Il 24 gennaio in sala Farnese l’assemblea del Coordinamento regionale degli enti locali per la pace ci ha ricordato che l’impegno per ottenerla deve essere il filo conduttore che dà il senso al nostro quotidiano. Per queste ragioni la sua bandiera deve continuare a sventolare dal balcone di Palazzo d’Accursio
di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico
Venerdì 24 gennaio in sala Farnese a Palazzo d’Accursio, si è svolta una riuscitissima assemblea del Coordinamento regionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, convocata dall’assessore Daniele Ara – che ha, tra le altre, anche la delega all’educazione alla pace e non violenza. Il sindaco Matteo Lepore e il presidente della Regione Michele de Pascale sono intervenuti mettendo in rilievo lo straordinario valore che ha assunto la ‘questione pace’ in questi tempi drammaticamente a rischio.
Per impulso del direttore Flavio Lotti, il Coordinamento nazionale per la pace e i diritti umani è una struttura radicata negli enti locali. Si tratta di costruire la Pace “dal quartiere all’Onu”, passando per le scuole di ogni ordine e grado. Quella del 24 gennaio è stata una tappa importante, in cui è stato illustrato e distribuito un “calendario 2025” della Pace. Un calendario che culminerà il 12 ottobre prossimo nella marcia Perugia-Assisi. Una marcia che, nel 1985, ebbe il suo prologo proprio a Bologna per volontà del compianto assessore alla Scuola Ettore Tarozzi.
Ricordo anche che nel 1968, a guerra del Vietnam in corso, il no alla guerra fu pronunciato dal Cardinal Lercaro con il Consiglio dottrinale di don Giuseppe Dossetti. Bologna città che attua e propugna la pace è stato, da allora, l’imperativo categorico lanciato dal sindaco Guido Fanti. Renzo Imbeni, tanti anni dopo, rinvigorì la fisionomia di Bologna “città di pace”. Qui per volontà di Dossetti nacque, anzitempo, quella biblioteca che poi supportò il Concilio Vaticano II di cui Lercaro, con il Consiglio di Dossetti, fu tra i “moderatori”.
Tanti sono stati gli interventi venerdì scorso di amministratori e amministratrici dei Comuni della nostra Regione. Una pagina eloquente è stata sfogliata in sala Farnese ed è opportuno, grazie a Cantiere, sottolinearlo. Sono stati distribuiti, con particolare riguardo alle scuole, strumenti di lavoro molto utili.
L’impegno per la pace deve essere il filo conduttore che dà il senso al nostro quotidiano. Per queste ragioni la bandiera della pace deve continuare a sventolare dal balcone di Palazzo d’Accursio.
