Ma Lepore ha il dovere di narrare la sua visione di città futura

A costo delle accuse di “piacionismo” e “over-comunicazione”. Dopo una pluralità di interventi dell’amministrazione che stanno creando grandi disagi, un consenso superiore al 50% è da considerarsi positivo per il sindaco perché significa che alta è ancora la fiducia sulla sua capacità di affrontare i problemi. In politica la realizzazione o meno di ciò che si promette è un dato con cui i cittadini si confrontano quando devono riconfermare o meno la fiducia. Su questo dovrebbe vertere un dibattito civile

di Roberto Grandi, massmediologo


L’intervento di Mario Bovina su Cantiere Bologna (qui), uno spazio di riflessione che si propone di andare oltre il confronto superficiale sulle questioni della città, si sviluppa su più livelli, da quello politico sui tanti progetti e interventi messi in cantiere a quello comunicativo.

Sul primo aspetto, senza entrare nel merito dei giudizi singoli che Bovina dà, il dato sul consenso di Lepore mi ha sorpreso, forse con un giudizio in controtendenza rispetto alle opinioni dei più. In una situazione in cui una pluralità di interventi dell’amministrazione si sono sovrapposti creando grandi disagi a tutti noi, un consenso superiore al 50% è, a mio avviso, da considerare positivo per il sindaco, perché significa che alta è ancora la fiducia sulla sua capacità di affrontare i problemi della città. Poi saranno gli elettori tra due anni che confermeranno o non confermeranno questa fiducia.

In politica la realizzazione o meno di ciò che si promette, specialmente quando si tratta di misure che oggettivamente arrecano disagi, anche grandi, è un dato con cui i cittadini si confrontano quando devono decidere se riconfermare o meno la fiducia a un sindaco. Per Lepore molto dipenderà da quanto di ciò che ha promesso riuscirà a portare a termine nei prossimi due anni, in cui gli elettori si domanderanno se ne è valsa la pena e se la città che sta delineando è la migliore per la collettività. D’altra parte è su questo aspetto che si dovrà confrontare un’alternativa, che oggi si fatica a scorgere, se vorrà essere considerata minimamente credibile. 

Quanto alla “over-comunicazione” di cui parla Bovina, che non so quanto si sia incrementata a seguito del sondaggio, credo sia principalmente la conseguenza della pluralità di canali comunicativi (dalle televisioni locali e testate informative cartacee e digitali fino ai canali social, da Instagram a Telegram) su cui un sindaco deve essere presente, perché si rivolgono a destinatari diversi, e dalla necessità di rispondere alle critiche che ogni giorno gli sono poste dalle opposizioni, comitati, testate informative, post sui social.

Un sindaco difficilmente può rinunciare a queste presenze comunicative, perché rischierebbe di essere considerato un politico che si nasconde. La presentazione di un nuovo progetto, la risposta a una critica, la promessa di un intervento specifico, l’enfatizzazione dei dati positivi viene veicolata su ciascuno di questi canali, con modalità diverse in funzione delle caratteristiche di ciascuno. Per i pochi che come me, e forse Bovina, sono consumatori attenti di comunicazione, la certezza inevitabile è di essere raggiunti più volte al giorno dallo stesso contenuto comunicativo su piattaforme diverse.

Quanto alla qualità della comunicazione pubblica (tema da approfondire) sarebbe auspicabile vivere all’interno di una società che dibatte in maniera razionale i problemi per giungere alle soluzioni più efficaci e condivise. Una società che non vedo a livello globale.

Così le presenze dei sindaci si muovono tra la necessità di narrare, in maniera a volte anche enfatica, i singoli provvedimenti e i tentativi, che ci sono, di inserirli in una visione di città futura che dovrebbe essere, ma quasi mai lo è, il centro del dibattito politico e civile.


9 pensieri riguardo “Ma Lepore ha il dovere di narrare la sua visione di città futura

  1. lepore è il suo clan non hanno le capacità di vedere la città futura hanno le capacità di vedere la distruzione della città futura …..

  2. Forse il limite sta nel fatto che ‘”l’over comunicazione” non si aggiunge al confronto diretto e sistematico dell’amministrazione comunale con i cittadini, ma lo sostituisce.
    Basterebbe un’analisi sul ruolo dei Quartieri nel contatto con i cittadini sulle “tante questioni che si sono sovrapposte” per accrescere il timore sul quel tipo di relazione.
    Inoltre, proprio l’ultimo caso, il giardino di San Leonardo, lo evidenzia: in un caso “semplice” per la piccola dimensioni, i frequentatori, gli abitanti di via San Leonardo e le associazioni già operanti sul giardino hanno appreso del progetto di intervento dalla stampa e reagiscono apprendendo così, sempre dalla stampa, della disponibilità dell’assessore competente a incontrarli . Una scelta di buon senso, ma perché non si è fatta prima di approvare quel progetto coinvolgendoli nel processo decisionale al pari del privato che lo ha proposto per modificare il giardino? come ben si vede quel sistema di relazione “social” non risolve i problemi di relazione positiva con i cittadini.

  3. La forza di Matteo Lepore sta nella inconsistenza della opposizione che attacca il Sindaco per i problemi della Garisenda, che è lì da circa 1000 anni, e per i cantieri del tram, opera deliberata circa venti anni fa quando era Sindaco Cofferati

  4. Penso non sia auspicabile che per ogni scelta che il Sindaco e la sua Giunta debba compiere (nell’interesse della collettività dalla quale ha ricevuta la delega ad agire attraverso libere elezioni) egli debba svolgere un referendum consultivo. I conti si faranno alla prossima tornata elettorale. Penso che le “opposizioni” e i mezzi di informazione abbiano gli strumenti politici e mediatici per “suggerimenti” all’attuale maggioranza.

  5. Ma il Bovina quando si candidò si accostò a persone insignificanti e impreparate a fare politica, diciamo prezzemolone che vogliono solo far carriera, quindi , da allora, i suoi commenti non hanno la mia stima, anzi, li collego alla pochezza delle sue proposte.

  6. E così tra 2 anni niente alternative.
    Solo la possibilità di rileggere un sindaco che non ci ascolta, fa quello che vuole e ci prende anche in giro (vedi Parco Don Bosco, San Leonardo, aumento di oltre il 50% del prezzo del bus, taglio di migliaia di alberi).
    La città tradita non avrà scelta.
    O lui o la destra.
    La sinistra così facendo si candida a regalare la città alle destre.
    Si candida a rendere il voto inutile.
    La gente non andrà neanche a votare. Far disamorare così i cittadini agli strumenti democratici è delinquenziale.
    Occorre lavorare DA ORA su un altro più credibile candidato.

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