In ricordo di Renzo Imbeni a vent’anni dalla sua scomparsa

Va ricordato il clima bolognese che si respirava alla vigilia della designazione a sindaco. Ecco, «arriva il modenese», si sussurrava con provinciale diffidenza in molti ambienti cittadini. Non sapevano forse, i supponenti, che Renzo era stato segretario nazionale della Fgci e aveva anche “girato il mondo”. Si conquistò una stima profonda nella Ue. L’Europa forte e credibile era la sua dimensione di lavoro a livello politico e culturale nella prospettiva di un mondo “kantianamente” di pace

di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico


Il 21 e il 22 febbraio, nel decennale della morte, a Palazzo d’Accursio sarà ricordato Renzo Imbeni, che fu sindaco di Bologna dal 29 aprile 1983 al 27 febbraio 1993 ed europarlamentare dal 1989 al 2004, gli ultimi dieci nel ruolo di vicepresidente vicario del Parlamento europeo.

Rita Medici Imbeni, coniuge del politico scomparso a 61 anni, ha curato con intelligenza e passione lo svolgimento delle due giornate che vedranno anche la partecipazione di Valentina Imbeni, figlia molto amata da Renzo. Molti e qualificati saranno i relatori. La due giorni sarà conclusa nella prima giornata dal parlamentare europeo, ed ex presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e nella seconda dal nuovo presidente, Michele De Pascale.

Con l’occasione desidero ricordare il clima bolognese che si respirava alla vigilia della designazione a sindaco di Imbeni. Ecco, «arriva il modenese», si sussurrava con provinciale diffidenza in molti ambienti cittadini. Non sapevano forse, i supponenti, che Renzo era stato segretario nazionale della Federazione giovanile comunista italiana (Fgci) e aveva anche “girato il mondo”, fin da giovane.

Renzo era un uomo politico che rifuggiva dalle “luci della ribalta”. Stava naturaliter tra la gente, si recava al lavoro in autobus, era un uomo normale. Sapeva ascoltare. Per lui essere sindaco non era “una sintesi a priori”, un qualcosa di apodittico, piuttosto una “sintesi a posteriori” da conquistarsi giorno per giorno. Sia come uomo politico che come sindaco sapeva e voleva ascoltare. Aveva la dote della “calma”, non aveva mai “fretta”. Virtù oggi desuete. Quando divenne parlamentare europeo affrontò quella esperienza con “diligenza’”. Sì, diligenza quotidiana.

Si conquistò una stima profonda in Europa. Credeva alla dimensione europea così come ci aveva creduto Giorgio Amendola e come ci credette poi Giorgio Napolitano. L’Europa forte e credibile era la sua dimensione di lavoro a livello politico e culturale nella prospettiva di un mondo “kantianamente” di pace. Era un uomo buono, che sapeva metterti a tuo agio nel dialogo.

Il rimpianto è forte, indelebile. Spero che le due giornate a lui dedicate vedano una partecipazione ampia a partire dai politici di oggi. Mi auguro anche da qualche giovane studioso. La Fondazione Imbeni è sensibile verso i giovani studiosi. Vent’anni sono tanti ma per molti che l’hanno conosciuto sono “ieri”. La malattia ha strappato al Paese e a tanti una “potenzialità” ancora inespressa. È la verità.


5 pensieri riguardo “In ricordo di Renzo Imbeni a vent’anni dalla sua scomparsa

  1. Renzo Imbeni l’ ultimo grande SINDACO di Bologna l’ho conosciuto personalmente era una persona per bene gentile affabile ascoltava e parlava con tutti anche con chi magari lo contestava ed usava veramente l’ autobus per spostarsi non come adesso che il sindaco ha l’ autista ed una pletora di personaggi adoranti che lo seguono. Purtroppo dopo di lui c’è stato un decadimento continuo fino ai nostri giorni con un sindaco ed una giunta imbarazzanti che si autoproclamano i più green d’Italia ma che all’ atto pratico fanno esattamente il contrario. Imbeni lo ricordo con grande affetto e mi manca veramente una persona così onesta preparata che amava il suo lavoro e si impegnava per il bene dei cittadini che rappresentava.

  2. Ho sempre amato Il mio sindaco Imbeni. Pur non frequentandolo,si sentiva la sua presenza, che ispirava fiducia e stabilità. Quando sono andata al Parlamento Europeo con un piccolo gruppo di persone, ci ha acolti affabile e disponibile come sempre. E’ un ricordo che porto nel cuore.
    Poi, il tempo passa, né Bologna né il mondo sono più quelli che erano trenta anni fa e trovo impietoso cogliere l’occasione del ricordo del Sindaco Imbeni per parlar male del Sindaco attuale, che trovo coraggioso e che stimo per l’Impegno e per la disponibilità a stare vicino ai suoi cittaduni.

    1. Visto che secondo lei il mio commento è impietoso le faccio notare che io non ho offeso nessuno ho fatto solo notare la differenza che passa per me fra una persona come Imbeni e la classe politica attuale.

  3. Dall’Autore: “Sapeva ascoltare. Per lui essere sindaco non era “una sintesi a priori”, un qualcosa di apodittico, piuttosto una “sintesi a posteriori” da conquistarsi giorno per giorno.”
    Appunto.

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