo previsto in extremis nel Milleproroghe. Quello che sicuramente si rende indispensabile è garantire che non venga interrotta o compromessa la continuità delle cure delle persone affette da Dca per disattenzione e mancanza di finanziamenti, che potrebbero far decadere contratti a tempo determinato collegati a tale progettualità.
Ma così le opposizioni vanno contro la dichiarazione d’intenti del Governo.
Questo è quanto appare dalle posizioni critiche e contrarie assunte dalla minoranza sia sul tema associativo in merito di Dca, sia sulle iniziative promosse a livello locale dall’amministrazione comunale in collaborazione con gli enti coinvolti e competenti.
