Liliana Segre la definisce «la ragione del male, perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore», un mostro che si può battere abbracciando modi di vivere diversi. La rassegna “Resistenze” parte il 10 febbraio nella Casa della Cultura di Calderara con la presentazione del libro “Non ci sono cause perse. Gli avvocati e la strada” di Antonio Mumolo e Beppe Baldassarro. Il 22 marzo ci sarà Vito Mancuso, il 13 aprile Max Collini e Jukka Reverberi
di Vincenzo De Girolamo, giornalista
Per un gran numero di persone non sentirsi eccessivamente coinvolti emotivamente, verso chi non si conosce o anche che non si reputa alla propria stregua, sembra uno dei tratti più connotativi del nostro tempo.
Ci lasciamo investire dai pregiudizi e dalle paure: «Prendono il nostro lavoro», «insidiano le nostre donne», «bevono», «si drogano», «rubano». È sempre più frequente sentire in giro che bisogna mettersi al riparo, manifestare freddezza e distacco verso quella parte di mondo che non si adegua ai segni dominanti della maggioranza espressa nella nostra società, trovando riparo e come principale interlocutore in questo modo di ragionare nella paura. Un pericolo che è addossato a chi è definito “diverso”, che porta a chiudersi e accrescere difese, costringendosi a fidarsi e frequentare solo chi ha in comune i propri stessi valori, allontanando con disprezzo e fermezza lo spettro che si vuol intravedere in chi ne ha di diversi o li ha persi.
Un arroccamento questo che ha come traguardo l’indifferenza; sentimento che la senatrice Liliana Segre definisce come «… la ragione del male, perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore». Non solo: «L’indifferenza è complice … dei misfatti peggiori». Di conseguenza, è giusto, allora, adoperarsi per non essere complici.
Una delle pratiche più adatte, a tal riguardo, potrebbe trovarsi nell’impegno a rompere situazioni che portano a questa condizione, e volgere lo sguardo verso le cose che ci circondano ascoltando e abbracciando anche storie e modi di vivere diversi, una maniera adeguata a preservare la salute della nostra stessa comunità.
“Resistenze” si affaccia per il suo secondo anno nella prima parte della programmazione annuale della Casa della Cultura Italo Calvino di Calderara di Reno. La rassegna caratterizzata da tre appuntamenti ha come titolo “L’indifferenza è complice”. Proprio attorno a questo titolo gli ideatori si sono messi su tracce che gli hanno permesso di costruire un parallelo guida, riconosciuto come mezzo necessario per avvicinare cause ed effetti della violenza di ieri a quella odierna. Gli autori, pur sapendo che la situazione passata e quella presente sono, indubbiamente, molto diverse, si sono sforzati di cercare punti in comune per meglio aiutare a comprendere la natura dell’uomo, partendo dall’indifferenza motrice del dolore unita all’ostilità della maggioranza, che si combina spesso all’incapacità delle Istituzioni di tutelare il più debole, un vero atto di disinteresse verso l’altro.
Viene anche da chiedersi quanti sono effettivamente toccati da quello che accade? A tal proposito torna in mente Primo Levi: «Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no».
La rassegna “Resistenze. L’indifferenza è complice” prende il via sabato 10 febbraio alle 18, con la presentazione del libro “Non ci sono cause perse. Gli avvocati e la strada”. Scritto da Antonio Mumolo, presidente dell’Associazione Avvocati di Strada con Beppe Baldassarro, cronista di Repubblica, sarà un’ occasione per sentire le storie di persone che hanno perso tutto, alcune delle quali incontriamo spesso riparate sotto i portici della nostra città. Silvestro Ramunno, presidente dell’Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna, intreccerà con gli autori un racconto diretto a scoprire quanto è affermato nel loro libro un ritornello sintetizzato in: non ci sono persone che non si possano aiutare, come non ci sono giudizi che non si possano affrontare, una sorta di mantra recitato dai volontari dell’Associazione Avvocato di Strada nella loro attività.

La rassegna continua poi venerdì 22 marzo. A prendere la parola, alle 21, sarà il teologo Vito Mancuso che porta i ragionamenti in ambito filosofico per coniare una teoria della liberazione presentata nella sua ultima pubblicazione “Non ti manchi mai la gioia. Breve itinerario di liberazione”. Un itinerario pensato per smascherare le trappole che attanagliano la nostra vita.
Il ciclo si termina con un concerto/reading tenuto da Max Collini e Jukka Reverberi, titolato “Storie di antifascismo senza retorica”, il 13 aprile alle 18. Una carrellata di racconti, episodi e eventi del passato e della contemporaneità che si mostra senza eroi e senza retorica.
Tutti gli appuntamenti andranno in scena all’Auditorium della Casa della Cultura Italo Calvino di Calderara di Reno.
