La kermesse bolognese per cinefili, ormai da anni fenomeno mondiale, risveglia qualcosa dentro le nostre anime che è unico a tal punto che neanche il clima natalizio, molto probabilmente, riuscirebbe a competere
di Sara Papini, operatrice della comunicazione
Eccomi qui, come ogni anno a parlarvi della manifestazione più incredibile e avvolgente di sempre a Bologna. Il Cinema Ritrovato, è anche inutile sottolinearlo, non ha rivali!
La XXXVIII edizione ha potuto contare su moltissime novità. Prima tra tutte ovviamente l’introduzione e l’apertura del Cinema Modernissimo, capolavoro del restauro e dell’arte liberty che ha fatto innamorare tuttx lx cinefilx arrivatx da Oltreoceano; secondo e non scontato, i “ritrovati” erestaurati di quest’anno si sono notevolmente superati rispetto all’anno precedente (sì, lo so, lo dico ogni anno, ma lasciatemelo dire). Una sezione interamente dedicata a Litvak, un’altra all’unica e sola Marlene Dietrich, una al cinema “Libero” che ha regalato vere e proprie perle, dai documentari femministi degli anni ’60 alle pellicole provenienti dalla Siria o dall’Iran che ci hanno raccontato attraverso la settima arte la lotta contro i regimi totalitari. Insomma, come non farsi mancare nulla!
Ma facciamo un passo alla volta. Mi sembra doveroso dire – giusto perché dobbiamo tirarcela un po’ – che questa edizione ha superato le 130mila presenze. Ma il grande successo, per quanto mi riguarda, non sta solo nei corpi che hanno attraversato la kermesse, bensì nelle modalità in cui questi hanno interagito tra loro.
Il Ritrovato, infatti, risveglia qualcosa dentro le nostre anime che è unico a tal punto che neanche il Natale, molto probabilmente, riuscirebbe a competere. Giusto per capirci, cito uno dei post sul festival che una mia cara amica, nei giorni scorsi, ha affidato a Instagram: «Il tempo del Cinema Ritrovato, come ha detto Marian Lewinsky, è un tempo al di fuori della vita quotidiana, un tempo al di fuori di noi stessi, un momento di illuminazione e godimento». E in questo godimento collettivo, aggiungo io, ecco che le stesse persone che durante l’anno non vedi mai, quando le incroci in coda a una delle proiezioni, non aspettano altro che sapere come stai e riempirti d’affetto. Per non parlare delle birre condivise in piazza Pasolini dopo gli spettacoli delle 18 al Lumière, che portano serenità e relax con persone mai viste prima ma che in pochi minuti senti già parte di te. O ancora le “concessioni” di sedie in piazza Maggiore a conoscenti che, arrivati alla sesta proiezione giornaliera, forse la meritano più di te, o compagnx che ti svegliano durante la dormita pomeridiana al Jolly perché stai russando troppo.
In questa settimana, la mia vita e quella di moltx altrx si è momentaneamente allontanata dal logorio della nostra quotidianità, dai malumori e dalle tensioni. Il Cinema Ritrovato è in grado di fare questo e molto altro. Non a caso non sono l’unica che si è ritagliata un momento di ferie solo per potersi godere a 360 gradi tutte le proiezioni che un festival del genere può offrirmi, al punto da svenire durante la proiezione di uno dei titoli più fighi di questa edizione: The devil and miss Jones. Il caldo, si sa, spesso a Bologna è un duro avversario per i cinefili e io non sono stata chiaramente risparmiata (maledetta pressione bassa).
Sono passate solo poche ore dalla fine di questa magia ma mi sento già estremamente vuota, come se vivessi la fine di un fidanzamento adolescenziale. Devo solo riabituarmi a tornare alla vita di prima e attendere con estrema calma l’arrivo della prossima edizione. Intanto, facciamoci cullare dal Cinema sotto le Stelle.
Photo credits: Margherita Caprilli, Lorenzo Burlando

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