Il Rizzoli fu ospedale militare, prima con la svastica poi a stelle e strisce

Nell’autunno del 1943 l’istituto ortopedico fu spostato, su ordine dei tedeschi e dei fascisti, al Sant’Orsola per far posto a un nosocomio per la Wermacht. Sul colle adiacente, a Villa Revedin, fu allestito un ospedale della Marina. Dopo due anni terribili la bandiera tedesca fu ammainata ma il ritorno alla normalità per lo Ior sarebbe avvenuto solo dopo altri dieci mesi, durante i quali l’edificio divenne ospedale per l’esercito statunitense. Il ruolo benemerito del prof. Scaglietti

di Angelo Rambaldi, “Bologna al Centro-L’Officina delle Idee”


Per iniziativa e merito dell’Associazione di volontari “Bologna sotterranea” è stato recuperato il più grande rifugio antiaereo che, dal 1944, fu posto nei pressi dell’attuale edificio del Seminario Arcivescovile, sul poggio di fronte a San Michele in bosco. Sulla quella collina, dove per secoli vi era stato un convento dei monaci Cappuccini, poi soppresso e distrutto in epoca napoleonica, dagli inizi degli anni’40, in parte degli ambienti del Seminario, in accordo con l’Arcidiocesi e il Cardinale Nasalli Rocca, fu inserito un ospedale militare della Marina, il cui direttore fu l’allora giovane prof. Oscar Scaglietti. Sul colle di fronte vi era, dal 1896, l’Istituto Rizzoli.

Entrambi gli ospedali, fra il 1943 e il 1945, furono coinvolti in episodi difficili e drammatici, poco ricordati. Dopo la caduta di Mussolini il 25 luglio e successivamente all’8 Settembre, l’Italia e Bologna attraversarono una delle fasi più terribili della nostra storia. La città dall’ottobre del 1943 si trovò (suo malgrado) nel territorio della mussoliniana Repubblica Sociale italiana. Ed ecco che, fra ottobre e novembre del ’43, all’allora direttore del Rizzoli, il prof. Francesco Delitala, che dal 1940 aveva sostituito il prof. Vittorio Putti prematuramente scomparso nel 1940, si presentarono alti ufficiali tedeschi e gerarchi fascisti. Perentori, “invitarono” (senza possibilità di rifiuto) il Rizzoli a trasferirsi in un padiglione del Sant’Orsola. Il vecchio Rizzoli divenne infatti un ospedale militare tedesco.

Intanto, in parte degli ambienti del Seminario Arcivescovile di villa Revedin proseguiva l’attività dell’ospedale della Marina. Alle autorità tedesche e fasciste arrivarono sospetti che in quell’ospedale si curassero anche feriti antifascisti. Oscar Scaglietti fu messo “alle strette” ma con grande abilità riuscì a tranquilizzare i suoi accusatori. All’inizio dell’autunno del 1944 l’ospedale della Marina ebbe la visita di Benito Mussolini. In questa visita, al “tramonto”, avvenne l’incontro fra il duce e Scaglietti, che sarà provvidenziale.

Quando nella primavera del 1945 gli alleati sfondarono le difese tedesche e si avvicinavano alla pianura, Scaglietti ebbe una telefonata, terribile, dal Maresciallo Rodolfo Graziani, capo dell’esercito di Mussolini. Graziani praticamente ordinava – si tenga presente che Scaglietti era un ufficiale militare medico – di spostare tutto l’ospedale (ricoverati, medici, infermieri) oltre il Po, dove ci sarebbe stata una ultima resistenza della Repubblica fascista. Scaglietti non commentò il “delirio” di Graziani. Trovò però un’automobile e alla maggiore velocità possibile riuscì a farsi accompagnare a Salò. Non solo, riuscì a parlare con Mussolini, pregandolo di intervenire per bloccare l’assurdo spostamento dell’ospedale da lui diretto. Mussolini, oramai vicinissimo alla fine della sua storia e della sua vita, si fece convincere, anche perché Scaglietti aveva una personalità fortissima.

Dopo poco tempo la bandiera con la svastica fu ammainata al Rizzoli dai tedeschi in fuga. Il prof. Delitala nei suoi diari ricorda che era pronto per il ritorno, dal Sant’Orsola nella sua sede a San Michele in Bosco. Ma non fu così. Dopo essere stato per quasi due anni ospedale militare tedesco, il Rizzoli divenne, per una decina di mesi, ospedale militare americano.

Fra il 1945 ed il 1946 il Rizzoli riprese il suo glorioso viaggio. L’ospedale militare della Marina a Villa Revedin rimase in funzione dopo il 1945 per un paio di anni. Il prof. Scaglietti divenne un clinico ortopedico famosissimo. Creò a Bologna la casa di cura privata convenzionata “Villa Salus”, destinata a chiara fama. Divenne poi direttore a Firenze dell’Istituto Ortopedico Toscano. Fu anche direttore di una delle Cliniche ortopediche Rizzoli, ma solo per un anno. Come mai? Questa è un’altra storia.

In copertina: il comandante tedesco del “Feldlazarett 682” e il comandante dell’ospedale militare americano collocato al Rizzoli dopo l’Aprile 1945


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