Gli esiti della recente udienza conoscitiva richiesta da alcune associazioni afferenti alla Consulta del verde non lasciano trasparire una grande volontà di condivisione delle scelte da parte dell’amministrazione comunale
di Comitato Tutela Alberi Bologna, Isde Medici per l’Ambiente Bologna, Stop Taglio Alberi Italia, Associazione Eco, Animal Liberation, Lega Abolizione Caccia Bologna, Lega Antivivisezione e Associazione Santa Bellezza
Venerdì 27 settembre ha avuto luogo un’udienza conoscitiva in Consiglio comunale sulla Consulta del verde, richiesta da un gruppo di associazioni “dissenzienti” della Consulta (Animal Liberation, Isde – Medici per l’Ambiente, Comitato Tutela Alberi, LIPU, Stop Taglio Alberi Italia, Lega Antivivisezione, Lega Abolizione Caccia, Associazione Eco, Associazione Santa Bellezza) e i consiglieri comunali Manuela Zuntini (FdI) e Davide Celli (Verdi).
I tecnici del Comune intervenuti numerosi e i consiglieri di maggioranza, nonché la vicesindaca e assessora all’Ambiente Emily Clancy, hanno fatto quadrato e si sono presentati compatti. Il messaggio che hanno fatto arrivare alle associazioni è giunto chiaro e forte: non è ammesso criticare i tecnici dell’Amministrazione, soprattutto a riguardo del verde pubblico, mai, e tantomeno in Consulta del verde, che è adibita ad altri compiti. Hanno chiarito qualunque malinteso che potesse sorgere in merito: non è questo un compito della Consulta, e chi pensasse alla Consulta come una specie di organismo di controllo sull’operato relativo al verde dei tecnici dell’amministrazione comunale, ha preso fischi per fiaschi.
Ma le cose dette sono andate ben oltre: ai richiedenti l’udienza è stato detto che è inutile che continuino a insistere affinché l’amministrazione organizzi dei sistemi per il reale controllo del modo in cui sono svolti i lavori riguardanti il verde, «in quanto il controllo si sostanzia a livello di contratto, e non tanto sulla perizia che presupponiamo sia fatta da persone competenti che hanno l’obbligo di rispettare leggi e regolamenti». Insomma una volta scelta la compagine a cui viene affidato l’appalto, non si organizzano altri sistemi di controllo. Quindi, nella stessa logica, anche rendere trasparenti i dati delle rilevazioni sugli alberi e i progetti di abbattimento, secondo i consiglieri di maggioranza, non ha alcun senso.
Se poi le associazioni osano addirittura mettere in dubbio la professionalità degli addetti, rischiano di sconfinare nella diffamazione: se le associazioni non sono convinte di come vanno le cose nei settori lavori pubblici (che coinvolgono alberi o aree verdi), lavori specifici riguardanti il verde e sua gestione, e ritengono che questi lavori non rispettino leggi e regolamenti, non resta loro che rivolgersi alla magistratura, in quanto non è una questione di cui la politica intenda occuparsi. Né, tantomeno, deve occuparsene la Consulta del verde.
Insomma, su questa faccenda hanno inteso mettere la pietra tombale.
Clancy nella seduta interviene successivamente, e fa sapere che ci sono giorni in cui ai loro uffici arrivano anche otto richieste di accesso agli atti, e che queste sono difficili da gestire. E che la Consulta deve servire a migliorare il rapporto tra i cittadini furiosi e la Giunta, che c’è «necessità di arrivare al superamento del clima che c’è in questo momento sulla gestione del verde» e giungere a «un clima meno conflittuale in Consulta» tentando di «superare il muro contro muro che si è creato tra un pezzo di città e l’amministrazione».
Ma, Vicesindaca, si è mai chiesta perché arriva questo numero quasi ingestibile di richieste di accesso agli atti?
Succede perché i cittadini non hanno altro modo di accedere alle informazioni, non vengono mai informati, una mattina arrivano gli operai a segare alberi che da quando erano bambini crescono davanti alla loro casa. Questa è una cosa profondamente traumatica per chi la subisce. Non le auguro di provarla, ma se la provasse, capirebbe. Condanna inoltre a morte la piccola fauna, compresi in certe stagioni nidiacei di uccelli che vivono insieme a quegli alberi.
Noi associazioni abbiamo richiesto anche tramite la Consulta del verde di rendere pubblici i dati delle prove tecniche sulle alberature, cosa che avrebbe evitato molte delle richieste di accesso agli atti. Non c’è altro modo di accedere ai dati, che sono altrimenti tenuti segreti. Eppure, esiste il Decreto Trasparenza ed esistono i Cam (D.Lgs. 10/3/20) che impongono programmi di informazione e coinvolgimento dei cittadini, sebbene questa legge non sia mai stata inserita nei contratti.
Quando ci viene detto dal consigliere Naldi che non si può sindacare l’azione dei tecnici dell’amministrazione comunale in tema di abbattimenti, potature ecc. («altrimenti è l’ANARCHIA») rispondiamo che se i cittadini, le associazioni e la Consulta del verde non possono chiedere verifiche e devono accettare le scelte dei tecnici e dell’Amministrazione acriticamente, non siamo più in democrazia. E che questi problemi sono tra i più sentiti dal cittadino comune a Bologna, che la maggiore rabbia della gente non è a livello di massimi sistemi, ma di cose concrete di semplice esecuzione, e che la Giunta questa cosa così fondamentale non pare comprendere nel modo più assoluto!
Se quando si esegue un progetto, sia esso il tram in viale della Repubblica, i lavori stradali in viale Oriani, la ciclabile al parco Don Bosco (ma non solo quella), i cartelloni pubblicitari o l’asfaltatura delle fermate del bus, si passa sopra gli alberi come se essi nemmeno esistessero (e poi questi magari cadono…) ignorando i Regolamenti comunali edilizio e del verde, e questa cosa avviene spesso, non è più un’eccezione ma un problema di cui l’amministrazione ha il dovere di farsi carico.
Non può cavarsela dicendo che l’argomento è vietato e che, per queste cose, c’è l’apparato giudiziario!
Photo credits: Ansa.it

La cosa divertente è che poi questa amministrazione sponsorizza il “festival della partecipazione”
Testo chiaro e interessante, complimenti a chi lo ha redatto, espressione di molte voci, fotografa la realtà in modo completo e rimanda al mittente le responsabilità politiche di una situazione conflittuale sgradevole e non rispettosa della natura in città che comprende, circonda e riguarda tutti.
Prove inconfutabili di Democratura gia’ presente a livello nazionale ora anche a livello regionale e comunale
Quindi secondo la Clancy la Consulta del verde ha il solo compito di rabbonire i cittadini mentre la giunta continua ad ordinare lo sfacelo del verde pubblico “presupponendo” inoltre che i lavori siano fatti in modo corretto? Complimenti Clancy & Co!
E l’ affondo delle associazioni scriventi è stato jabbastanza magnanimo.
Ritengo che lgrande sensibilità che i cittadini dimostrano nei confronti dell’ambiente dovrebbe essere apprezzato, anziché represso.,
coinvolgendo ad una vera partecipazione in tema ambientale.
Facile scaricare ogni responsabilità alle ditte incaricate ai lavori, con un contratto fra le parti, in cui i cittadini non hanno nessuna voce in capotolo per un tema così importante che coinvolge, non solo l’ambiente, ma anche la salute, per il servizio che gli alberi svolgono nel purificare l’aria , in una della città più inquinate, non solo d’ Italia, ma anche d’Europa, con una percentuale altissima di neoplasie ai polmonii ,di cui, negli anni più recenti ,non vengono neppure più fornite le percentuali di incidenza sulla popolazione.
Non vi potete comunque esautorare da queste responsabilità , anche stipulando contratti con le ditte incaricate ai lavori, senza prevedere alcun controllo sulle stesse, perché nel contratto è implicito l’osservanza dei regolamenti…..ma quali?
Se ci sarà bisogno di rivolgersi ad avvocati e tribunali, è già stato fatto, e ancora si farà, ma non è certo la strada migliore ed un rapporto auspicabile tra cittadini ed amministrazione comunale
Se anche voi vi credete assolti , siete per sempre coinvolti.
Basta a questi imbecilli.Basta!# .noi siamo il loro
Nemico ufficiale .!.ora occorre incalzare maggiormente e scoperchiare le malefatte..dobbiamo superare il limite..
.cosi si smaschereraranno da soli.per la loro incompetenza e falsita e corruzione. BASTA
Hanno un nemico che vuole il bene della citta del patrimonio arboreo…. stanno diventando Nervosi… sono con le spalle al muro…..grazie a tutti Voi ..la gente deve sapere che le cooperative sono pagate con gli alberi che tagliano come bottino di guerra. Quindi tagli senza controlli ovunque..Basta Basta. Grace fornaro🌳🌲
Gli alberi che stanno attorno a un ceppo possono tenerlo in vita per anni 🌳
Noi invece li produciamo in abbondanza, i ceppi, e poi li trasformiamo in segatura.
Continuate a votarli bovinamente a livello comunale nazionale ed europeo!!!!!!
ora piu’ che mai attuale:
STRAGE DI PINI A BOLOGNA
ALBERI E CLIMA : URGE CAMBIARE PROSPETTIVA!
Il Comunicato integrale delle associazioni.
Primo firmatario il CTA.
Si accettano volentieri altre adesioni!
“A Bologna a causa dell’ alluvione sono caduti due grandi pini, uno di essi in via Don Minzoni, in centro storico.
L’ amministrazione ha risposto ordinando l ‘abbattimento immediato di numerosi pini in molte vie e anche aree verdi della città, senza aver avuto il tempo di svolgere nuove prove tecniche su di essi.
Ora, alberi che fino al giorno prima erano considerati sufficientemente sicuri, con un tratto di penna di colpo sono diventati talmente pericolosi da dover essere abbattuti nel più breve tempo possibile e in gran segreto.
Non è stata resa pubblica neppure la determina con l’ ordine di esecuzione né il Comune ha emesso, nel momento in cui scriviamo, alcun comunicato in merito. Alla faccia della trasparenza e della democrazia!
E’ una logica perversa deforestare la città invece di agire sui fattori di indebolimento delle piante che ne favoriscono l’ instabilità, cessando di praticarli: capitozzature e potature ingiustificate e mal eseguite, cemento e asfalto a soffocarle circondandone il colletto, radici tranciate senza alcun riguardo per qualunque lavoro sotto il manto stradale.
Da questo nasce la nostra protesta.
Sempre più frequentemente avvengono fenomeni climatici estremi che possono far cadere alberi, creando pericoli immediati. Chi ci amministra risponde facendo abbattere più alberi, anche e soprattutto alberi importanti, pensando solo al suo interesse immediato in quanto rischia di dover rispondere dei danni, ma non agli effetti di medio periodo sulla popolazione.
Il problema non si risolve deforestando la città, ma avendo più cura degli alberi, attuando la legge nazionale sui Criteri Ambientali Minimi e gestendo con il massimo rispetto e competenza professionale il nostro patrimonio arboreo attuale.
Abbattere gli alberi di oggi distruggendo anche l’ habitat di chi ci vive – per reimpiantarne domani di più piccoli:
– comporta la perdita del volume generale delle chiome e con essa la maggiore esposizione al sole di case, auto e strade,
– rende ancora più calde ed inquinate le città,
– aggrava l’ emergenza climatica,
– rende l’ aria più irrespirabile,
– porta allaggravarsi delle malattie respiratorie, a più casi di ictus e di cancro, a colpi di calore e all’ esaurimento fisico dei più deboli.
Oltre a questo ci sottrae la bellezza, il riconoscimento emotivo di un luogo, di una piazza o una via, e la sua caratterizzazione storica.
In conclusione per alleggerire le responsabilità dell’amministrazione per possibili danni immediati a persone o cose, si riduce la prospettiva di vita in salute di tutta la cittadinanza.
Perdere i Grandi Alberi che costituiscono il patrimonio arboreo di Bologna e dei suoi parchi storici: non è questo il futuro che ci potete prospettare. Non è accettabile né per Bologna né per le altre città. Non è questo il futuro che ci potete prospettare.
Città con meno alberi di grandi dimensioni o città con alberelli usa e getta sono città malsane, brutte, invivibili in estate, svuotate da parte della popolazione nei mesi caldi. Perdere alberi esistenti non è una strategia valida né a breve, né sul medio/lungo periodo. Città senza copertura arborea saranno disertate dal turismo, condannate ad un inesorabile declino. Lo stesso destino è riservato alle città e località della costa romagnola, se private della protezione dei grandi pini che le ombreggiano e le caratterizzano. Non è questo il futuro che vogliamo.
Mai come oggi gli alberi sono sotto attacco ovunque:
– nelle foreste, con il T.U.F.F.(Testo Unico Filiere Forestali), legge nazionale che predispone lo sfruttamento intensivo dei boschi per la filiera della legna nonché, peggio, per farne cippato e alimentare le mai sazie centrali a biomasse, impianti che funzionano solo perché strafinanziate dall’ Europa che le inserisce (a torto) tra le fonti di energia verde;
,- lungo i corsi d’acqua, che la Regione dà in concessione ad aziende private pagate a legna, invece che prendersi la responsabilità di gestire i boschi ripariali in proprio su basi progettuali razionali,
– nelle città per paura degli eventi climatici estremi, per ridurre i costi di gestione, perché gli alberi ostacolano le modifiche urbanistiche, per nuovi impianti tecnologici, per incapacità di progettare ed eseguire lavori pubblici attorno ad essi.
Tutto ciò avviene mentre gli scienziati ci dicono univocamente che per ridurre gli impatti devastanti del cambiamento climatico e delle piogge concentrate è necessario desigillare il suolo, aumentare la copertura arborea delle nostre città, serve una pianura più alberata e con più spazio per i letti fluviali e più aree forestali integre, non sfruttate, in montagna.
Le decisioni prese di continuo dai nostri sindaci e amministratori ci allontanano dalla soluzione del problema, invece di ridurre i danni li aumentano.
Esortiamo le amministrazioni ad un rapido cambio di prospettiva per il bene di ogni cittadino.”
Firmato:
CTA (Comitato Tutela Alberi Bologna e Provincia)
ISDE Medici per l’ Ambiente Bologna
LIPU Bologna
WWF Bologna città metropolitana
Animal Liberation Odv
Comitato Besta
LAV Lega Anti Vivisezione Bologna
Comitato Don Bosco
Associazione Santa Bellezza