Il candidato presidente del Pd Michele de Pascale ha dichiarato che l’inquinamento dell’aria è all’origine di malattie degenerative in costante aumento in Emilia-Romagna. Siamo d’accordo con lui, e aggiungiamo che la cosiddetta “cura del ferro” è la medicina per curare l’aria e quindi la nostra salute
di Paolo Galletti, coportavoce Verdi-Europa Verde Emilia-Romagna, e Silvia Zamboni, capogruppo Europa Verde e vice presidente Assemblea legislativa Emilia-Romagna
In piena emergenza climatica, una regione tra le più ricche d’Europa quale è l’Emilia-Romagna non può non disporre di un sistema di mobilità ferroviaria di livello europeo.
Così non è: ci sono progetti incompiuti da anni, come il Servizio Ferroviario Metropolitano nel bacino bolognese, mentre si vuole resuscitare la Tibre, il collegamento di 90 chilometri (dei quali appena dieci realizzati) tra i porti dell’alto Tirreno e l’autostrada del Brennero, quando si sa che l’Austria intende impedire l’attraversamento del suo territorio da parte dei Tir in arrivo dall’Italia.
La non più rinviabile svolta verde passa anche da un servizio ferroviario regionale affidabile, comodo, capillare. Il modello da copiare è quello della Svizzera. Mentre l’odierna mancanza di collegamenti, soprattutto di sera e notte, e i frequenti disservizi impediscono che il treno diventi la prima opzione al posto dell’auto.
Il candidato presidente del Pd Michele de Pascale ha dichiarato che l’inquinamento dell’aria è all’origine di malattie degenerative in costante aumento in Emilia-Romagna. Siamo d’accordo con lui, e aggiungiamo che la cosiddetta “cura del ferro” è la medicina per curare l’aria e quindi la nostra salute.
In questi giorni de Pascale è in tour per conoscere i problemi dell’Emilia-Romagna. Gli proponiamo di muoversi in treno: potrà toccare con mano la necessità di avere più treni, di superare disservizi e cancellazioni che lasciano a piedi pendolari e abbonati, che, come ha evidenziato un’interrogazione Europa Verde alla Giunta, non usufruiscono nemmeno più di un mese di abbonamento gratuito quale mini risarcimento per i disservizi subiti.
Per questo viaggio esplorativo De Pascale può cominciare dalla Piacenza-Rimini, fare un salto in Appennino con la Bologna-Porretta e poi rientrare a casa con la Bologna-Ravenna: vedrà che c’è molto da fare per migliorare il servizio ferroviario regionale, miglioramento che come Verdi chiediamo sia una priorità per i prossimi cinque anni di mandato in Regione, ovviamente sollecitando Tper, Rfi e Fs a fare ognuno la propria parte.
Occorre agire: l’inquinamento atmosferico e l’emissione di gas serra hanno la medesima origine. La “cura del ferro” è la medicina che cura entrambi.

Ciao a tutti
Chiedete alla nuova giunta un atto di indirizzo per chiedere l’estensione del modello bolognese di Città 30 a tutti i centri della Regione superiori ai 20.000 abitanti, elemento che stimolerebbe un maggiore uso di bici e piedi innescando il circolo virtuoso che sta avvenendo appunto a Bologna.
Inoltre va messo a capo dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza stradale una persona e un team più motivato, con un budget ben preciso in termini di riduzione di incidenti e morti che quest’anno continuano a fare della nostra Regione una delle meno sicure d’Italia (eccetto guarda caso la CM di Bologna…) e che ad ogni incidente mortale si attacchi come una cozza ai responsabili del Comune coinvolto finchè non si ottengano precisi interventi di prevenzione.
Grazie mille