Nessuno più divulga la grande storia di Bologna

Una stagione ricchissima di creazioni librarie ci fu nel periodo della presidenza alla Fondazione Cassa di Risparmio di Fabio Roversi Monaco. Notevole fu anche, per questo grande contributo librario, al Monte di Bologna la presidenza di Stefano Aldrovandi, coadiuvato da Marco Poli.  da tempo, non esce più nulla: nessuno pare occuparsene più. È un pessimo segnale. La città pare distratta, la gente vive in una delle città più belle nel mondo. Ma non c’è più chi la racconti

di Angelo Rambaldi, “Bologna al Centro-L’Officina delle Idee”


Nella mia biblioteca personale ho un vasto comparto dove custodisco libri, antichi e dell’età moderna, che raccontano e illustrano la storia di Bologna, l’evoluzione della città nei secoli, chi furono i protagonisti e i comprimari, la gente e il popolo.

Fino a non tanto tempo fa, realtà pubbliche, che stimolavano contributi privati, hanno formato una vasta biblioteca. Furono protagoniste istituzioni come le Fondazioni bancarie, della Cassa di Risparmio e della Banca del Monte, e altre. Una stagione ricchissima di creazioni librarie ci fu nel periodo della presidenza alla Fondazione Cassa di Risparmio di Fabio Roversi Monaco. Notevole fu anche, per questo grande contributo librario, al Monte di Bologna la presidenza di Stefano Aldrovandi, coadiuvato da Marco Poli. Ma diversi furono i soggetti di questa storia raccontata dai libri.

Consulto sempre la collezione dei volumi del “Carrobbio”, la rivista fondata nel 1975 da Antonio Ferri e Giancarlo Roversi, e della “Strenna storico artistica di Bologna”. L’elenco sarebbe lungo.

Scrivo al “Cantiere di Bologna” per segnalare con preoccupazione che, da tempo, non esce più nulla: nessuno pare occuparsene più.
È un pessimo segnale. La città pare distratta, la gente vive in una delle città più belle nel mondo, ma non c’è nessuna che la racconta. Nessuno ci parla più di lei.

Ci sono rimasti i cataloghi delle “Mostre”, non tutte centrate. Nella libreria dove mi reco per comperare libri c’era un paio di scaffali con su scritto: “Storia e arte locale”. Quegli scaffali sono stati rimossi.


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