In Italia le giornaliste che ricoprono ruoli di responsabilità sono ancora pochissime, in particolare nelle posizioni di direzione sono quasi assenti, anche se regolarmente conducono. Piano piano però le cose stanno cambiando, come dimostrano le nomine di colleghe che, a Bologna e non solo, stanno prendendo le redini di testate, radio e tv cittadine
di Barbara Beghelli, giornalista
Il lavoro da uomo non esiste più. Lo sapevamo già, da queste parti, all’ombra delle Due Torri, oserei dire da tempo memorabile. Ma nei giornali è sempre stato diverso, molto difficile per non dire impossibile arrivare al timone di una redazione, e invece… E invece le cose sono cambiate. La riprova è arrivata dalla sala Matteotti alla Festa de l’Unità di Parco Nord, conclusasi la settimana scorsa. Osservando colleghi e colleghe capiredattori dei quotidiani della nostra città che si confrontavano con il Sindaco per la consueta intervista di fine kermesse, con domande a raffica su ogni cosa, hanno fatto capolino sul palco due signore colleghe, belle e sorridenti: Anna Matino e Alessia Angellotti.
Alessia, classe 1982, già redattrice del Carlino, che lavora a Radio Bruno dal 2006, è la corrispondente e referente della sede radiofonica bolognese. Laureata, giornalista professionista dal 2012, è sposata e mamma di due bimbi.
L’altro volto femminile era quello di Anna Matino, direttrice responsabile della testata bolognese di BolognaToday, ma anche delle testate di Modena, Pisa e Livorno del Gruppo Citynews, dove è approdata tredici anni fa. Iscritta dal 2009 all’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, è laureata in lettere moderne all’Università di Bologna. In precedenza ha ricoperto il ruolo di addetta stampa e comunicazione per aziende del settore privato e dal 2004 al 2006 ha lavorato in Mediaset, per il programma TV Striscia la Notizia. È approdata in Citynews nel 2011 proprio come responsabile di BolognaToday.
Naturalmente i giornali locali c’erano tutti, nell’ordine: Carlino, Repubblica, Corriere, Ansa, Dire coi rispettivi capicronisti e, appunto, Bologna Today e Radio Bruno con le sopraelencate referenti.
Ho pensato, tra me e me, che è bello sapere che le cose cambiano, anche e finalmente nei giornali, fino a non molto tempo fa dominio di colleghi maschi. Ricordo che quando io ho iniziato, negli anni ’90, di ragazze ce n’erano davvero pochissime, e poche seguivano la cronaca, settore ritenuto dai capi particolarmente faticoso, sia in termini di tempo che di spostamenti. Di fare il capo, poi, neanche a parlarne. I posti al vertice erano di assoluto dominio maschile. Oggi non è più così, la direttrice dell’Agi da un anno è una donna, Rita Lofano. Poi c’è Agnese Pini, che vediamo spesso nei talk show e dirige il Qn e relative testate, Stefania Aloja timona il Secolo XIX e Nunzia Vallini Il Giornale di Brescia.
Ma anche le nostre tv locali sono in mutamento: la nuova caporedattrice di 7Gold Bologna è Martina Mari, quelle di Trc Bologna sono due, fifty-fifty: Cristina Bonfatti e Giada Guida. Spero di non averne dimenticata nessuna, ça va sans dire, una cosa è certa, anche a detta di numerose colleghe, è ancora difficile scalare la vetta e diventare capo. Capo cronista, direttrice di giornale, capo di gabinetto, capo ufficio stampa e chi più ne ha più ne metta.
In Italia le giornaliste che ricoprono ruoli di responsabilità sono ancora pochissime, in particolare nelle posizioni di direzione sono quasi assenti, anche se regolarmente conducono. Manca equilibrio di genere all’interno dell’industria dei media, cosa che inesorabilmente si riflette sulla qualità dell’informazione.
Una riflessione, o se preferite un auspicio, a questo punto di questo pezzo in onore delle colleghe giornaliste e che ha avuto come spunto il palco della Festa Unità, non può mancare.
Con la conclusione della festa provinciale de l’Unità iniziata a fine agosto, si entra davvero nel vivo della campagna elettorale per le Regionali. I partiti a breve presenteranno le loro liste e capilista di candidate e candidati, speriamo tenendo conto della loro professionalità.
Io glielo auguro, e lo auguro anche agli elettori e alle elettrici, perché questo conta e fa la differenza.
Detto ciò, chissà che anche in Regione, col nuovo corso che verrà, le cose migliorino per le colleghe politiche, affinché possano ricoprire ruoli apicali senza dover fare il triplo di fatica degli uomini. Perché ancora, come ci ricorda una ricerca del centro studi Enti locali sui numeri della Ragioneria di Stato 2021, il gender gap c’è e si vede nonostante i curricula parlino chiaro: di donne laureate ce sono quasi il doppio dei maschi, ma il gentil sesso diventa capo solo nel 40% dei casi.
Photo credits: Ansa.it

Auguri a tutte le donne che si stanno facendo strada nel mondo dell’informazione, dove possono portare serietà, sensibilità, linguaggio adeguato ed eleganza! Un applauso a tutte e buona strada verso la parità anche nella remunerazione.