“Blinding Plan”: un percorso di vedo non vedo artistico alla Fondazione Gajani

Un dialogo asincrono sui temi dell’assenza e del vuoto tra l’artista e fotografo bolognese scomparso nel 2009, la fotografa Isabella Tortola e la videoartista Debora Vrizzi. La mostra, inserita nel cartellone ufficiale di Art City 2025, sarà ospitata dal 5 al 9 febbraio nelle sale della fondazione in via de’ Castagnoli 14

di Sara Papini, operatrice della comunicazione e curatrice della mostra


In occasione di Art City 2025 gli spazi della Fondazione Gajani di via de’ Castagnoli 14 verranno attraversati dal lavoro di due artiste molto differenti tra loro, chiamate a collaborare insieme per la prima volta: Isabella Tortola e Debora Vrizzi. Da una parte una fotografa; dall’altra una regista e una videoartista. 

Obiettivo della mostra Blinding Plan: the Minimalism of Art è quello, come sempre, di trovare un dialogo e una narrazione con Carlo Gajani e i suoi “luoghi”: fondazione-galleria e casa d’artista. Se l’anno scorso l’approccio con Francesca Lolli è stato quello della caccia al tesoro, quest’anno, invece, avverrà una vera e propria “emissione dell’arte”.  Parte del mobilio e delle decorazioni architettoniche, infatti, rimarrà visibile; le opere d’arte dell’autore, invece, verranno “nascoste” attraverso l’utilizzo di semplici teli trasparenti.

Il telo si fa, in questo modo, simbolo di una cancellazione che non vuole essere, da parte delle artiste e della curatela, né un’occupazione della residenza del celebre artista bolognese né una forma di remissione rispetto alla sua arte. L’obiettivo è semplicemente quello di ribaltare la visione e lo sguardo di chi, come ospite, entrerà all’interno della mostra durante la manifestazione cittadina. Cosa succederebbe se il luogo che ci aspettiamo di trovare ricolmo d’arte si ritrovasse svuotato da tutto? Che significato produrrebbe nella mente dello spettatore? Una cancellazione che non vuole essere un ribaltamento dell’arte di Gajani, ma un vero e proprio cambio di significato, un’eliminazione alla Emilio Isgrò: cancellare per svelare il paradosso, giocare con l’ovvio e sulle aspettative di chi, da tempo, forse si è troppo abituato a dare per scontato ciò che ha davanti. In questo modo l’arte, da mero oggetto commerciale, da banalità, da ovvietà riprende forza e spazio, urlando e manifestandosi attraverso la sua stessa assenza.

Per farlo, in aiuto a questa pratica più performativa della mostra, verranno chiamate a installare all’interno della stanza espositiva due artiste che porteranno in luce la questione dell’assenza e del vuoto. 

Da una parte Debora Vrizzi con la proiezione dei suoi due video Blinding Plancon i quali l’artista si diverte a eliminare virtualmente tutte le opere all’interno di alcuni musei. Il prodotto finale che ne scaturisce è una carrellata assordante di persone che scrutano, fissano e consultano il vuoto. Cosa stiamo guardando?

Un frame dal video “Blinding Plan” di Debora Vrizzi

Nella seconda sezione, invece, troviamo le fotografie architetturali di Isabella Tortola, che esporrà una serie incentrata sul vuoto e il parallelismo estetico. Le inquadrature, spogliate di ogni oggettistica ritenuta superficiale (fino quasi al paradosso), ci parlano di un’assenza e di una solitudine, totalmente opposta al lavoro di Gajani fotografo.

“Untitled”, Isabella Tortola

L’esposizione, inserita nel cartellone ufficiale di Art City 2025, dopo il vernissage del 5 febbraio alle 17.00 sarà visitabile dal 6 al 9 febbraio dalle 16.00 alle 22.00, con un’apertura straordinaria fino alle 24.00 l’8 febbraio, in occasione dell’Art City White Night. Partner ufficiali della mostra sono Cantiere Bologna, Ratpark Magazine, la rassegna annuale di Videoart Yearbook, Ibrida Festival delle arti intermediali, Juliet Art Magazine e Fatavideo.it, l’archivio di videoarte transfemminista.

Per informazioni sulla mostra:

sito web: https://fondazionecarlogajani.it/

e-mail: info@fondazionecarlogajani.it o saratraumer23@gmail.com


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