Il prossimo 13 maggio, a partire dalle 15.00, il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Alma Mater Studiorum ospiterà nell’aula magna di viale Risorgimento 2 un convegno sul tema, promosso dall’Arcidiocesi di Bologna con il patrocinio del Din
di Massimiliano Cordeddu, giornalista
«Cosa si può fare di più e di meglio perché non ci siano più lavoratori e lavoratrici che muoiono per lavorare? Una domanda che non smette di essere urgente». A questa domanda si tenterà di dare una risposta durante il convegno “Sicurezza sul lavoro: insieme con responsabilità” del prossimo 13 maggio, promosso dall’Arcidiocesi di Bologna con il patrocinio del Dipartimento di Ingegneria Industriale: «La Chiesa si fa portavoce dei famigliari delle vittime e della società civile – si legge nella pagina web creata per l’iscrizione e la partecipazione al simposio – ma non pretende di essere esperta: per questo si mette in ascolto di chi può dare risposte dal punto di vista etico, tecnico, giuridico. Il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna ospita quello che è un tentativo di risposta ma anche un vero e proprio incontro: incontro tra gente comune ed esperti, tra generazioni differenti, tra chi di sicurezza si occupa e si occuperà e chi è stato vittima della mancanza di sicurezza. Insieme, facendo appello alla responsabilità personale e comune, si può fare qualcosa».
Nei primi mesi del 2025 si sono registrate in Italia 138 denunce di infortunio mortale: il 16% in più dello stesso periodo nel 2024, dati provvisori forniti dall’Inail lo scorso aprile. Un fenomeno sociale che rappresenta una piaga.
«Non sono tollerabili né indifferenza né rassegnazione – ha dichiarato il Capo dello Stato Sergio Mattarella, visitando a Latina l’azienda Bsp Pharmaceuticals S.p.a. in occasione della celebrazione della Festa del lavoro – è evidente che l’impegno per la sicurezza nel lavoro richiede di essere rafforzato. Quella delle morti del lavoro è una piaga che non accenna ad arrestarsi e che nel nostro Paese ha già mietuto, in questi primi mesi, centinaia di vite, con altrettante famiglie consegnate alla disperazione». Questo problema prosegue il Capo dello Stato «riguarda le istituzioni, le imprese, i lavoratori».
E, appunto, in questo contesto istituzionale che si inserisce il convengo organizzato dal Din in collaborazione con l’Arcidiocesi felsinea. Il direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale professor Gian Marco Bianchi e il sindaco di Bologna Matteo Lepore apriranno i lavori. Il primo a intervenire sarà Paolo Dall’Olio, dell’Arcidiocesi di Bologna. Tra gli invitati anche la signora Monica Michielin, madre di Mattia Battistetti, il giovane operaio di 23 anni morto sotto 15 quintali di materiale edile staccatosi da un gru il 29 aprile del 2021 in un cantiere edile di Montebelluna, in provincia di Treviso.
Il cardinale arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi (salvo piacevoli sorprese post Conclave), interverrà con una lectio dal titolo: “Il lavoro è dignità”.
Ai lavori parteciperanno altri illustri esperti in materia come il professor Cesare Saccani, ordinario di Impianti Industriali Meccanici ed ex presidente CUBo. Stefano Zamagni, professore di Economia civile Unibo, Vincenzo Cangemi (Università di Torino). Il vicepresidente della Regione Emilia Romagna e assessore a Sviluppo economico e Green economy, Energia, Formazione professionale, Università e ricerca Vincenzo Colla. La rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Chiara Panzini e Paolo Vestrucci di Nier ingegneria.
Durante il convegno verrà presentato dal direttore logistica etica di Interporto Bologna S.p.a. Alessandro Alberani, il manifesto “Insieme per la salute e la sicurezza sul lavoro”.
Per chi fosse interessata/o l’ingresso è libero, ma per partecipare occorre registrarsi attraverso il Qr Code sotto.
L’articolo è stato realizzato per Cubo-Rivista del Circolo Università di Bologna, diretta da Massimiliano Cordeddu.

Ciao a tutti
Un terzo delle vittime sul lavoro sono in realtà vittime della violenza stradale.
A quando una mobilitazione del sindacato per avere norme all’altezza della situazione e per una “rieducazione” di massa dalla fretta inutile ed assassina ?
Un caro saluto