Quello di via del Gomito 22/2 è l’unico complesso cittadino in grado di accogliere persone senza dimora con i loro animali da compagnia. Di proprietà di Asp e gestito dalla cooperativa Open Group, può ospitare fino a 29 persone e dispone di 11 cucce e un’area verde
di Barbara Beghelli, giornalista
Esiste un luogo, al quartiere Navile, in via del Gomito 22/2, aperto 24 ore su 24, che prende il nome di Rifugio notturno della Solidarietà (telefono 051 324285). È l’unico complesso residenziale per adulti della città che accoglie i senzatetto che hanno un cane al seguito del proprio ingrato destino, gli animali da compagnia che costituiscono la loro unica famiglia e da cui non si separerebbero mai e poi mai.
Cuccioli e non più cuccioli che vediamo tutti noi, anche di notte, sempre insieme con i loro proprietari sfortunati e senza casa, anche se spesso facciamo finta di niente, di non vedere. Li troviamo stesi fianco a fianco sotto un portico, al lato delle chiese che però non li accolgono. È il caso di un uomo siciliano col suo piccolo quattrozampe che “dorme” tutte le notti vicino alla chiesa di San Giuseppe, al quartiere Saragozza («i preti mi hanno detto che non possono accogliermi e alla Caritas non accettano i cani, ma forse meglio così, è molto sporco e pieno di siringhe»). O della donna di cui non ho chiesto il nome e che, sempre col suo piccolo cagnolino, si accuccia appena viene buio su due cartoni di fronte a Santa Maria della Vita, in via Clavature, ubicata nel salotto buono di Bologna, dove «c’è un po’ più di luce, alla Caritas non ci prendono».
Al freddo invernale, sotto la pioggia, sottozero, spesso senza nemmeno una coperta e con una scatoletta di tonno quando va bene, mentre noi facciamo sempre finta di niente o andiamo al ristorante, al cinema o a guardare i soliti inutili messaggi al telefonino, naturalmente ultimo modello.
La realtà di cui qui si narra, il Rifugio notturno della Solidarietà, è di proprietà di Asp e attualmente gestita da Open Group per conto del Comune. Qui vengono accolte donne e uomini in condizioni di disagio abitativo, fino a ventinove persone e undici cucce, di fatto dei box come esistono nei canili e negli allevamenti. Attualmente, neanche a dirlo, tutte occupate.
Le segnalazioni arrivano dai servizi sociali territoriali e socio-sanitari, che passano poi attraverso la richiesta in Asp. La struttura in questione, l’unica che accoglie anche i cani dei senzatetto in città, offre un posto letto, un pasto caldo serale e servizi igienici a chi arriva e alloggia.
La condizione di disagio sociale può anche essere temporanea. Capita anche che il canile e il personale del Rifugio a volte debbano accudire alcune bestiole in assenza dei proprietari e delle proprietarie, occupandosi così di portare gli animali a passeggiare, di nutrirli e magari chissà, di farli un po’ giocare: una risposta sociale e gratuita al bisogno di alcuni senza fissa dimora, membri della comunità, di affidare a terzi il loro amato quattro zampe, si spera per poco tempo.
Nel cortile esterno di via del Gomito 22/2 i cani delle persone ospitate stanno all’interno di box forniti di tettoia, di copertura impermeabile e rimovibile per il contenimento del freddo. All’interno è presente anche un’area verde recintata che viene utilizzata per lo sgambamento degli animali.
Certo che undici box per una Città Metropolitana che fa un milione di abitanti e migliaia di persone senza casa sono veramente una goccia nell’oceano: speriamo che qualcuno, lassù e laggiù, dalle parti di piazza Maggiore, se ne renda presto conto e provveda.

Buongiorno sono venuto una volta a vedere la vostra struttura e devo dire che siete proprio bravi vi faccio i miei complimenti siete una goccia nel mare ma almeno cercate di aiutare persone in difficoltà in questo mondo egoista e menefreghista. Spero che qualcuno del comune vi aiuti ma dubito di questo la giunta più green e progressista d’ Italia è troppo impegnata a creare la Bologna per soli ricchi e se non lo sei cavoli tuoi.