La giungla dei b&b: la Regione Toscana finalmente ci prova

La legge ancora non c’è, ci sono solo notizie di stampa. Ma la via è chiara: tutelare i centri storici e proteggere le zone ad alta pressione demografica, obbligando i “professionisti” dell’accoglienza ad agire nel rispetto dei criteri e limiti fissati dai Comuni. Sono linee semplici e “minimali”, su cui anche l’Emilia-Romagna dovrebbe riflettere e impegnarsi. Ci vuole una legge della Regione, che ha competenze in materia di turismo e pianificazione commerciale. Perché non le usa?

di Roberto Bin, costituzionalista


Sulla questione degli affitti brevi la Regione Toscana si è finalmente mossa. Ha emanato una legge che limita l’overtourism, quel fenomeno che sta degradando il decoro delle città e complica la vita a chi risiede nelle centri ad attrazione turistica (praticamente tutte le città italiane): sottrazione di alloggi disponibili a chi cerca casa, degrado dell’offerta commerciale sempre più orientata ad attirare il turista di passaggio, trasformando negozi e esercizi storici e stravolgendo l’immagine stessa della città, in cui comitive e serpentoni di gente sciamano guidati da un app che indica le “cose imperdibili” da vedere (o da mangiare)…

I Comuni poco possono fare, si dice, ma le Regioni invece possono fare molto. E la Toscana ha incominciato a capirlo.

La legge ancora non c’è, ci sono solo notizie di stampa. Ma la via è chiara: governare la giungla, tutelare i centri storici e proteggere le zone ad alta pressione demografica, obbligando i “professionisti” dell’accoglienza ad agire nel rispetto dei criteri e limiti fissati dai Comuni, pur lasciando liberi coloro che affittano camere nella loro casa di abitazione a continuare a farlo.

Sono linee semplici e “minimali”, su cui anche la Regione Emilia-Romagna dovrebbe riflettere e impegnarsi. I Comuni, da soli, poco possono fare: qualsiasi limite introducessero si troverebbero subito davanti al giudice amministrativo, immediato sarebbe infatti il ricorso da parte degli “interessi forti” inevitabilmente “offesi”. Ci vuole una legge della Regione, che ha competenze in materia di turismo e pianificazione commerciale. Perché non le usa?

La risposta non è difficile, ma non è piacevole. La Regione (e non solo la nostra, a dire il vero) ha perso quella carica innovatrice che aveva avuto nelle prime legislature, quando furono le leggi delle Regioni – per dirne una – ad anticipare la riforma del Servizio sanitario nazionale: si è burocratizzata, “aziendalizzata”, ha perso obiettivi politici alti, quasi che la politica regionale non possa avere margini di innovazione ma debba accontentarsi tutt’al più di aspirare a qualche forma di collaborazione “al vertice” con il Governo.

Ma non è così: le Regioni sono state dotate dalla Costituzione di un potere legislativo perché solo con una legge possono aprire gli spazi e introdurre novità importanti nella legislazione italiana. Naturalmente i funzionari regionali, abituati e rassegnati a sbattere contro gli ostacoli opposti dalle burocrazie ministeriali, ripeteranno che non si può, che il governo impugnerebbe qualsiasi innovazione promossa dalla Regione. Ma questa è una partita tutta da giocare: le leggi bisogna farle bene tecnicamente e chiare politicamente. Poi si discuterà davanti alla Corte costituzionale della loro legittimità: e la Corte non è il Tar, capisce bene le ragioni delle autonomie, come il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, ha dovuto imparare di recente.

Ma le ragioni devono essere espresse chiaramente e supportate da una buona elaborazione tecnica. Così si può vincere.

Photo credits: Corriere di Bologna


Un pensiero riguardo “La giungla dei b&b: la Regione Toscana finalmente ci prova

  1. E’ necessario un intervento politico che regolamenti questo fenomeno ma che allo stesso tempo sostenga la vivibilità dei centri storici, promuovendo attività commerciali sostenibili, incentivando l’accessibilità degli affitti residenziali e migliorando la pianificazione urbana.

    Solo con una visione integrata e una politica lungimirante si potrà garantire un equilibrio tra la fruizione turistica e la qualità della vita dei residenti.

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