Ha da venì Baffone, anzi no

Scrollando il social più boomer che ci sia, si incappa in centinaia di “dialoghi” davvero emozionanti.  Forse i professori di diritto dovrebbero cominciare un’azione di civilizzazione giuridica modello Maestro Manzi. Prima puntata: spieghiamo che cosa non può fare il Sindaco

di Cristian Tracà, docente e consigliere di quartiere Porto Saragozza


Sognato, acclamato, ripetutamente evocato in questi mesi. Sembra che a Bologna, ma anche in molte altre città, l’unica soluzione sia il ritorno di Baffone, una sorta di Cerbero che caninamente latra capace di controllare e cambiare tutto, roba che il Leviatano di Hobbes a confronto era un pajaz.

Spesso sono i più insospettabili: berlusconiani fino a tre anni fa, oggi salviniani doc, all’occorrenza giacobini se c’è da risolvere un problema che non sopportano. Perché è il Sindaco che si deve fare carico di tutti i problemi delle città, perché tutta questa architettura dello Stato – diciamocelo – è eccessivamente bizantina. Non parliamo poi di quella dell’Unione Europea, che più la studi e più la dimentichi.

Al bar, sul bus, sui social è tutto un susseguirsi di incarichi affidati al Sindaco che copre deleghe che vanno dall’allineamento dei pianeti all’arresto dei criminali, dagli ospedali alla biosfera, con buonissima pace di Montesquieu.

Leggendo la caterva di commenti, indignati dopo la pubblicazione del video del “minilocale” alla Pozzetto affittato a metro d’oro, sembra che non ci sia altra via: un sindaco che espropria, blocca i prezzi, oltrepassa tutte le sue competenze (Scaroni permettendo) e instaura una pianificazione economica pluriennale che deve essere un ibrido tra le punte più acute di Stalin e di Robespierre, con una spruzzata di Übermensch nicciano.

Non ci sono alloggi? Il Sindaco deve costruirli districandosi però tra l’impossibilità di abbattere alcun albero, di non cementificare nessun metro quadro in più e di non ristrutturare nulla per non incorrere nella gentrificazione. Ça va sans dire che le imprese edilizie e le ditte non possono imporre i loro prezzi perché i render snaturano i centri urbani e la plutocrazia dei palazzinari ci strozza.

«Allora, cittadini, creiamo delle cooperative edilizie controllate dallo Stato?»

«Siete sempre i soliti comunisti che sventrate la città per favorire gli amichetti delle cooperative rosse»

«Contrordine: nessuna nuova costruzione!»

«Complimenti alla città più progressista d’Italia che non costruisce per non disturbare il mercato! Non c’è più la Bologna di una volta!»

Nei palazzi del centro ci sono troppi bed and breakfast?

«Il Sindaco deve fare qualcosa e mandare i controlli. Se fossi io il Sindaco passerei casa per casa»

«Siete sempre i soliti comunisti. Avete proprio rotto, coi miei soldi e a casa mia faccio quello che mi pare. Ci mandate in Siberia perché abbiamo tre appartamenti che mio nonno si è sudato facendo lo scalpellino e non mangiando mai più di una volta al giorno?»

Un vero Sindaco dovrebbe trovare delle creature che pagano per venire a Bologna, ma senza venirci proprio magari, così da non creare troppo intralcio alla città.

I turisti mangiano male, buttano le carte unte, si mettono i calzettoni di spugna con le Birkenstock, non sanno distinguere la mortadella vera da quella commerciale.

«Però, sai, pagano la tassa di soggiorno e il Comune la dà ai teatri, alle biblioteche, finanzia tutta Bologna Estate»

«Beh, certo, io mi sopporto i disagi dei giapponesi in Via Piella ma poi il Comune dà i soldi agli amici della cultura, bella storia»

«Scusa ma tu non hai un ristorante che è sempre pieno?»

«Soccia, che due maroni, sono pieno fino a Natale, Non riesco a portare nemmeno i cinni in montagna»

Anche gli studenti sono un po’ molesti.

«Vanno tutti alle facoltà umanistiche, quindi studiano poco e bevono tanto in giro per la città, dato che i professori comunisti delle facoltà umanistiche fanno sempre e solo domande a piacere. E nonostante ciò sono tutti fuori corso e li manteniamo noi»

«Ma se hai dieci appartamenti affittati a studenti…»

«Va beh, ma che c’entra?!»

Almeno le Fiere?

«Ma stai scherzando, così bloccano il traffico sulla tangenziale e io ci metto due ore per fare San Lazzaro – Lazzaretto?»

Almeno i cinéphile del Cinema Ritrovato li possiamo salvare?

«Ma chi, quelli che camminano con quelle borse di tela? Per colpa loro la piazza è occupata da uno schermo per due mesi a proiettare film in bianco e nero pesissimi»

Lo Stadio costa troppo.

«Il Sindaco deve trovare chi mette i soldi oppure ce li mette il Comune, l’importante è che sia comodo il parcheggio»

«Nuovo consumo di suolo, ma stai scherzando? E gli alberi?»

«Eh ban ban, vuoi tenerlo in Saragozza? Al massimo lì ci fai concerti e spettacoli tutte le sere e ci lasci i cinni con le polisportive»

«Ma sei pazzo? E io dove parcheggio? Non vorrai mica che io debba sentire Emma e Alessandra Amoroso e vedere quelle orde di bimbi minchia tutte le sere in giro per il quartiere»

Storie di vita vera. Dialoghi emozionanti scrollando il social più boomer che ci sia. Vi regalo l’ultima chicca: la colpa della speculazione degli appartamenti sarebbe dei magistrati che, anziché applicare le leggi, ne farebbero di proprie per fare i fenomeni.

Non so esattamente che cosa voglia dire, ma penso che in questo Paese i professori di diritto debbano davvero cominciare un’azione di civilizzazione giuridica modello Maestro Manzi. Prima puntata: spieghiamo che cosa non può fare il Sindaco.


4 pensieri riguardo “Ha da venì Baffone, anzi no

  1. Sarebbe stato più interessante spiegare la struttura da premierato estremo delle amministrazioni locali e quello che i cittadini possono fare per contestarle.
    Spiegare come funzionavano i quartieri a Bologna negli anni della città meglio amministrata d’Italia e come funzionano nella città più progressista d’Italia.
    Confrontare l’Urbanistica del contrasto alla speculazione e del verde come elemento qualificante con quella delle banlieue e della segnaletica orizzontale e verticale.
    Forse sono i professori di diritto che dovrebbero essere meno stalinisti e difensori del potere

  2. Da boomer napoletano trapiantato a Bologna posso dire che mi ha sempre meravigliato la propensione alla critica dei bolognesi verso l’amministrazione della loro città, che a me appare quasi perfetta.

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