L’Arte, declinata nelle sue molteplici forme è ancora – e per fortuna – un viatico per distogliere dalla tanta “bruttezza” che ci circonda, per riconciliarci con noi stessi e con gli altri, almeno per una sera, con la speranza che la magia possa sempre rinnovarsi
di Antonella Magnoni, pensionata
Sabato sera, in piazza Maggiore, la magia del cinema e della musica hanno preso forma per un pubblico, numerosissimo, che ha occupato tutti i posti disponibili sulla piazza e poi, via via, sul crescentone e sui gradini di San Petronio, sagrato compreso.
Signori e signore, silenzio, si proietta “Amarcord” di Federico Fellini. Un film leggendario ed epocale, con la colonna sonora di Nino Rota – ben presente nei ricordi di tutti noi – che, per l’occasione, è stata eseguita dal vivo dall’orchestra del Teatro Comunale diretta, mirabilmente, dal maestro Timothy Brock.
Gli ingredienti per rendere la serata magica e indimenticabile c’erano tutti. Come ha osservato il regista americano Damien Chazelle – presente in piazza Maggiore alcuni giorni fa al Festival del Cinema Ritrovato – «avevo visto solo le foto, ma essere qui, di persona, in questa piazza, è un’emozione completamente diversa». Credo che in queste sue poche parole sia racchiuso il senso anche dell’altra ormai tradizionale kermesse bolognese di “Sotto le Stelle del Cinema” e di una serata speciale come quella di sabato 6 luglio, perchè le emozioni e l’energia che vibravano nella piazza non potranno mai essere rese da un racconto, bisognava esserci.
È vero che tanto si è già detto e scritto, anche su queste pagine (qui), a proposito del «cinema più bello del mondo», come lo definisce Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna e ideatore del cinema in piazza. Pur tuttavia per me i commenti non bastano mai, perché ogni serata ha una sua propria specialità che va ricordata e valorizzata.
Sabato sera il mix del film e della musica dal vivo hanno letteralmente stregato il pubblico ben consapevole, penso, del lavoro di preparazione che ha preceduto l’evento. La ricostruzione della colonna sonora del film, svolta dal maestro Brock, è stato «un compito a metà strada tra il restauro e una vera e propria ricostruzione della partitura» che lo ha impegnato per ben sei mesi, come ha dichiarato lui stesso in un’intervista. Il risultato è stato sorprendente anche perché, da profana, penso che un conto sia accompagnare dal vivo un film muto, altra cosa sia riprodurre la colonna sonora di un film parlato dovendosi ricercare la perfetta sincronizzazione della musica con le scene e i dialoghi; immagino che “l’attacco” al momento giusto comporti un livello di tecnica e di precisione inimmaginabile.
Il pubblico ha saputo rendere onore all’impegno del maestro e dei suoi orchestrali e, fin dalle prime note della colonna sonora, mentre ancora scorrevano i titoli di testa, si è lasciato avvolgere dalla potente carica di bellezza che si è sprigionata nella piazza. Le scene del film, la piazza Maggiore come sempre formidabile quinta, l’orchestra e la musica, che da sola è storia, hanno generato momenti di struggente emozione, al limite della commozione.
Ogni volta che partecipo a una proiezione in piazza sono anche stupita – e vorrei sottolinearlo – dallo spettacolo, nello spettacolo, del pubblico, composto da migliaia di attente e silenziose persone, con tantissimi giovani (che meraviglia!), che condividono lo stesso attimo di poesia, magari commentandolo con lo sconosciuto seduto accanto, tutti consapevoli che si sta vivendo la stessa esperienza e che dunque si parla sicuramente lo stesso linguaggio, quello che viene dal cuore e dalla sensibilità.
Il cinema in piazza è un bel momento di coralità, di condivisione e di inclusione, che fa bene! E l’Arte, perché sabato sera di questo si trattava, declinata nelle sue molteplici forme è ancora – e per fortuna – un viatico per distogliere dalla tanta “bruttezza” che ci circonda, per riconciliarci con noi stessi e con gli altri, almeno per una sera, con la speranza che la magia possa sempre rinnovarsi.

Grazie Antonella per il tuo bell’articolo. Per 38 anni il fascino del cinema sotto le stelle non ha fatto che aumentare.