Ma davvero bocciate un sindaco per i taglieri?

Anni fa sarebbe stato valutato con parametri politici: servizi, qualità della vita, decoro urbano, proposta culturale. Dozza è ricordato non perché nel quadrilatero si mangiasse tortellini in brodo di cappone ma per la spinta che diede alla città. Lepore sia giudicato per ciò che fa per Bologna, non per i quintali di mortadella che i turisti consumano, avendo poi il diritto di mangiare ciò che vogliono. Io aspetto la fine dei cantieri. E sul verde, tema più serio, girano anche storie ingiuste

di Giampiero Moscato, direttore cB


Ma davvero possiamo perder tempo a contestare una Giunta per ciò che mangiano i turisti in città? Li vedo anche io i tavolini tra Orefici e Pescherie Vecchie. Ci sono cose che mi disturbano di più. Noto anche che tutti i ristoranti, compresi quelli accessibili solo a una minoranza di benestanti, sono murati pranzo e cena, lunedì compreso. Altro che Taglieristan. Fighettistan, direi.

Bologna è semplicemente molto più visitata di prima. Non solo dai Goethe (nel “Viaggio in Italia” dimorò in via Murri in quella che fu la Locanda dello Sterlino): c’è una folla più popolare che fatica a pagare pasti raffinati. Forse, tra una capata alle Sette Chiese e un passaggio all’Archeologico, un pezzo di crescente al salame lo avrebbe consumato persino Goethe. Magari guaendo dal gusto. Dopo una visita al Louvre, da giovane squattrinato, non potevo ambire a un foie gras e a uno Chablis da “Epicure”: mi accontentavo di una omelette jambon-fromage al bistrot, immagino suscitando orrore nelle élite.

Ora, Matteo Lepore ha sbagliato il tono nella risposta all’articolo del “Nyt”, firmato dalla bolognese, residente a Hong Kong, Ilaria Maria Sala. La quale, magari approfondendo poco (Bologna non è un inferno di “overtourism” o non lo è più di tutte le città che attraggono) ha in effetti riportato fedelmente il pensiero di tanti bolognesi, infastiditi dal cambiamento repentino della città, come aveva già osservato tutti i media italiani, senza reazioni.

Forse a questi bolognesi (li immagino assorti, al mattino, a sorseggiare un tè “Da Hong Pao” leggendo Marcel Proust, prima di recarsi in cocchio alla mostra sull’Impressionismo e consultare la guida Michelin per il desinare) piacevano le domeniche e gli agosti di desolante silenzio in una piazza piena solo di piccioni. A me facevano tristezza. Amo il centro affollato, finalmente come quelli di Tolosa, Siviglia, Dubrovnik, Porto. Direi che piaccia, la folla, anche a chi, dalla nuova entrata, ha trovato lavoro o aumentato i guadagni. A qualcuno tocca faticare anziché leggere Proust.

Certo, le città perdono l’anima che avevano. Da sempre. A Bologna nel ’77 era difficile incontrare un Carducci con cilindro in testa e papillon. E Hong Kong non è più un arcipelago solcato da giunche dalle vele rosse. Lo spritz pure lì ha surclassato il baijiu. Pare si mangi tanta mortadella. Può essere colpa di John Lì, l’omologo di Lepore? È la globalizzazione, bellezza.

Anche Cantiere (qui) ha pubblicato un secco giudizio sulla risposta del sindaco. Si sarebbe potuto limitare a replicare, con calma, che la giornalista – sottovalutando le qualità economico-culturali di Bologna – aveva indugiato su un luogo comune diffuso in città: «Taglieristan? Che orrore». Tolosa ha il centro in Place du Capitole, simile a Piazza Maggiore. Vi soggiornai nel ‘98 e restai ammirato dal fatto che l’intero Crescentone fosse occupato dai tavolini dei locali vicini al Municipio. A Bologna la sera c’erano solo capannelli vocianti. Al buio i piccioni rincasano.

Ora Piazza Maggiore viene animata da spettacoli di varia intensità, in cui spicca la rassegna di fama mondiale “Sotto le stelle del cinema”. E c’è chi storce il naso pure per quello: «Il maxischermo deturpa l’architettura». Che palle. Bologna sta vivendo un momento intenso. Ha una serie di cantieri (tra cui il Tecnopolo), pure quelli contestatissimi, che a fine lavori permetteranno a noi cittadini di dire se Lepore l’avrà migliorata, questa città, oppure no. Io aspetto. Certo i cantieri creano problemi e il dibattito sulla tutela del verde, culminato nella protesta vincente del Parco Don Bosco, è almeno molto più serio che questa polemica da fighetti su affettati e Pignoletto.

Qualcuno ci ha invitato a fare un giro per vedere che sono stati piantati solo pochi alberelli, molti «morti in culla», per giustificare l’abbattimento di piante d’alto fusto, come sta succedendo per la tramvia. Ultimo blitz la notte del 13 agosto in viale Moro. È terribile veder cadere i grandi alberi. Il danno è serio. Ma il tram non porterà anche benessere all’ambiente e al traffico? Nel filmato, limitato a un percorso tra San Ruffillo e via Larga, si può vedere quanti alberi, affatto piccoli, siano stati piantati in questi anni in periferie un tempo assolate. Sul verde girano anche storie ingiuste. Lepore e la Regione abbattono ma stanno pure rimboschendo (qui). Certo, si può e si deve fare di più e meglio. Ma quando si contesta non si possono omettere o falsificare i dati che ci contraddicono. Abbiamo il dovere di giudicare Lepore sulla base di dati obiettivi.

Io non l’ho ancora promosso, spesso lo contesto. Aspetto la fine di questa fase epocale della storia di Bologna per dirmi e dire se sia stato un buon sindaco. Lo giudicherò sulla Politica, non sul Menù.


24 pensieri riguardo “Ma davvero bocciate un sindaco per i taglieri?

  1. Vieni a vedere il centro Gallia, poteva rifare altre scuole messe peggio e non rovinare una siedlung progettata da Zacchiroli e visitata spesso anche da Campos Venuti con gli studenti di architettura per mostrare un progetto unico a Bologna

    1. Vorrei precisare che via larga fossolo non era assolata ma assai verde. Adesso tolti secolari e piantati alberi piccoli sicuramente a migliaia ma perché non vengo curati e si seccano. Se questo si chiama cura del verde….

    2. Come tante giunte di sx ,Lepore e l’ennesimo sindaco che non mantiene le promesse! Una città sporca ,piena di barboni e tossici ,che dormono sotto i portici , perciò se per lei Bologna si è adeguata alle grandi città da lei citate e visitate, la ringrazio ma a ME COME A TENTI ALTRI ,PREFERISCO TORNARE INDIETRO

  2. Concordo ovviamenre che i giudizi andrebbero dati sugli effetti ‘finali’ degli interventi urbanistici e non, i cantieri sono fastidiosi per tutti, ma credo che il problema sia piu’ sottile, e consista in una sensazione di ‘non governo’ degli eventi. Gusto incentivare il turismo, poi pero’ busognerebbe incaricare figure competenti di gestirlo con un po’ di lungimiranzac nei suoi diversi aspetti e possibili sviluppi. Stessa cosa per la questione scuole Besta: si inizia un percorso, si registrano le reazioni iniziali, sarebbe opportuno prevedere quali saranno gli scenari possibili e scegliere un pochino prima come muoversi, e’ anche questa la fatica chiesta a chi amministra. L’impressione diffusa e’ un frequente rincorrere conseguenze non considerate con la dovuta lungimiranza, ed un correre tardivo ai ripari, con effetti che lasciano perplessi…

  3. Gentile Direttore,
    trovo il suo articolo pienamente sottoscrivibile tranne nell’immaginazione di “quella fetta di bolognesi”: non so perché ma io li immagino invece indaffarati a lavorare molte ore al giorno – probabilmente di un lavoro legato al cibo o al turismo- e che, pur guadagnando stipendi decenti non riescono a prendere in affitto un appartamento o un monolocale. Alcuni di questi li immagino, casi estremi, costretti ad abbandonare la propria città e li immagino lontani e assorti, al mattino, pieni di nostalgia (addirittura soffrendo, come d’amore), sentendosi espulsi da un sogno che difficilmente torneranno a permettersi.

    Di questo non potranno certamente incolpare il sindaco ma, poiché seguono ancora imperterriti il dibattito cittadino, immagino potrebbero essere risentiti da alcuni toni che ha preso la discussione partita dall’articolo del NYT.

    Probabilmente, negli anni, invece di faticare tanto avrebbero fatto meglio a dedicarsi alla lettura di Proust.

    1. Caro direttore, Il suo intervento “dotto” è interessante e fa riflettere. Ma devo dissentire nella parte, citata alla fine ma che serpeggia per tutto il pezzo, che dice che dovremmo misurare il sindaco sulla base di ben altro che sulla mortadella e il pignoletto…
      La mortadella IGP (non a caso detta Bologna) e il pignoletto DOCG (maggiore riconoscimento ottenuto dai vignaioli dei colli bolognesi), identificano un territorio riconoscendone l’eccellenza! L’errore consiste proprio nel non investire sulla valorizzazione di Bologna città del cibo, per meglio dire citta’ del gusto! Di fronte all’assalto del turismo di massa, l’omologazione del food è inevitabile, se non si costruiscono progetti e campagne che esaltano le tipicità di Bologna.
      Quando nacque FICO, l’ambizione dichiarata era quella di competere con Parma, addirittura con il “Cibus”, peccato che la “Fabbrica Italiana contadina” fosse un progetto industriale (peraltro carente sul piano logistico) a cui i contadini e le tipicità del territorio non hanno potuto accedere per gli ovvi costi di partecipazione.
      Quando nel 2011 il sindaco Lepore si insedio’ come assessore della giunta Merola, andai a trovarlo nella veste di assessora all’agricoltura della Provincia, con l’obiettivo di condividere un programma sulla valorizzazione di Bologna, citta’ del gusto, già allora pregna di consumo dei taglieri. Con la Fondazione Carisbo avevamo realizzato un bel progetto che portò alla nascita di un brand denominato “DegustiBO” e alla creazione del Mercato della Terra al Lumiere, in Azzo Gardino, d’intesa con la Cineteca, che aveva molto apprezzato la suggestione che avevamo lanciato della città dell'”agricultura”. Avevamo fatto una bella pubblicazione sulle bellellezze della città in senso ampio: paesaggio, ambiente, architettura, monumenti … Consegnai a Lepore tutto il lavoro fatto mettendolo completamente a disposizione della città e del suo lavoro di assessore. E ci tenni a precisare che non gli proponevo “scampoli” di progetto, ma, con tutta la calma necessaria, una partnership per evitare la “banalizzazione” del gusto in una città che secondo me era in ritardo sulla esaltazione di tutte le proprie tipicità. Naturalmente segui’ il silenzio, come capita spesso nella politica contemporanea. Non si dice sì, non si dice no, semplicemente si lascia cadere … Io ho raccontato quello che conosco meglio, ma penso che si possano fare azioni positive per guidare per quanto possibile i processi dell’overturism. Per quanto riguarda l’agroalimentare a Bologna c’è anche un assessore delegato, fatto originale in una citta’ che, sebbene metropolitana, fa fatica a uscire dalla dimensione “bolognacentrica”, sottovalutando che “l’urbe è il contado” devono sempre più integrarsi …
      Sperando abbia la pazienza di leggermi, la saluto cordialmente

      Gabriella Montera

  4. Condivido pienamente l’articolo di Moscato. Inoltre tiporto una mia lettura della vicenda messa in moto dall’ articolo della giornalista Ilaria Maria Sala, pubblicato dal NYT: “L’articolo della giornalista è la risposta mediatica all’ultima commemorazione, particolarmente significativa, dopo gli ultimi processi, della strage di Bologna, come l’aggressione mediatica che subì il bolognese Romano Prodi quando con il suo Ulivo governava l’Italia!”

  5. Mi limito solo al fatto che sono contento che Bologna sia diventata un meta turistica. Una città viva. Visto che l’argomento è questo, non inizierei la solita discussione dell’operato della giunta su altri temi altrimenti non si finirebbe più e inizierebbe il solito palleggio di accuse e responsabilità tra destra e sinistra, grande limite del popolo italiano.

  6. Direttore leggendo il suo articolo mi è sembrato che lei si sia fermato a guardare il dito e non l’oggetto indicato. Lei , a differenza di me , scrive molto bene e il suo articolo in effetti strappa qualche sorriso , ma si legge tra le righe una sorta di snobbismo verso presunti snob della Bologna che non c’è più. Ma ritorno al “dito”, il successo turistico di Bologna è il risultato della pianificazione della nuova città voluta dalle amministrazioni comunali Merola e Lepore: sviluppo enorme dell’aeroporto, il centro città riservato al turismo e ai taglieri, sviluppo abnorme degli affitti brevi e creazione di un nuovo quartiere per i bolognesi(nuovi e vecchi) nella zona San Donato/Fico. Lepore si ritrova a gestire le critiche del lavoro fatto da lui (è stato anche assessore all’immaginazione) e progettato da lui sia come assessore che come sindaco. Quali risultati a breve termine ha dato questo importante sviluppo turistico: 1)il centro è di chi se lo può permettere, sarà sempre pieno di gente ,ma non c’è spazio per i cappanelli a lei cari continuamente osteggiati da campagne a favore del decoro; forse lei se lo può permettere ma si sarà accorto che bere qualcosa in centro , anche in piedi, è molto oneroso 2) lo sviluppo abnorme dell’aeroporto ( che porta ad atterrare un aereo ogni 4 minuti anche di sera e di notte)provoca grandi disagi ai cittadini (che staranno bevendo il tè con i biscotti biologici)sia in termini di gas scaricati a pioggia sulla Città sia un inquinamento acustico senza precedenti. (Immagino lei non abiti vicino all’ areoporto) 3) ai turisti o agli abitanti della città per brevi periodi ,non è richiesto di preoccuparsi di smaltimento dei rifiuti, di preoccuparsi del verde e della qualità dell’aria di Bologna, di preoccuparsi di scuole e asili. Chi passa veloce per la città , ovviamente, si preoccupa che quei giorni siano intensi e piacevoli. Il modello che sta sotto all’ etica dei taglieri ,arricchisce una parte di città ma impoverisce la costruzione della comunità che si preoccupa di immaginare e pianificare la città al meglio possibile . Il Mondo ha bisogno di verde , la nostra città ancora di più perché viviamo in una zona sfortunata dal punto di vista climatico( non è obbligatorio peggiorarla)per compensare l’impatto che hanno certe opere e tutti i cantieri attivi serviranno decenni. Ma forse al quel tempo ,quando io e lei non ci saremo più, i nostri figli e nostri nipoti mangeranno la mortadella sintetica progettata al tecnopolo e inviata on line.

  7. Penso che a tutto ci sia un limite Invalicabile; mettere dei tavoli da Mangiare di fianco a Bidoni dell ‘ immondizia come succede il sabato e domenica in via orefici
    sia abominevole , e soprattutto spacciare come Ricetta Bolognese : Tigelle Modenesi e Tortellini Fritti come succede in centro per il dio denaro : li’ il Sindaco Matteo Lepore dovrebbe indignarsi , invece replica al bellissimo articolo del N Y T dicendo che la giornalista risiede non a Bologna, allora io sono di Bologna e rivendico il suddetto articolo , faccio una scommessa pubblica vi e ‘ un ristorante a Bologna Centro che ha fatto una cosa indicibile in un palazzo del 1200 , aprire gli occhi se non sono coperti da fette di prosciutto anzi scusate Tigelle Bolognesi !!!!!!!

  8. L’articolo si potrebbe intitolare :”difendere l’indifendibile”. Aereoporto: caos. Montagnola: degrado. Centro storico: sporco. Troppi ristoranti, non si riesce a camminare. Gentrificazione del centro, tessuto urbano morto. Zona universitaria : movida continua a scapito dei residenti. Troppi studenti affitti in rialzo. Gassante di mezzo invece del logico passante nord grazie alla lobby PD di calderara. Una vergogna. Fuscelli piantati al posto di alberi centenari abbattuti a centinaia.

  9. Ma i cittadini che si spostano in centro con i bus, il disagio che per effetto dei lavori e degli interventi provoca variazioni di percorsi continue alle quali tper non riesce a dare risposte efficaci; e smettiamola con il cambio conducente in via lame

  10. A parte alcune giuste considerazioni sull’attuale eccesso di suscettibilità verso qualsiasi cambiamento, l’autore di questo articolo ci ha dottamente spiegato che siccome le città del mondo sono omologate dal turismo low cost, è giusto che diventi così anche Bologna. Chi si lamenta dello sporco, del casino e della bruttezza del turismo made in drangheta e dei troppi dehors o è un radical chic o un povero di spirito con la testa girata all’indietro.

  11. A dire la verità, il problema dei taglieri è solo la punta dell’iceberg. Direi che, pari all’ex presidente regionale, abbonda di super ego, arroganza, scarso senso di responsabilità. Ci sono troppi ristoranti? Probabilmente ce n’erano troppi anche prima di lui.

  12. Articolo scritto sicuramente da un comunista,visto che trova il coraggio di difendere il sindaco…

  13. Salve Gianpiero,
    condivido la tua visione più ampia della sfida del over-tourism, della gestione del verde e di dare il proprio giudizio sull’operato di Sindaco e Giunta quanto i molti cantieri attualmente aperti saranno completati e tram, ecc. a regime.
    Aggiungo alcune considerazioni:
    – la condivisione degli spazi tra residenti e turisti che voglio spostarsi nel centro e chi ha piacere a sostare per calice, tagliere o altro pasto; in molti strade del centro non si riesce più a passare perché i tavolini sono molto/ troppo invadenti
    – talvolta mi domando quanto i bolognesi amano i loro portici (patrimonio UNESCO) e vicoli (aggiungo per me studenti e studentesse per esempio sono bolognesi); portici e strade troppo spesso poco curati, spesso inutilmente sporchi e talvolta tristemente usati come “vespasiani a cielo aperto”; penso che anche ci vende litri e litri di bevande sia almeno anche co-responsabile a mettere a disposizione un adeguato numero di bagni e anche di incoraggiarne l’uso. Penso anche se qualcuno consuma bevande nelle strade pubbliche ( per fare un esempio plastico come avviene in Via Petroni) rimane un cliente dell’esercente che ha incassato dalla vendita di cibo o bevande e qui di co-respinsabile di cosa succede dopo la vendita;

    Vorrei suggerire a tutti Bolognes* (sempre in senso ampio): amate di più questa molto bella e vivibilissima città in tutti i quartieri
    ed anche nei territori circostanti.

  14. Scusi ma cosa vuole che facciamo? A Bologna contano solo le aziende e i bottegai, i cittadini semplici cosa vuole mai che possano fare pur amando la città? Possiamo solo guardare quello che ne fanno i suoi padroni. Noi non contiamo niente. Tutto qui.

  15. Articolo imbarazzante e superficiale dove lei prende in giro chi si impegna per l’ ambiente e contesta le politiche false green di questa giunta. Per esempio il tram sicuramente è un mezzo ecologico ma era necessario devastare il verde di tante zone della città?? Ma si sa i progettisti, esterni al comune, tirano delle righe sui fogli fregandosene di quello che c’è attorno e se ci può essere un’ alternativa meno impattante. I falsi green parlano di condivisione con i cittadini ma poi alle assemblee presentano progetti già decisi in cui non si può cambiare nulla e questa è una bella presa in giro. La Bologna dei taglieri è iniziata con Lepore assessore alle attività produttive bello si il centro con tanti turisti ma ormai ci sono solo loro spariscono le botteghe storiche e fioriscono come funghi le attività di ristorazione e la maggior parte di queste propongono prodotti di bassa qualità e nemmeno nostrani. D’ altronde se addirittura in comune dopo avere celebrato un matrimonio si brinda a Prosecco invece che col Pignoletto unico vino DOCG dei nostri colli vuol dire che questi parlano di niente e non conoscono nemmeno i prodotti del territorio esclusa la mortadella su cui lei ha scritto il suo spiritoso articolo. Inoltre delle indagini sul riciclaggio di denaro sporco investito in questa miriade di locali interessa qualcosa a questa giunta? L’ impossibilità di trovare alloggi in affitto ed a prezzi calmierati interessa qualcosa?? Persino la questura si è lamentata visto che i poliziotti non vogliono più venire a Bologna a fare servizio per via di questo grosso problema. Al tecnopolo verranno fatte circa 2000 persone ma poi dove li metteremo a dormire?? Centinaia di alloggi Acer ancora da ristrutturare ma si vogliono spendere 1,5 milioni di euro per fare il museo delle case popolari alla Bolognina!! Da una giunta che si proclama di sinistra mi aspetterei ben altre idee. Avrei ancora un sacco di cose da dire ma la chiudo qua. Distinti saluti

  16. Chissà se il Sindaco leggerà tutti i numerosi commenti all’articolo di Giampiero Moscato e si soffermera’ a riflettere su come l’attuale gestione della “res pubblica” sta colpendo i cittadini, soprattutto residenti. Il rischio è che, amministrando “la città dei taglieri e dei turisti” diventi “il sindaco dei taglieri e dei turisti” e, di conseguenza, “dei commercianti” piuttosto che “di tutti i cittadini”. In una città il cui centro, come accaduto a Venezia e altre, tenderà a svuotarsi per la difficoltà di convivere con movida e turisti.

  17. Casa Artusi – Forlimpopoli
    Filippo Pananti – frustata
    il mondo ipocrita non vuole dare importanza al mangiare; ma poi si fa festa, civile o religiosa che non si distenda la tovaglia e non si cerchi di pappare del meglio.
    ….
    Tutte le società, tutte le feste
    cominciano e finiscono in pappate,
    e prima che s’accomodin le teste
    vogliono essere le pance accomodate

  18. Da turista mordi e fuggi,forse è dico forse potrei apprezzare Bologna per i suoi monumenti e per le attrazioni culinarie che ahimè sono sempre più omologate e simili in tutte le citta.
    Da cittadina Bolognese da qualche decennio vedo un degrado che sempre più mi allontana; sparti i negozi storici delle vie principali,gli artigiani che col loro mestiere creavano coreografiche uniche che ti incollavano alle vetrine. Da un punto di vista gastronomico poi un abbassamento della qualità con un forte aumento dei prezzi a prescindere.
    Ora si percorrono le via senza nemmeno guardarli i negozi tanto sono poco attraenti e commerciali.
    Da un punto di vista della vivibilità, ultimo ma primo in termini di importanza l’assalto al verde pubblico,la cementificazione ossessiva,la qualità dell’aria,delle acque,dei cibi coltivati sono fortemente condizionati da conflitti di interesse dove quello privato ha sempre la meglio su quello pubblico.
    Aspettando la fine dei vari mandati ci saremo giocati migliaia di ettari di buon suolo in cambio di strade,hub,centri commerciali,distributori di benzina,stadi ,,rilancio di Fico…..

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