L’emergenza “casa” e il rischio paralisi

In città ci sono oltre 13mila alloggi sfitti, oltre il 5% del totale delle abitazioni, e i prezzi delle nuove abitazioni sono proibitivi. Nella sua staticità, nonostante gli sforzi dell’Amministrazione, il problema è segno dolorante di paralisi. Rimuoverlo non è semplice

di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico


A Bologna il mercato immobiliare è ingessato ma proliferano le agenzie immobiliari. Dopo le recenti misure regionali sul carico tributario, i bolognesi sono ricchi a loro insaputa.

Il mercato degli affitti è inaccessibile non solo per i giovani soli ma anche per una giovane famiglia. I canoni medi di locazione raggiungono livelli molto alti. C’è uno status quo che tarpa le “speranze di futuro” che il Comune ha in agenda.

Il contesto metropolitano, per quanto riguarda la “cintura” della città capoluogo, registra una situazione altrettanto delicata. Le recenti catastrofi naturali peraltro deprimono il mercato immobiliare. Il “purgatorio” di questa fase di transizione, nonostante l’impegno encomiabile di quanti sono impegnati nei lavori e le rassicurazioni del Sindaco, se non scivola verso l’inferno rende il paradiso un miraggio.

Non fa certo piacere fare queste considerazioni. Bologna è la capitale dei big data e resta città di eccellenza ma sempre più faticosa da vivere per una larga fetta di cittadini. Non parliamo dei giovani e di quanti sono costretti a stare a Bologna per assistere, da fuori Regione, i pazienti che si rivolgono alla nostra sanità pubblica che è di eccellenza.

I numeri parlano chiaro e confermano il problema. In città ci sono oltre 13mila alloggi sfitti, oltre il 5% del totale delle abitazioni, e i prezzi delle nuove abitazioni sono proibitivi, basti pensare che un appartamento di medie dimensioni in un noto complesso edilizio della prima periferia può arrivare a costare fino a 440mila euro. La questione “casa”, nella sua staticità è segno dolorante di paralisi. Come rimuoverla? Il problema non è semplice.


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