Alex Trusty, la mostra “Contemporary Museum Watching” esplora il rapporto fra le opere e i visitatori dei musei

Frutto di un’indagine portata avanti per quasi dieci anni dal fotografo romano Alessandro Fidato, l’esposizione di 50 scatti sarà ospitata nelle sale delle Collezioni Comunali d’Arte di Palazzo d’Accursio fino al 16 febbraio

di Sara Cosimini, storica dell’Arte


Inaugurata lo scorso 16 novembre 2024 e aperta al pubblico fino al 16 febbraio 2025, Contemporary Museum Watching è il frutto di un’indagine portata avanti per quasi dieci anni dal fotografo romano Alessandro Fidato, meglio noto come Alex Trusty. Gli oltre 50 scatti, ospitati nelle sale delle Collezioni Comunali d’Arte di Palazzo d’Accursio (Piazza Maggiore, 6) analizzano il rapporto tra opera d’arte e visitatore e come esso si stia evolvendo nella contemporaneità. La tappa bolognese della mostra, reduce dal successo di Milano, è promossa dall’associazione culturale torinese Phos – Centro Fotografia Torino, in collaborazione con i Musei Civici di Bologna e l’architetto e scrittore Luciano Bolzoni, curatore della mostra. Il progetto fa parte di Art City Bologna 2025, il ricco programma di eventi, mostre e iniziative legato ad Artefiera che, come ogni anno, invaderà la città a colpi di arte contemporanea.

Alex Trusty, Museo Madre, Napoli, 2016, Courtesy Sara Cosimini
Alex Trusty, Museo Madre, Napoli, 2016, Photo credits: Sara Cosimini

L’attenzione di Alex Trusty si focalizza da sempre su ciò che avviene al di fuori del perimetro dell’opera, più che all’opera stessa. L’artista è profondamente affascinato dal  tipo di rapporto che si instaura tra essa e il visitatore, fattore che ha colpito anche due grandi protagonisti della storia della fotografia: l’americano Elliott Erwitt e il tedesco Thomas Struth. Come Trusty, anche loro hanno seguito gli avventori nei musei, aspettando pazientemente il momento per lo scatto perfetto, in un periodo in cui le fotografie nei musei non erano nemmeno permesse. I loro studi, che si sono tradotti in due pubblicazioni molti interessanti, mostrano un rapporto completamente diverso tra opera e spettatore rispetto a quello a cui siamo abituati: gli avventori che si aggiravano per le sale dei musei erano più riverenti, silenziosi e anche un po’ intimoriti dal luogo in cui si trovavano.

Alex Trusty, Musée d'Orsay, Parigi, Autoritratto, Courtesy Musei Civici Bologna
Alex Trusty, Musée d’Orsay, Parigi, Autoritratto, Photo credits: Musei Civici Bologna

Oggi la situazione si è totalmente capovolta: complice l’avvento di internet e soprattutto, dei social media, i visitatori si sentono più a loro agio e si muovono liberamente all’interno degli spazi museali, cercando l’angolazione migliore per uno scatto insieme all’opera preferita. Per questi motivi, il mondo attuale non può più essere rispecchiato dalle indagini di Erwitt e Struth e questo ribaltamento di significato necessita di un approfondimento antropologico più attualizzato.

Ed ecco che Museum Watching di Elliott Erwitt diventa Contemporary Museum Watching nella ricerca di Alex Trusty. Appassionato cronista contemporaneo, il fotografo raccoglie le testimonianze di questo cambiamento all’interno di oltre 80 musei sparsi per il mondo: dagli orgogli tutti italiani, come la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Vaticani e il Madre di Napoli, fino ad arrivare a istituzioni di respiro internazionale, come il Moma di New York, il Museum Ludwig di Colonia e il Louvre di Parigi.

Alex Trusty, Fondazione Prada, Milano, 2020, Courtesy Sara Cosimini
Alex Trusty, Fondazione Prada, Milano, 2020, Photo credits: Sara Cosimini

Trusty sa rendersi invisibile e da questa condizione, osserva: la sua attenzione viene catturata non tanto dalla bellezza certamente indiscussa dell’opera, quanto dallo spettatore colto nel momento di massima contemplazione di fronte ad essa. È proprio in questo istante che avviene qualcosa di incredibile: la realtà del museo e dell’opera diventano un tutt’uno con gli occhi e le emozioni dello spettatore. Questa condizione dà luogo a inediti modi di vedere: il visitatore sembra come stregato dall’opera, tanto da non riuscire a smettere di osservarla. Negli scatti di Trusty, gli uomini e le donne colti nel momento di massimo coinvolgimento con l’opera ne diventano complici, restando intrappolati senza più via d’uscita. In un gioco camaleontico e mimetico, il visitatore prende le sembianze di ciò che sta guardando, diventando anch’esso parte integrante della scena.

Alex Trusty, Museum Ludwig, Colonia, 2022, Courtesy Musei Civici Bologna
Alex Trusty, Museum Ludwig, Colonia, 2022, Photo credits: Musei Civici Bologna

Per l’artista non esistono solo le opere da contemplare all’interno delle sale dei musei. Nei suoi scatti, anche le architetture diventano oggetti d’arte, sia per la loro bellezza sia per il loro significato intrinseco. Alla sua sensibilità non sfugge infatti che è proprio la struttura del museo a venire per prima in contatto con il visitatore; come uno scrigno prezioso, si schiude al curioso per mostrare i gioielli che custodisce al suo interno. Per l’artista tutto è bellezza, anche se il museo più affascinante resta la città storica; per questo motivo, molti dei suoi scatti mostrano una visione privilegiata che dall’interno guarda verso l’esterno. Sottoponendosi a un sottile gioco di osservazione degli ambienti e dei paesaggi, Alex Trusty sa mettersi da parte, rivelandoci in tutta la sua potenza, l’emozione pura del museo e la rivelazione più sincera di un essere umano davanti alla perfezione di un’opera d’arte.

Alex Trusty, The Art Institute of Chicago, 2016, Courtesy Musei Civici Bologna
Alex Trusty, The Art Institute of Chicago, 2016, Photo credits: Musei Civici Bologna

L’articolo è stato realizzato per Cubo-Rivista del Circolo Università di Bologna, diretta da Massimiliano Cordeddu. In copertina: Alex Trusty, Musei Vaticani, Roma, 2022 (Photo credits: Sara Cosimini)


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