Dal 14 aprile al 28 luglio 2024, la Pinacoteca Civica “Graziano Campanini” di via Rizzoli 2 presenta al pubblico la mostra collettiva a cura di Guido Molinari, critico d’arte, curatore e professore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna
di Sara Cosimini, storica dell’Arte
L’esposizione va a riconfermare la già felice collaborazione tra l’Accademia e la Pinacoteca, inserita all’interno di “Le scuole” di Pieve di Cento, il polo culturale della città che comprende, oltre alla Pinacoteca, la Biblioteca. Sono ormai tre anni che vengono organizzati cicli di incontri, laboratori e mostre grazie alla convenzione stipulata dalle due istituzioni, che prevede una proficua condivisione di progetti e attività. La rassegna espositiva è organizzata e promossa dal Comune di Pieve di Cento e dall’Unione Reno Galliera (l’insieme di comuni facenti parte della Città Metropolitana di Bologna) e comprende opere realizzate da giovani studenti e studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Riflettendo sul titolo della mostra, i giovani artisti, provenienti principalmente dal Biennio e dal Triennio di Scultura e dal Biennio e dal Triennio di Fumetto, hanno partecipato con proposte variegate e differenziate, utilizzando vari linguaggi artistici che comprendono, tra gli altri, la scultura polimaterica e policromatica e la grafica attinente all’ambito del fumetto. Insurrezioni dello sguardo focalizza l’attenzione su un tema da sempre molto caro alla storia dell’arte, specialmente quando si tratta di quella contemporanea: il dialogo tra l’artista e l’osservatore. Lo sguardo dell’artista cerca un confronto libero con l’osservatore, che si mostra disponibile a un giudizio senza preconcetti e pregiudizi su ciò che vede, sempre per quanto sia possibile. È solo attraverso questo sguardo sincero e privo di sovrastrutture concettuali che l’arte si può evolvere e trasformare, permettendo di superare i confini classificati come convenzionali e recepire e accettare la diversità e l’innovazione.

È indubbio che accettare una novità, in qualsiasi ambito, il più delle volte sia fortemente destabilizzante, poiché costringe a mettere in discussione le certezze e accettare qualcosa il più delle volte sconosciuto. Tuttavia, è proprio grazie al superamento dei confini che si va a instaurare un dialogo dinamico che a sua volta porta a scoprire inedite prospettive sul mondo. Ed è proprio in questa direzione che si sviluppa la mostra, manifestando l’intenzione di mettere in relazione queste opere contemporanee con le altre ampiamente storicizzate già custodite nelle sale della Pinacoteca. In questo modo, si creeranno dei cortocircuiti di senso, alla ricerca di legami intrinseci tra i diversi periodi storici.

L’intento dell’esposizione è anche quello di mostrare come le opere e le declinazioni artistiche siano lo specchio del periodo in cui nascono e prendono forma, riflettendo le aspirazioni e le inclinazioni della società. In questo caso, la Pinacoteca diventa il luogo perfetto per questo dialogo armonioso tra passato e presente e il confronto tra le due epoche arricchisce la comprensione dell’arte nella sua totalità, fornendo due punti di vista diversi, ma non contrastanti. Le opere dei giovani talenti dell’Accademia diventano così il ponte tra i diversi periodi e le diverse culture, rivelando come l’arte sia stata e sia tutt’ora, veicolo di messaggi importanti e di unità.

Gli artisti che presentano le loro opere non hanno nemmeno 30 anni e sono già più o meno affermati e conosciuti nell’ambiente: Lorena Bucor e Sara Cortesi frequentano il Biennio di Scultura, Matteo Beneduce, Agnese Caleffi, Cosimo Chirico, Elysee Farazmand e Tunancagan Havrandere provengono invece dal Triennio di Scultura; frequentano il Biennio di Linguaggi del Fumetto Diandra Cannata, Icaro, Alice Marchi, Susanna Quartesan, Vittorio Renzi, Francesca Sfondrini, mentre Grazia Bacchetti, Francesca Benzi, Bennu Cordone, Dayla Ottani, Julius Albert Reboldi, Miriam Tomis provengono dal Triennio di Fumetto e Illustrazione.
L’articolo è stato realizzato per Cubo-Rivista del Circolo Università di Bologna diretta da Massimiliano Cordeddu. In copertina: Tunancagan Havrandere, “Genere”, 2024, (Credits: Polo Culturale Le Scuole di Pieve di Cento).
