Dopo aver vinto il ricorso al Tar, la prima dei non eletti Antonella Micele è potuta rientrare in aula e prendere il suo posto tra gli scranni del gruppo consiliare Centrosinistra per Casalecchio
di Barbara Beghelli, giornalista
Da due settimane, la minoranza del consiglio comunale di Casalecchio si è arricchita di una seconda figura politica femminile: dopo Elena Foresti (FdI) entra infatti Antonella Micele (Centrosinistra per Casalecchio). Da sempre orientata a sinistra, l’avvocata Micele ha militato per molti anni nel Partito democratico; attualmente è vicina a Coalizione Civica.
Come spesso accade in politica, anche il percorso della new entry è partito sui banchi del liceo: dopo aver conseguito la maturità classica nel 1994 si è laureata in Giurisprudenza e ha conseguito il Master in Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie all’Università di Bologna. Nel 1997 ha acquisito l’abilitazione all’esercizio della professione forense e, da allora, svolge l’attività di avvocata. Dopo anni di impegno come militante, nel 2004 viene quindi candidata ed eletta per la prima volta in Consiglio Comunale a Casalecchio, dove risiede, con l’incarico di presidente della Commissione Risorse e Programmazione. Successivamente, nel mandato 2009–2014 ricopre la carica di presidente del Consiglio Comunale, per arrivare così al mandato 2014-2019, in cui fu vicesindaca.
Arriviamo così alle ultime elezioni comunali del giugno di quest’anno come capolista della formazione di “Centrosinistra per Casalecchio” a sostegno del candidato a sindaco Dario Braga: Micele viene candidata ma non passa per l’errata applicazione della legge elettorale. Quindi decide di fare ricorso al Tar, vincendolo giusto qualche giorno fa.
Ci racconti il tribolato iter che l’ha infine portata alla vittoria.
«Subito dopo la proclamazione degli eletti ci siamo resi conto che la ripartizione dei seggi effettuata dall’Ufficio Elettorale Centrale risultava errata in quanto attribuiva alla coalizione facente capo a Dario Braga, ammessa al ballottaggio, un numero di seggi complessivamente inferiore a quelli attribuiti alla coalizione facente capo a Enrico Pasquariello, candidato del centrodestra. In quanto prima tra i non eletti ho proposto ricorso al Tar Emilia-Romagna, che il 24 ottobre 2024 lo ha accolto consentendo così il mio ingresso in Consiglio Comunale».
E com’è andato il primo consiglio comunale?
«Alla seduta del 7 novembre risultava iscritta una mozione a firma Fratelli d’Italia con oggetto il cambiamento climatico. La maggioranza consiliare, dopo averne ottenuto la posticipazione, ha però lasciato l’aula consiliare facendo così mancare il numero legale. Come consiglieri di Centrosinistra per Casalecchio non abbiamo condiviso questa scelta e siamo rimasti in aula anche dopo che la presidente del Consiglio aveva sospeso la seduta per verificare se il numero legale potesse essere ricostituito».
Che senso ha per una maggioranza abbandonare l’aula?
«Ritengo che abbandonare l’aula del Consiglio comunale per far venire meno il numero legale e impedire la discussione di una proposta di delibera o di una mozione non sia una scelta condivisibile, tanto più se a uscire sono i gruppi che detengono la maggioranza dei seggi. Coerentemente, in occasione della scorsa seduta ho scelto, insieme al mio collega Massimo Masetti, di restare in aula».
È vero che avete trattato all’ordine del giorno l’argomento della Palestina e che è stato anticipato questo punto al posto della mozione sull’alluvione?
«Abbiamo discusso dell’ordine del giorno che chiede al Governo di riconoscere lo Stato di Palestina, di agire in sede Onu per il riconoscimento dello Stato palestinese e di farsi parte attiva per fermare il ‘processo’ attualmente condotto da Israele. Siamo convinti che i componenti di un Consiglio Comunale abbiano il dovere morale di prendere posizione su un tema come questo, la cui attualità risulta di drammatica evidenza. L’anticipazione del punto è stata determinata dalla scelta della maggioranza di collocare la mozione sul cambiamento climatico all’ultimo punto dell’ordine del giorno».
Ma invece che parlare di guerre internazionali, non sarebbe meglio mettere all’odg che Casalecchio è ingessata da un semestre causa una miriade di lavori pubblici?
«Quello del traffico è senza dubbio uno dei problemi più significativi. In questo momento il fattore di maggiore criticità risulta, a mio avviso, costituito dalla chiusura del cavalcavia, necessaria per poter procedere con i lavori di realizzazione della Nuova Porrettana. Mi auguro che i tempi di completamento dell’opera non subiscano un allungamento a causa della necessità di eseguire i lavori di riqualificazione della rampa lato via Piave, sottoposti all’approvazione del Consiglio Comunale solo in tempi recenti».
