Perché è un errore l’aumento dei biglietto del bus

Ci sono mille giustificazioni, tutte fondate, ma sono sbagliati i tempi e il messaggio. Ma forse c’è una spiegazione diversa

di Aldo Balzanelli, condirettore cB


Il biglietto del bus non aumentava da tempo immemorabile. Vero. Il Comune non poteva più compensare i mancati aumenti previsti dal contratto. Vero. Il governo ha tagliato i fondi per il trasporto pubblico. Vero. Gli aumenti colpiscono soprattutto gli utilizzatori saltuari mentre tutelano le fasce deboli. Più o meno vero. All’estero il trasporto pubblico è decisamente più caro. Tutto vero, ma nonostante questo l’aumento annunciato è sbagliato. Vediamo perché.

Il punto non è tanto la cifra in sé. L’aumento in realtà è consistente, da 1,5 a 2,3 euro per la corsa singola. Ma il Comune controbatte che questo rende più competitivi gli abbonamenti. Beh, allora verrebbe da dire che se il biglietto di corsa singola fosse stato fissato a 5 euro gli abbonamenti sarebbero ancor più competitivi… Ma è poco più che una battuta, perché non sono i 2,3 euro a essere sbagliati. L’errore è altro: nei tempi e nel messaggio. 

I tempi. In questi mesi la città è devastata dai cantieri. E meno male vien da dire, visto che dopo decenni di inerzia e rinvii finalmente si è messa mano a un’ infrastruttura, il tram, che cambierà a fondo il trasporto pubblico. Ma la diffusa presenza dei cantieri, che provoca inevitabili disagi a chi vive e opera nelle (tante) zone interessate dai lavori, che riduce i parcheggi, che determina deviazioni e ritardi nelle linee dei bus, avrebbe consigliato di soprassedere almeno per un altro po’ agli aumenti. Che sarebbero diventati decisamente più accettabili nel momento in cui l’offerta di trasporto pubblico si sarebbe arricchita con il tram. 

Il messaggio. L’aumento del biglietto, ma anche degli abbonamenti, con la conquista del record italiano del prezzo della corsa, appare oggettivamente contraddittorio con i ripetuti appelli all’uso del mezzo pubblico in alternativa all’automobile privata. Non è tanto una questione di cifra. Mezz’ora di E-bike costa 2 euro e mezzo e ciò nonostante il servizio è preso d’assalto senza che nessuno si lamenti più di tanto. È questione che se inviti tutti a lasciare a casa l’auto, anche perché aumenti il costo della sosta, non puoi contemporaneamente incrementare, e non di poco, il prezzo dell’alternativa. Soprattutto nel momento in cui l’alternativa non è certo, per le ragioni che abbiamo detto, al massimo dell’efficienza. È vero che abbonamenti e citypass aumentano decisamente meno della corsa semplice, ma “aumentano”. Ed è questa la parola che s’imprime nella mente delle persone. E non c’è bisogno di spiegare che spesso il messaggio prescinde dal contenuto. 

Tutto sbagliato insomma? Forse una spiegazione c’è. Rimandare  l’aumento delle tariffe del bus avrebbe pericolosamente avvicinato il contraccolpo emotivo e finanziario alle scadenze elettorali, mentre ora c’è tutto il tempo per digerire il malcontento. Insieme ai disagi per i cantieri, che saranno rapidamente dimenticati nel momento in cui il tram comincerà a correre sulle rotaie.

Che sia un pensiero malevolo?

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5 pensieri riguardo “Perché è un errore l’aumento dei biglietto del bus

  1. Aumentare il prezzo del biglietto e degli abbonamenti in questo momento è una scelta scellerata e politicamente disastrosa sopratutto fatta da una giunta che si autoproclama la più green d’ Italia e che vuole a parole incentivare l’ uso dei mezzi pubblici. Per non parlare poi dei disastri che hanno combinato a livello ambientale distruggendo intere aree verdi per costruire ex novo invece di ristrutturare l’ esistente e poi si fanno incontri e convegni per parlare di desigillazione del suolo una roba che solo a sentirla mi fa ribrezzo. Non so mi sembra di sentire sempre puzza di aria fritta.

  2. Dire che non è tanto una questione di cifre di aumento del Biglietto ma del principio è indice del fatto che lei, come tutti i sostenitori di questa giunta, siete progressisti solo a parole. Il punto è proprio che l’aumento dei biglietti, la cantierizzazione selvaggia, la politica green dei 30 all’ora e delle maledette e-bike nel centro città, il co-housing per le coppie di attivisti ecologisti hanno un unico obiettivo: rendere bologna una città per ricchi radical chic.
    Smettiamola di nasconderci dietro il fatto che quando il tram correrà su rotaia si potrà chiudere un occhio e tornare a votare per Lepore. Le politiche del sindaco rimarranno incise sulla pelle degli abitanti della periferia e dei comuni della corona periferica. Gli stessi che vengono spinti sempre più al di fuori della città a causa dell’aumento dei prezzi delle case, gli stessi che si beccheranno i disagi e l’inquinamento del nuovo passante che verrà costruito non in centro ma ai limitari del Pilastro, delle Roveri, della Barca, gli stessi che magari in centro ci devono andare per lavoro o per studio ma che non si possono permettere nemmeno un abbonamento annuale a 290 con il loro ISEE.
    Le città europee che tanto fanno da modello di riferimento non sono più care: a Lisbona dove sono stato la settimana scorsa il biglietto (valido su qualsiasi mezzo urbano) costa 1.80 euro, costo che rende superfluo comprare il biglietto giornaliero o i carnet da 10 corse. A Bordeaux (città per dimensioni molto più simile a Bologna) 1,60 e fra l’altro lì il tram arriva fino in aeroporto senza la presenza di inutili monorotaie o autobus speciali. E si potrebbe continuare.
    Questa città è amministrata da una cricca di affaristi interessata a speculare a livello immobiliare (vedi ex CAAB-FICO, nuovo Stadio, la nascita di inutili fondazioni Urbane e Bologna Welcome) che vuole attrarre un certo tipo di turisti, nuovi residenti e investimenti: ricchi, di conseguenza quasi esclusivamente bianchi, attenti ai diritti civili ma dio non voglia assolutamente non a quelli sociali e soprattutto benpensanti.
    Chi come questo giornale gli fa da cassa di risonanza compie un opera ambigua e di scarsa onestà intellettuale, specialmente quando, anche di fronte all’indifendibile, l’unica critica che propone si basa sul fatto che non sia un problema di cifre ma di principi. Io penso che essere di sinistra significhi stare molto attenti alle cifre per poter permettere a chi non arriva a fine mese di potersi concedere il lusso dei principi.

  3. Concordo in parte con quanto detto nei commenti precedenti, ma solo nelle parti che criticano questa disastrosa amministrazione della citta’ di Bologna da parte del sindaco Lepore. Le motivazioni addotte dal sindaco per questi enormi aumenti dei prezzi dei biglietti dei mezzi pubblici ( che portano Bologna ad avere il triste primato in Italia e anche su diverse metropoli europee) sono inconsistenti. Sollecitare i cittadini a usare i mezzi, eliminando in centro centinaia di posti auto, e contemporaneamente aumentando i prezzi dei bus, mi sembra un disegno di uno stratega perverso: costringe i cittadini a usare i mezzi e poi aumenta il prezzo delle corse e il bilancio del Comune ne gode. Un piano diabolico! Un consiglio al sindaco: utlizzi i fondi enormi che derivano dalle.multe.degli.autovelox sparsi in tutta la citta’. Un consiglio ai bolognesi: ricordatevi di tutto questo che vi e’stato imposto quando andrete a votare.nelle prossime elezioni comunali!

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