Oggi è possibile utilizzare una navigazione intraoperatoria grazie alla quale le mani del chirurgo vengono “guidate” sia nella asportazione del tumore che nella ricostruzione del difetto anatomico. Nel monitor l’anatomia del paziente è mostrata in maniera assolutamente personalizzata
di Cristian Tracà, docente
I sarcomi ossei sono neoplasie dello scheletro che colpiscono usualmente bambini, adolescenti e giovani adulti. In Italia l’incidenza è di circa 500 casi all’anno e l’Istituto Ortopedico Rizzoli rappresenta uno dei centri di riferimento per la cura di questi rari tumori ossei. Grazie ai miglioramenti nelle cure mediche la sopravvivenza dei pazienti affetti da sarcomi ossei è migliorata nel tempo ma è in questi ultimi anni che grazie all’innovazione tecnologica il trattamento chirurgico di queste neoplasie sta cambiando in maniera radicale.
Ho chiesto al Dottor Costantino Errani, ortopedico oncologo che si occupa della cura dei sarcomi ossei presso la III Clinica dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna diretta dal Prof. Davide Donati, di approfondire alcuni aspetti, perché ritengo il tema di grande interesse generale ma anche un motivo di orgoglio per la città.
Tutto nasce con la possibilità di dotarsi, grazie all’Istituto Ortopedico Rizzoli e alla Fondazione Rizzoli, di un Laboratorio con stampanti 3D e una Tac intraoperatoria per la navigazione chirurgica. Questi strumenti permettono ai pazienti affetti da sarcomi ossei di essere sottoposti a un intervento chirurgico personalizzato. La stampa 3D in chirurgia oncologica consente infatti di sviluppare nuove tecniche e strumenti chirurgici, allo scopo di migliorare la precisione del chirurgo in sala operatoria, riducendo al minimo possibili imperfezioni che, in ambito oncologico, possono avere gravi conseguenze per i pazienti.
Al Rizzoli, infatti, oggi è possibile asportare i sarcomi ossei utilizzando guide di taglio stampate 3D, basandosi sugli esami radiologici dei pazienti, e ricostruire i difetti scheletrici creati con l’asportazione del tumore. La pratica operatoria è il trapianto osseo, sempre preparato con guide di taglio stampate 3D oppure protesi su misura, stampate sempre in 3D.
C’è di più: la ricerca ha permesso di trovare una soluzione anche per le sedi anatomiche particolarmente complesse, come per esempio il bacino: oggi nel polo felsineo di eccellenza per l’ortopedia è possibile utilizzare una navigazione intraoperatoria grazie alla quale le mani del chirurgo vengono “guidate” sia nella asportazione del tumore che nella ricostruzione del difetto anatomico. Lo specialista che opera muove le sue mani guardando non più il paziente ma un monitor dove con assoluta precisione i passaggi fondamentali della chirurgia sono mostrati insieme all’anatomia del paziente in maniera assolutamente personalizzata.
Recentemente il dottor Costantino Errani ha operato con queste tecniche due piccoli bambini affetti da sarcoma di Ewing, utilizzando guide di taglio stampate 3D e la navigazione chirurgica, potendo così intervenire in assoluta sicurezza, riuscendo a essere preciso sia dal punto di vista oncologico nella asportazione del tumore sia nella ricostruzione, in modo da consentire ai piccoli pazienti non solo una sicurezza nella cura della malattia, ma anche un futuro con una qualità della vita migliore.
Il piano della soddisfazione e della gratificazione è doppio: al Rizzoli c’è innanzitutto la gioia umana nel poter migliorare la vita dei pazienti. Possiamo immaginare quanto questa sensazione diventi più forte quando si può regalare una vita migliore a dei bambini. Ma c’è anche la riflessione professionale e scientifica, la consapevolezza di aver spinto la medicina e la cura ad uno step successivo, di aver regalato alla società sicuramente più possibilità di salute e di speranza.
Vista la fase delicata dei sistemi di governance della salute pubblica, la riflessione va estesa all’importanza di un investimento da parte del Servizio Sanitario Nazionale nelle nuove tecnologie: la progettazione a lungo raggio delle politiche sanitarie, oltre a permettere ai cittadini e alle cittadine di vivere più serenamente la loro esistenza (fattore già impagabile), consente alle Aziende Sanitarie di migliorare la cura dei pazienti, evitando possibili complicazioni o limitazioni nella qualità della vita dei pazienti che possono comportare costi sanitari e sociali nel lungo periodo.
