Il 13 novembre prossimo, la Libreria per ragazzi di via Rizzoli ha pensato di recuperare e ricordare un personaggio che fece della televisione un mezzo per alfabetizzare la popolazione italiana nei lontani anni Sessanta del secolo scorso, andando a recuperare disegni significativi della sua attività e allestendo una mostra dove a essere sottolineato è un suo aspetto inedito: la sua continua frenesia nel disegnare sempre, in pubblico o in privato
di Vincenzo De Girolamo, giornalista
A Bologna c’è un posto in cui gli adulti possono ricordare di essere stati bambini. È un luogo che si trova proprio nel centro della città, in Piazza Maggiore.
Se è vero, come cantava Lucio Dalla, che «nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino», uno spazio dov’è bello perdersi e ritrovarsi in centro città c’è, ed è la Libreria Giannino Stoppani, dov’è viva l’attenzione verso i libri del mondo dell’infanzia e degli adolescenti.
Dal 1983 questa realtà culturale opera nella città petroniana, partita da Palazzo Bentivoglio e approdata in via Rizzoli all’inizio degli anni ’90. Il nucleo che ha costituito la libreria, composto allora da cinque donne tra studentesse e insegnanti, pose come linea d’identità un dettato pedagogico rivoluzionario, mutuato dalle lezioni tenute nelle aule della Facoltà di Pedagogia dal professor Antonio Faeti, in cui il discorso educativo s’incrociava con «arte, cinema, storia geografia e molto altro», come ricorda Silvana Sola, interpellata a fare una breve storia sulla libreria.
Fin dal principio lo spazio non è stato identificato solo come luogo di vendita, ma soprattutto come territorio d’ideazione e promozione culturale, luogo in cui allestire mostre riservate ad Altan, ai pirati o alla raffigurazione dell’avventura. Nella sua storia la libreria, dedicata all’editoria per ragazzi, ha messo gratuitamente a disposizioni visite guidate per le scuole, oltre a promuovere presentazioni di libri, e si è interessata a favorire l’incontro con autori e illustratori. Grande importanza ha riservato al “Guardare le Figure” un percorso fatto di vicende che hanno come obiettivo l’interazione tra immagine e parole, una strada adatta a educare e auto educarsi, senza porsi limiti d’età, sguardo o pensiero.
Quest’anno cade il quarantunesimo anno di attività. Il 13 novembre prossimo, la Giannino Stoppani ha pensato di recuperare e ricordare un personaggio che fece della televisione un mezzo di politica per alfabetizzare la popolazione italiana nei lontani anni Sessanta del secolo scorso, il Maestro Manzi, andando a recuperare disegni significativi della sua attività e allestendo una mostra dove a essere sottolineato è un suo aspetto inedito: la sua continua frenesia nel disegnare sempre, in pubblico o in privato.
Alberto Manzi fu uno straordinario comunicatore, rivoluzionario nel pensiero e nell’azione, che intratteneva un pubblico vastissimo trasmettendo un sapere che riusciva a raggiungere tutti. La sua narrazione partiva da un segno, da una sintesi visiva dalla quale si dipanavano i contenuti, un disegnare semplice ed efficace, fissato sulla lavagna, o su grandi fogli di carta. Un modo per facilitare la formazione del pensiero partendo da figure espresse con i suoi disegni, accompagnati delle parole che li evocano e corredano.
E proprio il disegno e il segno sono stati la sua caratteristica nel fare scuola e comunicazione. Un’attività che ha accompagnato il Maestro anche fuori dalle sale di registrazione, come dimostrano i molti materiali raccolti nel Centro Alberto Manzi. Disegnava ovunque, dagli incontri ai convegni. Nell’introduzione della pubblicazione che accompagna l’esposizione viene affermato che la caratterista del suo disegnare è riconoscibile nel «tratto nero, deciso e dettato da una mano sempre in movimento, irrefrenabile, che dava corpo a racconti visivi di grande ironia, vicini alla satira di antica memoria o a precise e organizzate forme pensate per un modo di fare scuola che non poteva prescindere dalle immagini. E il suo pupazzettare era un invito a guardare, leggere, copiare, prendere esempio e inventare».
La pubblicazione con i disegni, a firma del Centro, verrà regalata a tutti i visitatori della mostra che si inaugura alle ore 17.00 del 10 novembre, presso la libreria di via Rizzoli.
Intanto buon quarantunesimo compleanno alla Libreria Giannino Stoppani.
