Venire a teatro è prendersi cura del futuro

In qualsiasi territorio si trovi è il luogo privilegiato di dialogo, il luogo più importante di pensiero, il luogo di civiltà più alto. Per questo quello che presentiamo a Granarolo non è solo un cartellone, ma un progetto culturale

di Alessandro Dall’Olio, direttore artistico TaG-Teatro a Granarolo


Qualche tempo fa vidi una vignetta tanto semplice quanto intelligente. Era raffigurato un cervello che parlava a un cuore e gli faceva una domanda: «Ti sei mai chiesto perché tra le cartacce buttate per strada ci sono molti gratta e vinci e nessun biglietto del teatro?». Ecco una domanda efficace. Porsi delle domande è importante. Oggi, invece, siamo invasi dalla leggerezza.

È da quella foce di leggerezza che arrivano poi i problemi, i guai seri, quelli che portano a quello che vediamo: superficialità, miopia sociale, banalità, ignoranza, persone che vogliono dire la loro su argomenti di cui non sanno nulla. Prendiamoci il tempo di fare domande, invece. Il teatro è quello che non vedrete mai a casa, è l’esperienza diretta di qualcosa di irripetibile e unico.

Noi operatori culturali abbiamo il dovere di offrire spiragli da dove osservare meglio chi siamo. Abbiamo il dovere di indicare e dire: guarda che le artiste e gli artisti su questo palco parlano proprio di te, vieni in teatro ad ascoltarti, a conoscerti. Quelle sul palco sono le domande che ti servono e che serviranno ai tuoi figli.

Massimo Luconi, un docente del Centro delle Arti dello Spettacolo, ai suoi allievi insegna una frase bellissima: «Un teatro che non sia scomodo è un teatro in cui non sta succedendo nulla».

Quello che presentiamo non è solo un cartellone: è un progetto culturale. Pieno di tutti gli argomenti che dovrebbero riempire costantemente le nostre riflessioni: genitorialità, cambiamento climatico, crisi politica e sociale, relazioni e bisogni, tossicità e precarietà. Per godere e comprendere il valore del teatro attraverso Prosa, Umorismo, Musica, Bambini.

Ecco allora il valore di “Briciole” di Stefania Paternò che ci farà liberare col sorriso delle relazioni tossiche, le riflessioni necessarie in “Polmoni” con Marisa Grimaldo e Michele De Paola sul diventare genitori, la crisi climatica in “Benvenuta catastrofe” di Luigi Vittoria, il sublime Antonio Ornano direttamente da Zelig, un dialogo strepitoso sull’esistenza in “Ridi, piangi, ti ecciti” con Capriuoli e Genchi, similitudini tra arte contemporanea e amicizia in “A.R.T” o sensibilità rare con “Se Dio fosse donna”. E poi le risate intelligenti con Altea Bonatesta, Maria Pia Timo o Laura Formenti, la musica delle grandi dive o della disco music degli anni ’70 in due concerti imperdibili… e tantissima altra Qualità che troverete su http://www.teatroagranarolo.it.

Il teatro è nato 26 secoli fa, e da sempre porta messaggi, arte, filosofia, crescita, sviluppo, intelligenza. Le assi di un palcoscenico sono un bene primario. È bene ricordare ciò che rappresenta l’unicità valoriale che un teatro porta in una comunità.

È una società strana la nostra, una società che ci ha portato ad ascoltare le ignoranze e a confinare le intelligenze, quando la salvezza sociale risiede esattamente nel contrario.
Venire a teatro significa fare esperienza, accoglierne i contenuti rari e inestimabili, per ricevere quella bellezza che serve al cuore e quel nutrimento che serve alla mente.

Quando si spalancano le porte di un teatro si spalancano per tutti le opportunità di un miglioramento sociale. Il teatro è, in qualsiasi territorio si trovi, il luogo privilegiato di dialogo, il luogo più importante di pensiero, il luogo di civiltà più alto. Il TaG è la fabbrica delle domande. Prendersi cura del teatro significa sapere vedere un futuro migliore. Venire a teatro significa prendersi cura del nostro futuro.


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