Bologna 30, basta ministri in continua campagna elettorale

Non è normale che la politica per fini propagandistici utilizzi tematiche su cui tutti dovremmo sentirci responsabili. La politica, quella vera, usa altri terreni di scontro per misurarsi. Su tematiche come la sicurezza stradale invece, dovrebbe fermarsi e interrogarsi su quale sia il bene collettivo, semplicemente perché le vittime della strada non hanno colore e perché un bambino o una bambina fuori da una scuola ha il diritto di vivere in sicurezza. Anche su questo tema la nostra città può essere d’esempio alle altre

di Matteo Meogrossi, vicesegretario provinciale Pd


Bologna da sempre rappresenta progresso a livello amministrativo. Dal dopoguerra a oggi ha sempre saputo amministrare con lo sguardo rivolto al futuro, costruendo di più una Città capace di avere un respiro internazionale, spesso anticipando i tempi di tante altre metropoli più grandi e famose del vecchio continente.

Ne è un esempio su tutti l’introduzione degli asili nido nel ‘69. Misura, questa, replicata nel resto del nostro paese solo due anni più tardi. Scelte innovative e coraggiose, per misurarsi con i problemi del presente. E così, a fronte di quello che sempre più sta diventando il problema di ogni città, Bologna si sta trovando a misurarsi con la stagione della mobilità e le risposte che sta mettendo in campo sono frutto di due richieste importanti, la prima quella della lotta all’inquinamento, la seconda lo sviluppo di una realtà a misura di bambino. Non sono lontane nel tempo, le cronache per esempio degli incidenti in via Azzurra, le successive petizioni e la collettiva indignazione.

È normale quindi prendere misure per contrastare gli incidenti che avvengono ed è normale che la sicurezza stradale, tema sempre più centrale, metta in campo soluzioni per ridurre e arginare il problema. Quello che non è normale, è che la politica per fini elettorali utilizzi tematiche su cui tutti dovremmo sentirci responsabili per fare campagna elettorale. La politica, quella vera, usa altri terreni di scontro per misurarsi.

Su tematiche come la sicurezza stradale invece, dovrebbe fermarsi e interrogarsi su quale sia il bene collettivo, semplicemente perché le vittime della strada non hanno colore politico e perché un bambino o una bambina fuori da una scuola ha il diritto di vivere in sicurezza. E il Governo ha il dovere di guardare al Paese, lavorando per il bene dello stesso. Credo che per noi bolognesi sia inaccettabile vedere ministri e viceministri impegnati in una infinita campagna elettorale anzi che occuparsi dello sviluppo del territorio.

Bologna infatti è una realtà particolare, è lo snodo dell’Italia, collega Sud con Nord. È attraversata da tutti gli snodi autostradali e ferroviari. Da questo dato inconfutabile, qualsiasi ministro di qualsiasi colore politico dovrebbe occuparsi di Bologna. Fare il bene di questa città metropolitana significa fare il bene del nostro Paese. Invece vediamo interviste e polemiche solo rivolte a indebolire uno schieramento Politico, e nel frattempo gli interventi fondamentali per il territorio restano temi dimenticati.

Opere strategiche che da decenni attendono finanziamenti e interventi, una su tutte il completamento della trasversale di pianura e i relativi interventi legati alle opere di adduzione al passante di mezzo. Bologna nella sua pianura ha un cuore pulsante produttivo, imprese che rappresentano il meglio del Made in Italy nel mondo. Marchi che conoscono in Giappone come in Cile e che, senza citarli, hanno bisogno di opere importanti per continuare a investire e dare continuità alle loro esperienze sul territorio.

Se è vero che la nostra Regione è una delle locomotive del nostro Paese, credo non sfugga a nessuno l’importanza di Bologna metropolitana in questo contesto, ed è altresì superfluo ricordare che le nostre realtà industriali rappresentano diversi punti di Pil nazionale.

Quindi l’impegno che il governo sta mettendo sul tema di Bologna città 30, dovrebbe dedicarlo a completare e a migliorare il sistema di viabilità della nostra Città Metropolitana, questo vuol dire avere una visione lungimirante. Significa investire sullo sviluppo dell’Italia, permettendo così che la rete dei trasporti che si snoda qui a Bologna possa essere anche nei prossimi 20/30 anni all’altezza delle aspettative di chi investe sul nostro territorio e crea occupazione e sviluppo.

In conclusione, il ragionamento da fare al di là delle problematicità che ogni cambiamento può portare, è quello di vedere dove veramente serve intervenire, senza dimenticare che nessun amministratore opera e lavora per arrecare disagi e problemi ai cittadini, anzi, l’impegno si muove sempre nella direzione di migliorare la vita delle persone.

Usiamo quindi la ragione e soprattutto la responsabilità, quanto accaduto non più tardi di un anno fa in Via Azzurra, deve farci capire che quando ci muoviamo in automobile diventiamo per forza di cose pericolosi, purtroppo anche quando non vorremmo esserlo. Limitare la velocità, magari facendoci anche perdere alcuni minuti della nostra esistenza, può però evitare di spezzare una vita per sempre.


2 pensieri riguardo “Bologna 30, basta ministri in continua campagna elettorale

  1. Condivido pienamente quanto espresso dal vicesegretario Matteo Meogrossi. Spero proprio che il Sindaco Lepore perseveri nel progetto di rendere Bologna più sicura e vivibile dialogando con i cittadini.

  2. Le vicende politiche ‘partigiane’ offrono anche qualche spunto comico: l’esponente massimo della Lega, quella della super autonomia se non dell’indipendenza del Nord, che s’impiccia nella gestione del traffico nostrano, una questione squisitamente e da sempre locale (certo, nel contesto delle norme nazionali): non male; ma tanto il Sig. Salvini conta pochino al momento. La destra non é mai all’avanguardia su questi temi (ricordate quando furono introdotte le strisce blu a pagamento a Bologna? ora tutte le città anche di destra ce le hanno). Ciò detto, l’Italia é molto indietro rispetto ai molti Paesi europei che da anni hanno perseguito politiche ‘zero morti’ sulle strade, a partire dalla solita Svezia: non sono arrivati a zero, ma a una forte diminuzione sì.
    Però la posta in gioco non é solo la sicurezza; si muore anche di smog (dati OMS; e di rumore, di cui proprio non si parla); e su questo l’intervento di Meogrossi esprime tutta la contraddizione di questa Amministrazione: introduce i 30 (personalmente condivido l’idea, già in atto da anni in molte città europee, ma non come viene attuata qui) per ridurre le emissioni del traffico urbano e intanto, come dice lui stesso, Bologna é uno snodo nazionale; ovvero: noi dobbiamo inquinare meno per compensare l’inquinamento nazionale che grava sull’aria di Bologna?! e come se non bastasse la politica locale ha ritenuto in questa situazione di aggiungere il Passante, i cui effetti comici non sono per niente.

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