Un’occupazione senza regole, merci consegnate a tutte le ore, Redbus a nafta in piena Piazza Maggiore. Una vera e propria privatizzazione dei luoghi di pregio della città
di Aldo Balzanelli, condirettore cB
Il dibattito sulla mutazione turistica della città si è concentrato sulla qualità dei “taglieri” e sul “mangimificio”, trascurando un altro aspetto altrettanto importante: lo stravolgimento della fruizione del centro storico a causa di un’occupazione selvaggia di strade, portici e marciapiedi. Una vera e propria privatizzazione dello spazio pubblico. Si tratta certamente di un “problema da Ztl”, ma la Ztl è il biglietto da visita di una città e come tale andrebbe tutelata dagli eccessi di chi ha legittimamente come unico obiettivo il proprio profitto.
A cosa mi riferisco? Semplice, basta fare un giro per il centro per rendersi conto che non sono certo i cantieri (fastidiosi, ma temporanei) a deturpare i gioielli di una città scoperta solo recentemente dal turismo di massa.
Sono innanzitutto la marea di tavolini che invadono portici e strade, figli dell’epoca del Covid. Ma se allora l’invasione era giustificata dalla necessità di consentire agli esercenti di recuperare un po’ di risorse dopo un periodo nero, oggi questo abuso non si giustifica più, soprattutto dove tavolini e sedie rendono problematico il passaggio (si pensi a via Indipendenza), oppure deturpano la bellezza dei luoghi, uno per tutti Piazza Santo Stefano. Sarebbe interessante sapere quanto pagano per l’occupazione del suolo pubblico i locali che hanno riempito di tavolini il portico davanti a Corte Isolani e l’area dall’altro lato della piazza. E che grazie all’utilizzo di questi spazi prestigiosi incassano guadagni consistenti. Perché qualcuno ha il diritto di appropriarsi di un bene comune e di deturpare uno dei luoghi più suggestivi della città? Posso mettere anch’io un divano in mezzo a Santo Stefano e godermi con gli amici la meraviglia delle Sette Chiese?
Il secondo aspetto riguarda la consegna delle merci. Un’attività che viene svolta a tutte le ore della giornata. Il risultato è che le vie che dovrebbero essere semipedonalizzate e comunque riservate ai mezzi pubblici e a quelli di soccorso, sono in realtà costantemente affollate di macchine e furgoni. Un fenomeno in crescita data l’esplosione degli acquisti online. È evidente che gli esercizi commerciali hanno necessità di approvvigionarsi, ma in tutte le città civili la consegna delle merci nelle zone di pregio avviene secondo orari prestabiliti, in genere nelle prime ore del mattino e non nel corso dell’intera giornata, con furgoni parcheggiati alla bene e meglio con le quattro frecce lampeggianti dalla mattina alla sera.
Un ultimo aspetto riguarda una, apparentemente, piccola cosa: gli autobus e il trenino turistico che invadono piazza Maggiore. Perché mai devono avere il capolinea sul lato della piazza e non per esempio in Re Enzo o in Rizzoli. Manovrano regolarmente in mezzo alla piazza, manca solo che salgano sul crescentone. Inoltre, mentre Tper compie ogni sforzo per ridurre l’inquinamento atmosferico dotandosi di mezzi elettrici o a metano, questi bus sono a nafta e restano regolarmente in moto in mezzo alla piazza in attesa di caricare i turisti, impestando l’aria con i miasmi dei loro motori Diesel.
L’ultima considerazione riguarda le associazioni che sono sempre pronte a gridare allo scandalo a ogni piccolo mutamento dell’assetto urbanistico o al taglio di un paio di pioppi. Sono momentaneamente distratte?
Photo credits: Leonardo Cirimbelli

Leggendo su Iperbole (sito del Comune di Bologna, aggiornato al 25 ottobre 2023): “…occupazione permanente – tariffa annua 70,20 euro per metro quadrato o metro lineare…”.
Se questo dato è giusto, un dehor di 10mq (che spesso poi si “allarga” come una fisarmonica se ci sono molti clienti), paga 702,00 euro l’anno. Se arrivano a 20mq (una grande stanza da letto), pagano 1.404 euro annui. E magari, specie se è ricavato da una ex-bottega artigiana in centro, la superficie interna a disposizione dei clienti, tolto il bancone e i frigoriferi, è molto meno di 20mq. La conclusione appare quindi che mentre per l’affitto del locale si spendono magari 2.000 euro al mese (24.000 l’anno) o più, se ne spendano 700-1.400 annui per un dehor, che spesso, sottraendo spazio pubblico, porta al raddoppio, privato, della superficie interna disponibile per i clienti dell’esercizio.
Decisamente sproporzionato direi, visto oltretutto che si tratta di spazio pubblico, quindi sottratto al godimento gratuito dei cittadini, per farne un godimento e guadagno privato
Bravissima hai capito tutto e soprattutto questo continuerà ad essere così… Quindi… Prepariamoci per continuare a lavorare e pagare più tasse… Questo è Occidente… Ahimè… Ma ovviamente sempre tutto in benedetta Democrazia…
Sono d’accordo, sono troppi gli spazi sottratti ai cittadini a favore dei locali
E anche consentire i bus turistici solamente elettrici
Sarebbe ora di cambiare passo
Sono d’accordo con Balzanelli su tutti i punti elencati nel grido di DOLORE !
I bolognesi sono pazienti, e troppo tardi hanno cominciato ad alzare la voce!
Al Sindaco Lepore abbiamo riconosciuto il merito di aver portato Bologna nel circuito del turismo di massa, nel pellegrinaggio del “mangia bevi e fotografa!”. Ma adesso è troppo! Bisogna fermare il pifferaio magico!
Ho usato molti punti esclamativi per segnalare l’ urgenza di provvedimenti da adottare in merito a: esercizi commerciali, permessi di uso degli spazi pubblici, circolazione dei mezzi di consegna merci, rumorosità, e anche licenze di adibire proprietà private a affitti brevi.
Perché molti cittadini hanno tratto profitto di questa ‘bengodi’, ma la loro ingordigia la paghiamo tutti.
Abbiamo un buon Sindaco : che ascolti i nostri campanelli di allarme!
Si, avete proprio scelto un buon sindaco, quello che MERITATE, ottimo soprattutto per la sua arroganza, potete consolarvi ha ancora circa due anni di mandato per continuare a far danni a questa povera città, diventata l’estensione delle sue follie ‘green” .Complimenti a tutti voi che lo avete scelto, mi raccomando alle prossime elezioni votatelo ancora!!!!
D’accordo al 100%.
Come Comitato Moline (r)esiste abbiamo ripetutamente richiamato l’attenzione, anche su queste pagine, sull’utilizzo distorto dello spazio pubblico a vantaggio di una sola categoria commerciale che in questi anni, non solo è stata ampiamente ristorata, ma grazie all’abuso di suolo pubblico continua a realizzare enormi profitti a scapito della vivibilità di chi qui vive. Nella nostra antica strada, ora ridotta a un ristorante a cielo aperto, la maggior parte degli esercenti, oltre alla “storica” consuetudine di esondare coi tavolini dallo spazio assegnato ha anche quella di far entrare e sostare i fornitori in orari preclusi, grazie a manovre fantasiose per eludere le telecamere, come entrare a marcia indietro o contromano.
Peraltro questo è uno dei temi che il Coordinamento dei Comitati del Centro storico da anni rappresenta nei periodici incontri con l’Amministrazione comunale
totalmente d’accordo con un unico appunto i portici di bologna non sono del comune ma rispondono ai proprietari dei palazzi sovrastanti i quali devono rispondere sia da un punto legale che di urbanistica ma gli spazi sono gestiti da un punto amministrativo dal comune il quale mette cosa vuole ed incassa su proprietà non sue …. strana cosa
Caro Balzanelli, mi fa piacere che finalmente qualcuno si accorga del problema. Devo però notare che lei è completamente disinformato sulla realtà dell’attività delle Associazioni e dei Comitati del Centro Storico di Bologna e su quanto stanno facendo, nonostante che vengano inoltrati a lei ed ai suo redattori i nostri comunicati ed i documenti prodotti.
Per sua informazione dal 2021 esiste un Coordinamento delle Associazioni e dei Comitati di residenti del centro storico di Bologna che svolge un’intensa attività di denuncia e contrasto di queste aberrazioni urbane. Abbiamo prodotto documenti di proposta e avuto decine di incontri con il Sindaco, gli assessori e dirigenti del Comune.
Purtroppo oltre ai giornalisti, anche i nostri Amministratori sono spesso distratti e poco considerano queste nostre denunce.
A disposizione per fornirle tutta la documentazione del caso.
Giuseppe Sisti
Non mi riferivo a voi, mi sembrava evidente.
Bel pezzo.
Che dire grazie Sindaco, grande amministratore de noaltri
Sono totalmente d’accordo con Balzanelli e aggiungo che la nostra città sta soffrendo sia per un’invasione smisurata di mangiafici a scapito di altre categorie commerciali che rendono piacevole un centro cittadino e che stano sparendo… segnalo inoltre che la mancanza di parcheggi sotterranei all’,ingresso del centro storico hanno snaturato le nostre belle strade riducendole a parcheggi selvaggi…del resto ogni nucleo familiare possiede due o tre macchine e dove se le mette?
Sono pienamente d’accordo in tutto,ma vorrei aggiungere anche i parciapiedi e passaggi carrabili occupati dalle bici a nolleggio che inpediscono anche di uscire da casa,e lo sporco nei portici ?
Finalmente un bravo giornalista mette in evidenza un aspetto che sta caratterizzando in negativo questa citta” ormai diventata…da bere. E che dire del continuo uso della splendida piazza Maggiore per continue manifestazioni che sempre piu’ la fanno assomigliare ad una piazza x fiere paesane (queste manifestazioni potrebbero svolgersi in altri luoghi, come ad esempio Piazza Roosevelt ).
Perché prendersela con gli esercenti e non con chi glielo permette?
Una cosa “permessa”, magari per una falla nel sistema, non significa che debba obbligatoriamente fatta, o che debba essere fatta esagerando.
Un orrore. Questa amministrazione passerà alla storia per segnare il punto più basso di questa maltrattata città…
Sono pienamente d’accordo con l’articolo. L’abuso degli spazi pubblici da parte dei locali (marciapiedi, parcheggi, ecc.) riguarda tutta la città, non solo il centro storico. Sarebbe ora che questa amministrazione mostrasse un po’ di coraggio.
Le associazioni che hanno protestato per gli abbattimenti di ben più di un paio di pioppi sono alle prese con problemi legali dovuti alla repressione giudiziaria poiché hanno fatto la loro parte. Mi chiedo invece se il benaltrista Balzanelli Aldo, oltre a scrivere pensierini sul giornaletto on line, poi faccia anche qualcosa di concreto sul piano della realtà o deleghi il darsi da fare solo alle “associazioni”.
Ciascuno fa il proprio lavoro. Possibilmente senza violare la legge
Ah ora ho capito, sei di quelli che scrive sperando che altri facciano ma come dici tu. Lo chiamano anche “hai visto un bel mondo”.
…avete rivotato la sx! lo aveva scritto nel programma elettorale! questo è il risultato! I bolognesi stanno lasciando Bologna, rimarranno uffici, bar, ristoranti, movida, i navigli, zona universitaria sempre in festa, stazione con piazza XX sett e montagnola in mano agli spacciatori, ecc. quando ci sarà il baraccone moderno su rotaie, che niente ci azzeccherà nemmeno con i colori delle vetture, cosa scriverete nel prossimo articolo? Inutile piangere sul latte versato, è evidente che la situazione è sfuggita di mano e non riuscirà a sistemare prima della fine del mandato, “chi troppo vuole nulla stringe” e lascia il caos a quelli che vengono dopo.
Come fece Guazzaloca col famoso Civis?
Che a fine mandato firmò un contratto capestro vincolando la successiva amministrazione in forza di penali stratosferiche e spropositate per il bilancio comunale?
Il “baraccone” può piacere o non piacere, risultare molto utile o no, ma non si può non riconoscere che almeno l’attuale amministrazione se le fa e se le canta, che ha scelto il baraccone e lo sta realizzando, se ne assume la responsabilità dall’inizio alla fine e alle prossime elezioni verrà giudicata sui “fatti” già fatti, senza cambiali in bianco.
Beh, io non sono d’accordo…
Prima un continuo piagnisteo perché la sconosciuta Bologna era sempre bypassata dal turismo, adesso un continuo piagnisteo perché c’è troppo turismo…
Ma per favore, vogliamo tornare ai bolognesi doc in Piazza Maggiore a formare capannelli che discutono animatamente su come avrebbero formato la squadra del Bologna che ha perso la domenica precedente?!
Tutto si evolve, per fortuna anche il turismo a Bologna! I taglieri? La mortadella? Ovvio, è una caratteristica tipica della cultura locale, bellissima! Ottimo! Finalmente! Cosa dovremmo proporre della cultura culinaria locale, Kebab e couscous⁉️…
Potremmo proporre anche cultura che non sia culinaria, avendone le capacità.
Se mi dovessi fermare a pensare ad una caratteristica della cultura locale mi verrebbe in mente, come prima cosa, il Liber Paradisus.
Non sono sicuro che questo abbondare di spazi privati alla cittadinanza, tutto questo cibo di dubbia qualità, il turismo da parco giochi etc. facciano onore alla tradizione culturale di Bologna; siamo cittadini in un paradiso di uomini liberi, come vorrebbe la tradizione della nostra città?
Vi saluto.
S.
A parte che Kebab e Cous cous li vendono dappertutto, direi che più che piagnistei a Bologna c’ è una grande rabbia di tutte le associazioni di cittadine e cittadini, molto attive che producono di continuo documenti circostanziati e restano inascoltate dall’amministrazione, tranne che in rarissimi casi.
È strano che non le vedano neanche coloro, di mestiere giornalisti, che si svegliano troppo tardi, quando i giochi son già stati fatti: una città stravolta e distrutta dai cantieri, edifici abbattuti inutilmente , verde urbano devastato, turismo invadente e soffocante, progetti grandiosi di cui non molti sentivano il bisogno “e ormai…”.
Si coglie una leggera sfumatura autoritaria nel procedere senza ascoltare le ragioni dei cittadini residenti? O no?!
Mi sembra che gli articoli nei quali si parla di turistificazione, carnevalizzazione, poco rispetto per la Città storica ed il suo diritto ad essere vissuta siano i più seguiti e commentati. Questo fa pensare che sia, quello della mostrificazione della Città storica, un argomento parecchio sentito, che fa discutere ed al quale bisogna trovare una sintesi il prima possibile.
A parte che Kebab e Cous cous li vendono dappertutto, direi che più che piagnistei a Bologna c’ è una grande contrarietà di tutte le associazioni di cittadine e cittadini, molto attive che producono di continuo documenti circostanziati e restano spesso inascoltate dall’amministrazione, tranne che in rari casi.
È strano che non le vedano neanche coloro, di mestiere giornalisti, che si accorgono troppo tardi, quando i giochi son già stati fatti ” e ormai…”.
Bologna è una città stravolta dai cantieri, da una mobilità davvero in- sostenibile, edifici anche storici vengono snaturato o demoliti , il verde urbano rovinato, il turismo è soffocante, sono stati pensati a tavolino progetti grandiosi di cui non molti sentivano il bisogno!
Si coglie forse una leggera sfumatura autoritaria nel procedere senza ascoltare le ragioni dei cittadini residenti?
C’e’ un altro aspetto quello della pulizia i basoli i marciapiedi e sotto i portici sono sporchi di traccie untuose causate dallo street food e la pulizia non viene aumentata per risolvere in parte il problema. Bologna da luogo meraviglioso si e’ trasformata in terra di nessuno, tutto per il solito motivo di rincorrere i soldi fregandosene degli aspetti identitari, culturali, spirituali. Luciano Leonotti
Il turismo è la grande risorsa del nostro Paese, povero di energia e con un’industria manifatturiera sempre più alle corde in tanti settori chiave, primo tra tutti l’automotive. In questo contesto Bologna è una città fortunata, moltissimi visitatori la stanno apprezzando e l’economia cittadina e il benessere collettivo sono fortemente aiutati dal flusso turistico. Andrebbe fatta una statua a chi ha fatto l’accordo con Ryan Air. I tavolini in piazza sono, dopo lo smartworking, la cosa migliore che ha portato il COVID: le piazze sono molto più vive e vissute ora di un tempo. Bologna sta uscendo dal contesto provinciale di 30 anni fa ed assumendo un profilo internazionale. Nelle strade si sentono parlare tutte le lingue e il multiculturalismo non può che fare del bene a tutti. Ora, se il prezzo di tutto questo è scansare un tavolino e passare accanto ad un tagliere ci sta, eccome. Fermo restando che gli abusi vanno impedito e il prezzo per l’occupazione del suolo pubblico va aumentato cospicuamente a beneficio di tutta la collettività.
Se però quel tavolino da scansare ostruisce il passaggio di un’ambulanza (cosa accaduta più volte e documentata da vari video), allora non “ci sta”. Come glielo spieghiamo a chi aveva bisogno di quell’ambulanza che il suo soccorso è meno importante di un aperitivo ?
L’ambulanza ha il diritto di passare sopra ai tavolini edi interrompere l’aperitivo, è ovvio. Non sto scusando chi abusa dei diritti ricevuti.
Si nel 2024 viviamo in Occidente e no capiamo che solo frega i soldi e che noi cittadini solo dobbiamo lavorare per pagare le tasse… Allora… Continuate a lamentarsi a vuoto tanto fino adesso è gratis…
Gentile Marco,
mi piacerebbe far notare che le piazze di Bologna sono da sempre vive e piene; che Bologna, grazie alla sua università, ha da sempre un profilo internazionale e che il prezzo da pagare non è scansare un tavolino o passare di fianco ad un tagliere ma purtroppo quello di decidere che tipo di centro storico vogliamo; quello di decidere se abitarlo o abbandonarlo al turismo; quindi di decidere la tipologia di società del nostro tessuto urbano.
Sono cose che trovo molto serie.
S.
Certo che sono cose molto serie e dovrebbero essere attentamente analizzate e dibattute. Il mio personale parere è che un centro storico come quello di Bologna deve avere, prima di tutto, una vocazione turistica.
Mi perdoni la curiosità ma perché la deve avere e perché prima di tutto?
Grazie
S.
Perchè è attraente, vogliamo buttare via questa fortuna? La funzione residenziale la si può mettere dovunque.
Me stupisce che a tutto questo non scriva nessun lavoratore italiano o straniero che tutt giornii se passa più di 12 ore al giorno ogni giorno nel Centro Storico di Bologna. Qua tutti opinano ma nessuno realmente se guadagna il stipendio in questo luogo che fu dichiarato dell’ UNESCO Patrimonio dell’ Umanità ed ahimè caminando per le strade ogni T Days sembra che la maggioranza l’ ignori perché non c’è niente che giustamente faccia a chi visita Bologna per prima volta la bontà che sta avendo al essere in questa parte del mondo. Avendo avuto il privilegio di lavorare e di vivere a pochi metri del Nettuno vi voglio dire che si tutto quello che voi Over 50 ci lamentate ormai è una realtà in Occidente… Purtroppo se vuole e c’è bisogno del soldi fresco che da il straniero turista come quello che fa il straniero lavoratore… Altrimenti senza questi… Come tante volte li ho visto con miei occhi a la madrugada quando non c’è nessuno solo io il Nettuno ci chiedevamo… Ma che senso ha tutto questo se non è per il soldi? Saluti da Samarcanda… Altra Città Patrimonio dell’ Umanità… Dove no se lamentano si tutto quello che ci lamentate a Bologna…
Gentile M J J,
da lavoratore 36enne del centro storico di un’attività legata anche al turismo guardo con molta preoccupazione la situazione che si è venuta a creare.
Penso comunque che ad ogni età ci si possa esprimere riguardo la propria città e credo che queste critiche, questi pensieri, non siano dettati dall’età anagrafica ma lo siano dall’Amore per Bologna.
Vorrei concludere con un’idea per non scontentare nessuno: costruire una piccola copia della città in periferia dove ospitare piazze e portici strapieni di tavolini e alberghi per ospitare i turisti; proprio come hanno fatto a Samarcanda, dove – mi risulta- hanno costruito una copia della città per turisti e uomini d’affari. Siccome scrive da li, mi può confermare la notizia?
Grazie
Qua nessuno se lamenta di tutto quello che ci lamentiamo in Occidente… Da qua se vede tutto diverso..
E credemi che leggere tutto quello che se vede ogni giorno dimostra il declino di società in cui viviamo.
Purtroppo gli over 50 no la vedono i loro figli neanche a unica speranza sono loro nipoti..
Che poi sarebbero quelli che stanno a Piazza Verdi e Piazza Aldrovandi e anche qui ci si lamenta…
Fa realmente piacere potete uscire e vedere con i tuoi occhi che tutto quello che ci hanno insegnato nel secolo scorso era molto falso ingannevole e truffa…
Ahimè Bologna rimane la meglio d’ Italia in questo secolo e ci auguriamo lo continue ad essere per l’ allegria di tutti i lavoratori e studenti che ha scelto di vivere in una città che ha un centro storico patrimonio dell’ umanità… Mai dimenticare..
Sempre avanti con il pensiero a guardare al futuro prossimo…
È un turismo cheap , mordi e fuggi . A questo vanno bene taglieri e prosecco low-cost .
Bologna è sempre più sporca , caotica e rumorosa . Un grande peccato . Il Sindaco non è all’altezza. Se ne vada presto .
Ma siamo in democrazia o no? Bisogna aspettare altri 3 anni o sbaglio? Comunque credere che un politico farà qualcosa contro corrente quando ormai è il soldi che muove ad Occidente… Non è vivere fuori logo e soprattutto pericoloso coabitare con gente che al posto di costruire futuro minimamente gradevole solo piangi un passato triste che ci ha portato a questo presente… Ahimè… Iniziate a parlare con i ragazzi e fateli capire che è il suo parere…
Che tristezza terminare questo articolo con una frase piena di disprezzo per tutti i cittadini che si sono battuti per la difesa del verde pubblico ed e dei tanti tagli di alberi ingiustificati. Dimostrato anche dal fatto che talvolta gli alberi sono stati salvati. Ricordiamo che nelle zone più prestigiose della città il verde è più che presente e tutelato, gli alberi donano
bellezza, salute, riqualificano una zona, abbassano la temperatura delle strade, donano ombra, migliorano la qualità dell’aria.
Noi italiani siamo ben strani… fino a metà novecento eravamo per lo più agricoltori, oggi la maggior parte non sa distinguere un olmo da un frassino. Ignoranti come pochi siamo diventati tutti ecologisti, improvvisati professori nell’ambito del verde pubblico, paladini pronti a incatenarsi a un salice bianco minacciato di morte.
Come se chiunque avesse titolo a sindacare sul lavoro di un ingegnere, di un geologo, di un architetto… ecc.
Ahimè nel centro storico purtroppo di Verde quasi non c’è e d’ estate se nota ogni volta di più…
D’accordo per fortuna fra 3 anni ci sono le elezioni per il nuovo sindaco speriamo cambi qualcosa ma non ho troppa fiducia