Una città umiliata da lobby commerciali insaziabili

Dopo le polemiche tra Sindaco e New York Times, i problemi restano tutti sul tavolo. Serve un confronto veramente trasparente e collettivo tra cittadini e amministrazione per tentare di fermare la degenerazione in atto da molti anni

di Giuseppina Camellini, Comitato Moline (r)esiste


Ci dispiace per il nostro Sindaco ma non siamo altrettanto indignati per l’articolo di Ilaria M. Sala che ha descritto sul Nyt lo sconsolante stato di tante antiche strade della nostra città e lo sconforto di chi le abita.

Le siamo anzi grati per aver suscitato un’attenzione inaspettata su quella piaga che, con minor fortuna, noi residenti andiamo da diversi anni denunciando, senza trovare grande ascolto.

Benvenga dunque finalmente una discussione collettiva sulla degenerazione commerciale in atto, su certe potenti catene imprenditoriali, su guadagni spropositati e personale sfruttato e mal retribuito, sulla scadente qualità del cibo che svilisce la nostra tradizione gastronomica, sull’espulsione di ogni altro tipo di attività commerciale di vicinato, sull’uso dello spazio pubblico barattato con la vivibilità dei residenti a vantaggio di pochi, sul degrado e la perdita di identità dei luoghi.

Stiamo assistendo attoniti all’accaparramento di ogni spazio commerciale da parte di rapaci imprenditori, privi di etica, scrupoli e rispetto, che stanno stravolgendo definitivamente il volto di intere zone del centro storico. Non intendiamo rassegnarci a una città ogni giorno di più umiliata, in balìa dell’arroganza di una lobby commerciale insaziabile, spregiudicata e senza altro valore che non il profitto.

Noi residenti resistenti, un tempo innamorati della vivace zona universitaria, a fatica continuiamo a resistere alle lusinghe del mercato degli affitti brevi solo perché questo mercimonio della nostra antica e nobile città ci fa profondamente schifo.

In via delle Moline non possiamo raggiungere il nostro portone con l’auto che dalle 20 alle 10.30 del mattino. Le normali esigenze di carico/scarico di spesa settimanale, suppellettili ingombranti, bagagli di viaggio, ma anche di accompagnamento bambini o anziani, sono totalmente condizionate da tali assurdi orari. Già di per sé questa viene percepita come un’ingiusta limitazione, ma il vero insopportabile paradosso è che nella nostra strada il divieto viene rispettato solo dai residenti, perché di fatto commercianti e loro fornitori lo violano da sempre ogni santo giorno, entrando da furbetti in contromano o a marcia indietro per eludere le telecamere e sostando a piacimento in orari non consentiti (ciò documentato e segnalato allo sfinimento all’Amministrazione senza effetti tangibili).

Ma non solo. Come noto di sera la strada è “murata” causa movida e passare tra tavolini a destra e sinistra e pedoni al centro diventa un’impresa che scoraggia il residente a sfruttare quell’esiguo diritto di transito, confinato alle ore piccole. Il risultato è che alla fine noi abitanti ci sentiamo in colpa, siamo noi gli intrusi!

La corsia centrale – m 3.50 – libera da tavolini per consentire il passaggio dei mezzi di soccorso e dei residenti, conquistata con fatica e impegno, in realtà non si è mai vista, non esistendo alcun segno fisico di delimitazione dello spazio assegnato a ciascun esercizio; sicché i dehors hanno buon gioco a dilatarsi a piacere in funzione della domanda, tanto si sa che i controlli sono pochi o nulli. Se poi il residente avesse l’ardire di lamentarsi e far presente che quella corsia deve essere garantita, ciascun gestore affermerà di occupare coi tavolini esattamente lo spazio che gli è stato assegnato. I conti però non tornano, basta vedere la foto del 3 agosto a mezzanotte inoltrata in copertina.

Da anni chiediamo all’Amministrazione, anche nella persona dell’Assessora Guidone, e senza venirne a capo, che una buona volta sia indicato sulla pavimentazione lo spazio concesso a ogni dehor. Si continua ad accampare la necessità del nulla osta della Soprintendenza per apporre borchie di metallo (che poi permarrebbero obsolete a imperitura memoria, come il famoso percorso per non vedenti dal Cavazza alla stazione) mentre sarebbe più rapido, economico, reversibile – e dunque sensato – segnare semplicemente con quattro tratti di vernice gli angoli entro cui i tavolini sono autorizzati a stare. Così che risulti lampante a tutti distinguere, in modo inoppugnabile, chi rispetta le regole e chi fa il furbo.

Perché possiamo affermare senza tema di smentite che in via delle Moline, dal 2020, tutti fanno i furbi contando sull’impunità e mal che vada, in caso di sanzione, sul comunque più che vantaggioso bilancio costi/benefici. Non ci trastulliamo con Proust, anzi ci sentiamo molto terra terra nell’essere costretti a insistere ancora per ottenere misure tanto banali e scontate, essenziali per un immediato controllo delle infrazioni.

È aberrante che la trasformazione della città sia dettata da interessi di parte e dalla presunta inevitabilità dell’overturism. Il futuro di Bologna dovrebbe essere discusso e prefigurato dalla politica, si spera guidata da nient’altro che l’interesse collettivo. E così pure le associazioni di categoria, che non brillano per lungimiranza, dovrebbero interrogarsi sulle loro evidenti responsabilità riguardo all’attuale triste deriva.

P.S. Ci ha fatto piacere sapere che il Sindaco ha contattato la giornalista per scusarsi e chiarire.


3 pensieri riguardo “Una città umiliata da lobby commerciali insaziabili

  1. Vivendo in zona, condivido quanto scritto da Pinuccia. Ci deve pur essere un modo migliore per far lavorare queste attività senza snaturare l’anima del centro e rispettando chi nel centro vive. Possibile che l’amministrazione non riesca, se davvero lo vuole, a trovarlo? Possibile che il guadagno debba sempre schiacciare tutto il resto? (peraltro guadagno privato basato in larga parte sullo sfruttamento di un bene pubblico quali sono strade e marciapiedi concessi ai tavolini)

  2. Condivido le preoccupazioni della Sig.ra Camellini su via Delle Moline oltretutto essendo residente il suo disagio è notevole ma purtroppo questa è solo una delle situazioni simili che si possono riscontrare in questa città diventata una mangiatoia ostaggio di taglieri di pessima qualità una miriade di locali aperti con capitali di dubbia provenienza e dipendenti sottopagati ma in nome del business comunque di pochi la giunta dei perfettini che si autoproclama democratica e green fa finta di niente e oltretutto non fa altro che cementificare e tagliare alberi. Il sindaco poi è imbarazzante e se viene criticato fa le tignate come i bambini viziati.

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